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Padoan alla Ue: se boccia la manovra è l’inizio della fine

Roma, 23 ott. (askanews) – L’Europa “deve scegliere da che parte stare. Può accettare il fatto che il nostro deficit passi dal 2 al 2,3 per cento del Pil per far fronte all’emergenza terremoto e a quella dei migranti. Oppure scegliere la strada ungherese, quella che ai migranti oppone i muri, e che va rigettata. Ma così sarebbe l’inizio della fine”. Così il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in un’intervista a Repubblica replica alle critiche e ai dubbi espressi in Italia e in Europa sulla manovra da 27 miliardi: molti “hanno guardato al dito più che alla luna, e la luna è una manovra con meno tasse e più attenzione alla crescita, in coerenza con quello che abbiamo già fatto negli anni passati”. Una manovra che ancora non è arrivata in parlamento, “ma non crediate – spiega – che sia sospesa in attesa di indicazioni o telefonate da Bruxelles: si tratta solo di un maggior lavoro di contabilità e di coordinamento per la Ragioneria generale dovuto alla nuova normativa”. Nei prossimi giorni Padoan vedrà il Commissario europeo responsabile per i conti pubblici Pierre Moscovici, ma è ottimista: il peso delle una tantum nella manovra “sarà ridotto” e “le accuse di mance e condoni in vista del referendum sono ridicole”. “Aspettiamo di vedere le stime di novembre della Commissione sulla crescita ma – afferma – conto di non rimanere deluso”. E in risposta al fatto che l’Italia chiede un 2,3 per cento di rapporto deficit-Pil mentre la Commissione sembra intenzionata a concedere al massimo un 2,2 per cento, il ministro afferma: “Dal 2011 in poi l’Italia ha speso miliardi e miliardi per affrontare un’emergenza migranti che non era e non è un problema solo suo, ma dell’intera Unione. E nessuno ci ha finora riconosciuto questo impegno economico. Qualche mese fa alla Turchia sono stati riconosciuti dall’Europa 3 miliardi proprio per far fronte all’emergenza migranti. L’Italia ha speso più di tutti per questa emergenza e ha reso un servizio agli altri Stati, ha difeso un “bene pubblico” comune. Lo dice anche il documento appena uscito dal vertice di Bratislava, dove si parla espressamente del peso della questione migranti sui paesi meridionali dell’Europa. È un problema politico, che riguarda il futuro del continente”. E sulla stima di una crescita del Pil all’1% nel 2017 sottolinea: “Ci contiamo e lo consideriamo una stima prudente, del resto anche l’Ufficio parlamentare di bilancio l’ha validata alla luce delle misure contenute nella manovra. Si parla poco del cuore della manovra dove ci sono gli interventi sulle imprese e sulla produttività che hanno un forte effetto sulla crescita: confermiamo il superammortamento per l’acquisto di beni strumentali e introduciamo l’iperammortamento per investimenti materiali e immateriali in nuove tecnologie. E mettiamo due miliardi aggiuntivi per la realizzazione di opere pubbliche. Aspettiamo di vedere le stime di novembre della Commissione sulla crescita ma conto di non rimanere deluso”. Cip

Sorgente: Padoan alla Ue: se boccia la manovra è l’inizio della fine

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