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G7, Renzi: “In Sicilia contro stereotipi e banalità”

“Ho scelto di fare il G7 in Sicilia perché un personaggio internazionale autorevole mi ha detto che qui c’era la mafia. Averlo portato qui è la scelta di rispondere che la tradizione di queste terre è ben più forte del racconto superficiale, banale e stereotipato che esiste in tante parti del mondo”. Così a Palermo il premier Matteo Renzi.

“Il valore straordinario di Palermo sta nell’incrocio di strade e tradizioni, nell’incrocio di civiltà – ha sottolineato il presidente del Consiglio – Palermo è la città della complessità anche nel racconto esterno”.

”Interpreto il G7 come una gigantesca operazione sul brand Sicilia – ha detto Renzi – Tutte le operazioni di successo degli ultimi anni sono state accompagnate da una brillante storia di comunicazione. Quelli che dicono che la comunicazione è una cosa diversa dalla realtà non si rendono conto che senza una buona storia anche il prodotto migliore non sarà mai venduto. Senza una buona storia da raccontare la Sicilia continuerà ad avere un quinto dei turisti delle Baleari e delle Canarie pur avendo gli stessi chilometri di costa ed essendo decisamente più bella”.

UNIVERSITA’ – Intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico, al Teatro Massimo, Renzi ha evidenziato che “la cultura dei tagli ha fatto male ovunque. La cultura del taglio indiscriminato provoca una ferita non rimarginabile”. E “l’università è il luogo in cui si è tagliato in modo più dissennato“.

“La politica – ha aggiunto – in questi anni è stato uno dei problemi, ma l’idea che sia stata solo la politica il problema non corrisponde al vero. Anche la classe dirigente del Paese ha avuto le sue responsabilità. Liberiamo l’Università dai vincoli della Pubblica amministrazione. Siate responsabili delle risorse in modo pulito, tagliando nepotismo e sistemi sbagliati”.

“In un mondo – ha proseguito – in cui si pensa che valgano solo i numeri io sono assolutamente convinto che i veri valori che sono in ballo sono quelli della cultura, dell’educazione, della conoscenza. Abbiamo bisogno di un’università che ci stimoli, che ci dica le cose che non vanno, che si faccia sentire, che sia protagonista che non ceda alla cultura della rassegnazione”.

EUROPA E AZIONE DI GOVERNO – Il premier ha parlato anche di Europa. Quella “dell’austerità ha fatto molti danni – ha scandito – ma occorrono strategie di lungo periodo e il rifiuto della cultura della rassegnazione”. Quanto all’Italia, ”siamo un Paese che ha un potenziale pazzesco, ma un gigantesco problema di autostima. L’Italia non si rende conto di come è percepita nel mondo e continua a farsi l’elenco delle cose che non funzionano che sono molto di più di quelle che pensiamo. Ma abbiamo anche opportunità che sono impressionanti”.

“Abbiamo bisogno di uno sguardo diverso, c’è bisogno di un cambio di passo culturale – ha esortato – Mi indigno quando mi sento dire costantemente che il nostro atteggiamento sulla positività dell’Italia è una sorta di training autogeno per convincersi che va tutto bene”.

“Come governo – ha rimarcato – stiamo investendo più soldi di tutti gli altri governi, ma non sono sufficienti. Abbiamo messo 2 miliardi di euro in più sulla sanità. Abbiamo messo i primi denari sull’università ma i soldi non sono mai sufficienti”. E “nella legge di stabilità ci sarà di nuovo la possibilità di sgravi per assunzioni in una terra che è piegata dalla mancanza di posti di lavoro, in particolare modo per i più giovani. Quegli incentivi che sono stati positivi per il buon risultato del Jobs Act torneranno in tutte le regioni del Sud e solo nelle regioni del Sud attraverso l’utilizzo dei fondi Pon”.

Renzi ha poi annunciato: “Il 16 novembre saremo di nuovo in Sicilia con il ministro delle Infrastrutture” per fare il punto degli interventi fatti e quelli da fare. “Faremo un giro puntuale di tutte le infrastrutture aperte – ha spiegato – la prima infrastruttura necessaria è quella che permette al Paese di non essere un Paese abbandonato, disconnesso, senza campo, senza rete. Valgono le infrastrutture viarie e quelle tecnologiche”.

CONTESTAZIONI AL PREMIER – Tensione e qualche tafferuglio si sono registrati davanti al Teatro Massimo dove studenti universitari e medi hanno contestato il presidente del Consiglio. Il Collettivo Universitario autonomo parla di una ”manifestazione numerosa”, circa “500 persone” tra studenti medi, universitari e lavoratori.

“Giunti alla fine della manifestazione davanti il Teatro Massimo – si legge in un comunicato – il cordone di polizia ha caricato gli studenti presenti in piazza per contestare la presenza del premier a questa inutile passerella politica. La militarizzazione di tutto il centro storico ha rovinato l’immagine della città e la passeggiata serena delle famiglie palermitane, solo per far parlare il premier in merito alla sua campagna elettorale”.

Momenti di tensione anche davanti al cinema Ariston di Trapani dove un gruppo di persone, disoccupati e animalisti, hanno inscenato una protesta contro il premier atteso a Trapani. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine che hanno transennato corso Italia. In piazza anche gli operatori della formazione professionale che indossano una maglietta con la scritta: “Vittima della rivoluzione crocettiana”. Imponente il cordone di sicurezza sistemato attorno alle vie adiacenti.

Sorgente: G7, Renzi: “In Sicilia contro stereotipi e banalità”

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