Caro professor Diamanti, non mi è chiaro se ci è salito pure lei sull’autobus grillino di cui parla nel suo articolo su Repubblica del 13 luglio. Io no. Ma l’ho visto passare e non mi pare di avere visto gli stessi passeggeri che descrive Lei.
Lei dice che ne ha visti tanti che votavano PD e che non sopportavano la “coabitazione” (termine molto poco appropriato per definire il comune sostegno al governo Monti, mi permetta di farLe questo appunto: queste semplificazioni non sono da Lei) con quelli del PDL. Non mi pare che come motivazione sia molto sensata: avrebbero dovuto scendere appena si fossero trovati uno del PDL nel sedile affianco. Non si riesce ad accettare il PDL nella stessa maggioranza e poi ci si intraprende un viaggio tutti insieme appassionatamente per cercare la “politica-che-non-c’è”? Direi che è bizzarro, mi sarei aspettata di ritrovarli in SEL o Rifondazione Comunista, che hanno un richiamo forte ai simboli della sinistra.
No, non è la voglia di più sinistra che ha mosso (ma quanti ne ha mossi? Lei conosce i flussi elettorali delle recenti amministrative: I 5 Stelle hanno saccheggiato ampiamente i consensi di PDL e Lega, non quelli del PD, questo Lei lo sa bene) questo elettorato a comprare il biglietto dell’autobus di Grillo. La risposta è in un accenno che Lei stesso infila nel suo articolo, ma che non sviluppa come a mio avviso avrebbe dovuto fare. Quando fa riferimento ai “sovrani” della politica: “Berlusconi, Bersani, Casini. E Bossi. Ma anche Di Pietro, Maroni, Vendola”. (Scusi, ma si è accorto di avere messo insieme personalità e modelli di partito completamente diversi tra loro? Bersani sarebbe un sovrano? Il PD è un partito “personalistico” come il PDL, l’IDV e SEL, che oltretutto sono diversi anche tra loro? Ma veramente?). Ma torniamo a noi: dicevamo del Suo riferimento ad una “roba” senza capi. Quindi senza organizzazione. Io al Suo posto avrei detto che questo è il vero punto: attrae del grillismo questa formula “ogni testa un voto” cioè “la penso un po’ come mi pare” che è di chiara matrice individualistica. E’ il trionfo dell’individuo “monade”, non di quello “solidale”, che accetta di rinunciare a qualche sua convinzione pur di fare le battaglie importanti insieme agli altri. Ecco cosa non piace al grillino-tipo dei partiti: che in un partito bisogna mettersi d’accordo con gli altri. Significa litigare su una mozione, come è successo oggi alla Assemblea nazionale del PD, ma dover uscire comunque con una linea comune. Perché quello del PD è un autobus che deve decidere, in maniera più o meno sofferta , dove andare, i passeggeri di Grillo invece vogliono viaggiare senza itinerari: così però va bene quando si va in vacanza, non quando c’è da fare sul serio. Ci vuole senso di responsabilità per questo, ma è la regola anche dei condomini: perché non dovrebbe valere per la politica? E questo sarebbe secondo Lei voglia di più sinistra? A me pare il contrario. Perciò non penso che la comitiva che Lei ha visto su quell’autobus sia molto allegra: è gente solitaria, che non vuole mediare: finirà per fare a cazzotti per i posti lato finestrino.
Poi, scusi la mia franchezza un po’ brutale, ma “L’autista non è invadente. E ci dà visibilità. Grida e strepita. Contro tutti gli altri. Ma non ci impone regole rigide. Non pretende atti di fede” proprio non si può leggere! Grillo ogni tanto butta fuori uno dal finestrino e Lei dice che Bersani è un padrone?
Con la stima di sempre.






Ottimo articolo che condivido in pieno!
Bisognerebbe dire inoltre a Ilvo Diamanti che esistono altri segni di inetrpunzione oltre al punto fisso e che se facesse periodi superiori alle 4 parole sarebbe perlomeno leggibile.
Un qualsiasi docente di italiano non accetterebbe un simile articolo da parte di nessuno studente.
Lo penso, anch’io, Alex.