Genova – L’incontro è fissato per le prossime ore, per approfondire un fronte d’indagine contiguo alle piste che si stanno consolidando in questi giorni. La Digos ha chiesto un colloquio al rettore dell’Università Giacomo Deferrari, entro l’inizio della settimana, per parlare di temi «inerenti» all’agguato a Roberto Adinolfi, l’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare gambizzato lunedì scorso.
Il primo punto in agenda è lo screening d’un certo numero di docenti ritenuti dalla polizia potenzialmente «a rischio», per i temi trattati nei loro corsi. E però non v’è dubbio che il vertice all’interno dell’ateneo rappresenti un passaggio importante, che può essere letto alla luce di diversi elementi emersi nelle ultime ore. E che stanno spingendo gli inquirenti a cercare un collegamento fra anarchici greci, seguaci dell’ecoterrorismo italiani e loro potenziale “contatti” – recenti o passati – fra studenti e militanti residenti all’ombra della Lanterna.
L’obiettivo è dare un nome ai componenti della cellula “Olga” (aderente alla cosiddetta “Federazione anarchica informale”) che hanno rivendicato l’agguato d’una settimana fa e vivono con ogni probabilità nel capoluogo ligure.
Questa mattina, intanto, vertice sulla sicurezza in Prefettura, mentre contro il terrorismo si schiera anche il mondo del lavoro: oggi i dipendenti dell’Ansaldo di Campi (e delle altre aziende liguri del gruppo Finmeccanica) si fermeranno per 2 ore al termine di ogni turno, con presìdi sino alle 11. Fuori dello stabilimento anche la figlia di Guido Rossa, Sabina, e l’ex segretario della Cgil, Guglielmo Epifani.
Giovedì, invece, manifestazione in piazza De Ferrari.
Caso adinolfi – Agguato a Genova, la Digos dal rettore| Liguria | Genova| Il SecoloXIX.





