
fotografia da web della redazione N.R.
Si può essere democratici senza essere antifascisti», ha detto ieri Francesco Storace.
E non starei lí a preoccuparmi, se non lo avesse detto in un Paese dove ci si può tranquillamente proclamare liberisti possedendo tre televisioni su sei (e facendo carte false per controllare le altre); in un Paese dove si può tranquillamente proclamare che «chi dice che gli stranieri sono diversi è uno stronzo» e allo stesso tempo (anzi, prima! Roba da Premio Freud) fare una legge – firmata insieme a Bossi – che sbatte in carcere lo straniero che si rifiuta di lasciare l’Italia; in un Paese dove si possono tranquillamente conquistare i vertici di governo proclamando che Roma è ladrona (quel che si dice un’accusa circostanziata: non alcuni deputati, un barista, tre tassisti.
No, proprio tutta la città. Mi immagino Bossi che gioca a Cluedo: «Per me è stata Roma, nella biblioteca con la chiave inglese») e poi fregarsi i soldi dei rimborsi elettorali per ristrutturasi la villetta (per non dire delle accuse più gravi, come l’ultima sulle tangenti versate alla Lega per le operazioni di Finmeccanica in India. Renzo Bossi: «Accuse incredibili! Io in America Latina non ci ho nemmeno mai messo piede»); in un Paese dove si può tranquillamente conquistare l’elettorato cattolico predicando il francescanesimo e la castità dal pulpito di Comunione e Liberazione e poi fare le vacanze in yacht ai Tropici a spese di un faccendiere che fa affari con l’istituzione che si presiede (a proposito: dice la Nasa che «le cose che cerchiamo sulla Terra le troveremo sugli altri pianeti»: l’acqua, l’energia, le ricevute di Formigoni).
In un Paese così facile da imbrogliare bisogna puntualizzare ogni giorno l’ovvio che NO, NON SI PUÒ ESSERE DEMOCRATICI SENZA ESSERE ANTIFASCISTI. Ogni giorno, ma oggi di più.
Un giorno importante per non farsi imbrogliare – Fornario – ComUnità – l’Unità.






