di MIMMO MAZZA
LECCE – Stretta all’angolo dalle inchieste della magistratura, dal pressing dei politici di ogni schieramento e dall’azione degli ambientalisti che vogliono farne un caso nazionale, candidando a sindaco il segretario dei Verdi Angelo Bonelli, l’Ilva sceglie la strada del muro contro muro, non rinunciando alle azioni legali intraprese per allentare i vincoli dell’Autorizzazione integrata ambientale ottenuta l’estate scorso e per far cancellare gli effetti del provvedimento del Comitato di coordinamento per l’accordo Puglia-Basilicata con il quale il costo dell’acqua per l’uso industriale è stato aumentato del 250%.
L’offensiva del gruppo Riva va in scena al secondo piano del palazzo che nel centro storico di Lecce ospita la sede del Tribunale amministrativo regionale. Gli avvocati Francesco Perli e Roberto Marra non rinunciano al ricorso contro tre aspetti dell’Aia (i sistemi di abbattimento di macro e micro inquinanti, il piano di monitoraggio e controllo delle emissioni, la revisione della rete di smaltimento delle acque reflue), rinuncia che pure sembrava possibile alla luce di quanto avvenuto tra la presentazione del ricorso (10 novembre 2011) e l’udienza di ieri (ovvero deposito delle due perizie disposte dal gip Patrizia Todisco nell’ambito dell’inchiesta che vede indagati 5 dirigenti Ilva per disastro ambientale e inquinamento e iniziativa degli enti locali per rivedere in maniera più restrittiva l’Aia).
«Noi andiamo avanti per la nostra strada» ha spiegato invece alla Gazzetta l’avvocato Francesco Perli, aggiungendo che l’Ilva impugnerà al Tar anche l’ordinanza con la quale il sindaco di Taranto Ezio Stefàno lo scorso 25 febbraio ha chiesto all’azienda provvedimenti urgenti, e comunque non oltre 30 giorni, per limitare le emissioni inquinanti, pena la sospensione dell’attività per gli impianti più a rischio.
Contro l’Ilva si sono costituiti Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto, i ministeri interessati e Legambiente per quel che riguarda l’Autorizzazione integrata ambientale mentre più complessa è la partita riguardante il prezzo dell’acqua. Regione Puglia e Regione Basilicata, con gli avvocati Isabella Fornelli e Pasquale Golia, hanno infatti eccepito preliminarmente l’incompetenza territoriale del Tar di Lecce, chiedendo anche il coinvolgimento delle organizzazioni degli agricoltori, quali controparte dell’Ilva, proprio per lo spirito con il quale la manovra tariffaria era stata concepita. Il comitato di coordinamento per l’accordo Puglia-Basilicata aveva infatti deciso di ridurre dal 2012 il costo dell’acqua per l’uso agricolo del 25% e di aumentare quello per l’uso industriale nella misura del 250% per il 2012, del 400% per il 2013 e del 500% per il 2014 per incentivare gli utilizzatori a contenere i consumi per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di tutela ambientale stabiliti dall’Unione Europea e di perseguire una politica gestionale più sostenibile delle risorse idriche.
Le decisioni del Tar di Lecce sui ricorsi dell’Ilva si conosceranno nei prossimi giorni.







