Lo sai di quante cose non hai bisogno? – Dio è morto – ComUnità – l’Unità.

piramide dei bisogni primari – fotografia da web della redazione N.R.
Che schizofrenia! A voi interessa avere i paraurti in tinta? Vi interessa galleggiare su ruote larghe, larghe, su un macchinone grosso grosso, quasi un camion? Vi va di fare un po’ di strada a piedi, o in bicicletta, a volte prendere un tram per qualche fermata, rinunciare a un analgesico, che il SSN non paga, non rinnovare il cellulare prima che sia non riparabile, né il computer per una frazione di velocità in più? Potete fare l’inventario di quanti caricabatterie, auricolari e telecomandi avete dentro casa?
E se sia veramente fondamentale avere un nuovo schermo per la tv, ancora un’altra crema per le mani, il garage o il box auto, il condizionatore d’aria caldo-freddo, l’assicurazione sulla morte per il mutuo della casa? Ecco, il mutuo: per prenderne uno, questi affamatori di popolo vogliono: l’apertura del conto nella banca che concede il credito, l’ipoteca per il doppio del valore dell’immobile, il posto fisso a garanzia (vero signori ministri…?) e, appunto, l’assicurazione sulla vita del contraente.
Dopo di che, per ogni euro, in vent’anni, più o meno, la banca se ne prenderà quasi due e pure la perizia devi pagare. Non potrebbe essere una spesa loro? Ad un mio amico che fa il pediatra hanno chiesto anche una firmetta della mamma novantenne. E quando si sarà comprato casa dovrà pagare l’Ici. Si è rifiutato, resterà in affitto.
L’altro giorno ho incontrato Mara, una cara amica che non rivedevo da tempo, una persona meravigliosa che rimpiango di non riuscire a frequentare più spesso. Mi ha detto che, un po’ a vista, gli avevano ipotizzato un tumore cutaneo maligno a infausta prognosi. Si è ingoiata una decina di giorni di angosce, guardando la sua dolcissima piccola di pochi mesi come se ogni istante fosse l’ultimo, passando mentalmente in rivista tutti gli amici e le persone care, di giorno e di notte, incredula che tutto stesse finendo nel niente, eppure si sentiva sana; ma non conta, si sta bene finché non si sa di stare molto male… Alla fine, la biopsia ha sconfessato questa brutta previsione, la lesione è una cosa banale, l’ha rimossa e non ci saranno complicazioni. L’ho vista rilanciata al mondo, e mi ha fatto tutte le domande che ho rivolto a voi.
A noi: che ce ne frega del Pil? Io non lo voglio incrementare, voglio vivere delle cose che amo e basta e non mi voglio far continuamente indurre i bisogni e quindi i consumi. Possiamo capirlo solo dopo una lezione di vita come quella che è arrivata a Mara? L’altro giorno a Torino ho partecipato a “M’illumino di meno”, ho visto un bellissimo film sull’obsolescenza programmata della lampadina, fine ultimo, il consumismo selvaggio. Opponiamoci. La vera rivoluzione è quella interiore. Ci verranno a cercare.





