“Come riportavamo in Ultimissima 31/03/11, l’UAAR ha espulso dall’associazione diversi responsabili regionali ritenuti “eretici e dissidenti” con l’accusa di aver osato contraddire il segretario nazionale Raffaele Carcano e non essersi allineati al “pensiero unico” imposto dall’Associazione, che si è scoperta essere fortemente “gerarchica, piramidale e oligarchica”, secondo le parole di Stefano Puglisi, ex membro dell’UAAR nonché ex coordinatore del Circolo provinciale di Bari. Un altro ex uaarino -anche lui cacciato assieme agli altri eretici- ci ha inviato di recente una comunicazione che riportiamo integralmente qui sotto. La notizia è stata confermata anche sul blog di Valentina Bilancioni, ex responsabile dell’UAAR di Rimini (p.s. quando parla di “Pontifex” intende riferirsi a Raffaele Carcano, segretario dell’UAAR)”
di Giacomo Grippa
* ex coordinatore Regionale dell’UAAR per la Puglia, ed ex coordinatore del Circolo provinciale di Lecce
Ha dell’incredibile la notizia della iniziativa assunta dal circolo romano dell’Uaar (l’unione atei ed agnoatici razionalisti) per promuovere “lo sbattezzo” nella sede dei neofascisti, clericaloccidentalisti di Casa Pound. La decisione è stata voluta da tutti i componenti con un solo voto contrario. L’Uaar, da cui sono stati defenestrati diversi, compreso lo scrivente, coordinatori di Lecce, Bari, Rimini ed una fuga di oltre 600 iscritti, accantonato l’intento fondativo con un’articolazione equiordinata, è passata ad una gestione ristretta, piramidale, quasi su un modello presidenzialista-papalino, senza limiti di mandati o incompatibilità, senza spazio per alcun dissenso o accesso agli atti relativi a conti, introiti o eredità…ancora tutta da scoprire.
Questa formazione che ancora gode dell’accredito di presidenti onorifici, non iscritti, fra cui Margherita Hack e Piergiorgio Odifreddi, bussa ora a Casa Pound per raccogliere, fra i neofascisti atei, qualche nuova adesione. La cronaca leccese si è già occupata della presenza di questi estremisti, sostenuti ed accreditati da amministratori comunali e provinciali, al seguito dell’ex-sottosegretario Alfredo Mantovano di Alleanza Cattolica, che vanno di sera a caccia di giovani di altro orientamento politico e sessuale.
Ormai in Italia agli atei devoti e ai teologi istituzionali, dobbiamo annoverare gli atei fondamentalisti e fascisti?
21 gennaio, 2012































[...] l’UAAR e i neofascisti di CasaPound. Il Collettivo Autonomo Studentesco Nuova Resistenza, ha ripreso la notizia annunciando che «nel caso la notizia fosse fondata non verranno più pubblicate informazioni [...]
Per come vi e’ stata riportata, la notizia e’ sostanzialmente falsa. O meglio, ci sono dei patenti falsi (la questione su quanti e quali soci sarebbero stati espulsi dall’associazione, o di una presunta inesistente emorragia di 600 iscritti – ed altre ancora, ma non sono qui per fare le pulci punto per punto), ed un piccolo episodio, deliberato in autonomia in un singolo circolo, che personalmente ritengo di (maldestra?) ricerca di non irregimentazione politica, che ha portato all’invio di una mail, con nessun seguito annesso.
Per non sbagliarmi, vi riporto, su suo invito ed autorizzazione, le considerazioni che sulla vicenda, o meglio, sul risalto che la vicenda ha avuto *ad oltre un anno di distanza dai fatti* (si e’ svolto tutto nel gennaio 2011, ma solo adesso, dopo i fatti di Firenze, la questione viene strumentalmente portata alla ribalta da persone che ho poche difficolta’ a considerare avvelenate con l’UAAR), di uno dei soci del circolo di Roma presenti alla “famigerata” riunione al centro della questione.
L’autore e’ Maurizio Marchetti, storico militante anarchico e anticlericale, molto attivo nel mondo dei centri sociali. Si tratta dell’ultima persona di cui si potrebbe pensare che strizzi l’occhio a persone ritenute simpatizzanti per l’estrema destra. Marchetti e’ anche, tra le altre cose, fondatore della rivista anticlericale e anarchica “Ipazia”: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1999/04/26/riviste.html
Qui sotto la lettera di Marchetti, buona lettura:
Rossano Casagli
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… A volte bisogna rispondere
Ogni volta che si è presentato un libro da me scritto (5 per l’esattezza), il mio editore Fabio Croce esordiva dicendo “anche questa volta il nostro Maurizio ci ha regalato un altro testo scolastico”. In effetti è così, io ho sempre scritto libri di storia alla luce della verità. I fatti, gli avvenimenti e le date non si possono confutare, forse si possono diversamente interpretare ma non confutare.
Io sono un anticlericale e nella lotta all’oscurantismo di santa romana chiesa ne ho fatto sempre una delle più importanti ragioni della mia vita: i libri che ho scritto, la rivista che fondai (Ipazia) nel 1998 e tutta l’attività svolta nel corso della mia vita lo testimoniano.
Da 7 anni a questa parte e cioè dall’ultimo libro che scrissi (“Urbi et sempre più orbi” ), non mi sono fatto più sentire, un po’ l’età, un po’ la pigrizia, ma anche perché, tra i libri e la rivista, credo di aver detto abbastanza; svolgo per cui quel minimo di attività che mi permette di sentirmi vivo ed ancora utile. Sono socio della UAAR(unione degli atei e agnostici razionalisti) e contribuisco ad organizzare sbattezzi nei centri sociali, quindi a far uscire quanta più gente possibile dai registri della chiesa.
E’ evidente che un’organizzazione che si mette contro un colosso come la chiesa cattolica si trova in un rapporto di forza impari, per cui non può che essere un organismo di massa: apolitico e senza cappelli di nessun partito e movimento ideologico. E’ quindi una battaglia laicista e come tale ha bisogno di tutte le forze e di tutte le persone che si sentano spiriti liberi, al di là delle loro convinzioni politiche; è, secondo me, in questo spirito che si deve intendere la lotta all’oscurantismo clericale.
Ma perchè dico questo? E perchè dopo 7 anni mi rifaccio sentire con parole che dovrebbero (almeno spero) essere chiare per tutti?
Il motivo che mi ha portato a scrivere questa volta non è un testo scolastico, non è un altro atto d’accusa contro le innumerevoli nefandezze commesse dalla chiesa.
No….. questa volta scrivo per difendere la mia immagine.
Negli ultimi tempi sono stati organizzati vari sbattezzi in centri sociali di chiara tendenza di sinistra e questo non è un problema, ma lo potrebbe diventare se la cosa continuasse e si diffondesse nell’immaginario collettivo che l’ UAAR altro non fosse che l’ennesima organizzazione di appartenenza politica mascherata, come altre di cui non faccio nome per non fomentare altre polemiche.
Alla luce di ciò circa un anno fà, per dissipare ogni equivoco, il cordinatore romano dell’UAAR ed il sottoscritto proponemmo all’assemblea del circolo di Roma di mandare una e-mail a casa pound informandoli delle nostre iniziative riguardanti lo sbattezzo, a dimostrazione della trasversalità politica dell’unione. Eravamo pienamente coscienti di chi stavamo contattando, fu quasi una provocazione alla quale non ricevemmo risposta. Meglio così.
L’assemblea di fronte a tale proposta ci dette il suo ok tranne che per un elemento, ossia una persona scandalizzata che si dissociò. La cosa morì lì…almeno sembrava. Infatti la sopracitata persona manifestò il suo disappunto in più parti, che furono raccolte anche dall’ex coordinatore del circolo UAAR di Roma F. Paoletti, il quale ha scritto in una lettera diffusa sul web (sulla mailing list FACCIAMO BRECCIA) accusando l’organismo di sdoganare casa pound e per questo dice di star male, molto male. Il documento sopra citato continua accusando inoltre il nuovo coordinatore di : ”contattare casa pound per organizzare attività insieme a quella realtà”. E poi l’articolo conclude cercando di leggittimare la connivenza coi fascisti da parte dell’UAAR in occasione della manifestazione del 20/09/2010, in cui viene scritto che l’organizzazione sventolava le proprie bandiere insieme a militia cristi, ai cattofascisti ed a tutti i benedetti dal cardinal Bertone.
Che dire?
1°: L’ UAAR non ha mai sdoganato nessuno, ma ha solamente fatto quello che ogni organismo di massa fa.
2°: La manifestazione in cui si accusa l’UAAR di sventolare le proprie bandiere vicino ai fascisti, altri non è che la celebrazione di Porta Pia, la quale è ricordata ogni 20 settembre dall’UAAR e da tutti gli spiriti liberi. In quell’occasione fu il sindaco di Roma che invitò il cardinal Bertone a farne parte per una sorta di pacificazione con la chiesa. Per cui si capisce che non fu assolutamente una manifestazione fascista, o pseudo tale.. semmai va premiato il coraggio dei militanti dell’UAAR, che, insieme ai fratelli del grande oriente d’Italia, non hanno disertato la piazza, ma con la loro presenza e la loro voce hanno ricordato la legittimità di manifestare un giorno di liberazione.
3°: Non permetto a nessuno(amico che sia) di darmi del fascista o “sdoganatore” di fascisti.
Io sono un anticlericale, ma sono anche un libertario. Ho iniziato la mia attività politica nel 1960, ancora adolescente, contro il governo Tambroni proprio nel segno dell’antifascismo. Detto questo, sentirmi accusare di connivenza coi fascisti da persone che dovevano ancora nascere quando io iniziavo a combattere, mi da molto fastidio.
Concludo esortando a mettere via i risentimenti e i vecchi rancori, secondo me causa di queste diatribe, con un consiglio generale un po’ ironico: prima di liberare la penna assicuratevi di aver “sdoganato” il cervello.
Maurizio Marchetti
Mi stupisco che un sito come nuovaresistenza riprenda una notizia data da fanatici religiosi come l’uccr e la ripubblichi senza una minima verifica preventiva.
In particolare il contatto con casa pound non è una iniziativa riconducibile all’associazione e infatti il Comitato di Coordinamento si è formalmente dissociato da tale contatto.
in ogni caso l’iniziativa (non dell’associazione) mirava a dimostrare come casa pound fosse in realtà filo clericale e infatti non c’è mai stata nessuna iniziativa comune.
Cara redazione di nuovaresistenza, sarebbe bastata una mail all’uaar per accertarsi di ciò, sarebbe opportuna la rimozione dell’articolo o un suo sostanziale rifacimento
Imho prima di riprendere le notizie di un paio di esibizionisti esagitati dovreste fare un minimo di controllo.
a questa notizia vi è stata una risposta di uaar ,accodata praticamente subito dopo, era una risposta, anche se non era del tutto soddisfacente, ma andava bene.(ed e ancora pubblicata sullo stesso giorno).
Nel frattempo mi erano arrivate (per vie traverse) altre risposte e la link di questo articolo era stata scambiata, se non che, una mia amica mi dice che la link non va’ in nessun articolo e ho scoperto che uno dei nostri redattori ha avuto pressioni per occultamento dell’articolo, dato che noi non siamo ne mafiosi ne clientelisti, l’articolo è stato rimesso al suo posto.
In tutta questa storia ci sono cose strane, la risposta mi è pervenuta da una mail info@uaar.it quindi è sicuramente da parte di uaar, ma la stessa persona che mi ha fatto notare della link, dice che quella persona non è di uaar…..insomma io penso che sia un problema loro.
Per quanto riguarda la notizia che ritenevamo dubbia,
come abbiamo scritto in anticipo al testo, non sarebbe certo bastato mandare una mail a uaar, ma occorreva approfondimenti, almeno che non vi fosse un atto legale contro chi ha postato questo articolo……insomma na’ strana storia
Nel dicembre 2010, ad una riunione mensile del circolo di Roma, dato che l’Uaar fino ad allora aveva svolto iniziative, incontri, “serate per lo sbattezzo” presso organizzazioni di sinistra (Acrobax, La Talpa, feste del Pd e di Rifondazione, eccetera), il coordinatore del circolo, che si definisce radicale, proponeva di fare altrettanto nei cosiddetti “centri sociali di destra”, affermando non vi fosse motivo di non farlo. Proponeva quindi di mandare una mail a Casa Pound per organizzare presso la loro sede una serata per lo sbattezzo.
La cosa, come si legge nel verbale della riunione, era del tutto seria e priva di intenti provocatori. Doveva servire, nelle intenzioni, a mostrare che l’Uaar non si rivolgeva solo alla sinistra.
Seguiva una discussione, gran parte dei soci presenti era contraria o comunque perplessa, ma, alla fine, tutti votavano a favore della proposta, eccetto una socia che lasciava la riunione e, da allora, l’attività del circolo.
La mail veniva quindi redatta, probabilmente dal coordinatore (il contenuto non è stato tuttora diffuso), e spedita a Cp. Da parte di coloro che si definiscono “fascisti del terzo millennio” non giungeva però alcuna risposta.
Questa è la sola ragione per cui l’iniziativa non si è svolta e la cosa è “morta lì”. Nessuno ha detto nulla a riguardo, per quanto i dirigenti dell’associazione, almeno il segretario nazionale, che a Roma risiede ed opera, ne fossero a conoscenza.
Al di fuori del circolo di Roma, la cosa non è praticamente trapelata.
Nel novembre 2011, anche “ripensando” al tentativo di contatto e di iniziativa in comune (di fatto una collaborazione) con Casa Pound, presso il circolo di Roma si svolgeva una discussione, priva di valore legale od intenti “ufficiali”, sui rapporti fra Uaar e politica. Al termine di essa, i partecipanti si trovavano d’accordo che il naturale ambiente dell’Uaar fosse la sinistra o comunque la cultura democratica e progressista, sicuramente non il fascismo, vecchio e nuovo.
Nel dicembre 2011, anche in seguito alla strage di Firenze, la notizia del fatto veniva diffusa su mailing list, facebook, blog, eccetera, da soci ed ex soci che sono stati espulsi o hanno abbandonato l’associazione (e comunque l’attività nei rispettivi circoli) perché in dissenso con l’attuale dirigenza, che ritengono pratichi metodi clientelari e arbitrari ed agisca secondo logiche di “amicizie” e “fedeltà” e che, in tal modo, avrebbe anche determinato l’abbandono da parte di attivisti e di coordinatori capaci e competenti, sostituiti da persone decisamente inadeguate alle cariche che ricoprivano, di fatto danneggiando l’associazione e la sua efficienza e credibilità.
Anche sul forum dell’associazione (aperto anche a non soci e cui ci si può iscrivere facilmente, accedendovi dal sito http://www.uaar.it), la notizia è stata riportata da un socio, fino ad allora ignaro, che l’aveva trovata su facebook e ne è seguita un’accesa discussione.
Si può leggere nella sezione Altri Argomenti, il titolo è “Qualcosa non mi quadra. La questione Casa Pound”.
Ovviamente la maggioranza dei partecipanti alla discussione, in gran parte iscritti dell’associazione ed alcuni anche attivisti di altri circoli, era arrabbiata e scandalizzata da quanto avvenuto nel circolo di Roma.
L’Uaar, difatti, pur essendo apartitica, per via delle sue istanze (e delle “tesi” su cui si basa, o almeno si basava) è chiaramente sostenuta soprattutto da persone politicamente orientate decisamente a sinistra, oltre che da radicali e libertari e da una minoranza di moderati liberali. Certamente l’antifascismo è considerato valore imprescindibile praticamente dalla totalità di iscritti e attivisti.
Alcuni hanno detto che non rinnoveranno l’iscrizione all’associazione, altri pensano ad un ricorso al collegio dei probi viri. Cosa che, come si capirà, sarebbe probabilmente del tutto inutile.
Nella discussione è stato anche riportato il verbale della riunione, oltre che una lettera di protesta scritta da un socio e la relativa risposta del coordinatore, in cui egli difendeva la sua iniziativa, cercando di sostenere che si fosse trattato di una provocazione. Peraltro, si contraddiceva con quanto affermava nel resto della sua risposta e con quanto si poteva leggere nel verbale della riunione, dove quest’intenzione “provocatoria” davvero non si riesce a individuare, anzi.
Inoltre, affermava che nei centri sociali di sinistra, dove l’Uaar era stata, si “annidavano” comunisti, tra i quali probabilmente quelli che spaccano le vetrine ai cortei, così come comunisti si “annidano” nella stessa Uaar. Pertanto, non ravvisava ragione per non avere collegamenti anche con Casa Pound e concludeva dichiarando che ”sicuramente l’Uaar è antifascista ma anche anticomunista”.
Il segretario nazionale dell’Uaar e alcuni membri del Comitato di Coordinamento, massimo organo dirigente dell’associazione, sono intervenuti nella discussione, dato che i forumisti arrabbiati (fra i quali anche alcuni notoriamente tutt’altro che comunisti, ma semplicemente persone democratiche, progressiste e antifasciste) chiedevano insistentemente che la dirigenza prendesse posizione e magari provvedimenti.
Ciò che i dirigenti hanno fatto è stato minimizzare la cosa, affermare che si fosse trattato di una provocazione. Inoltre hanno fatto appello al fatto che la votazione fosse stata libera e democratica e che nello statuto non vi fosse nulla di chiaro rispetto all’antifascismo (infatti se ne parla “solo” nelle tesi, cui pure lo statuto dovrebbe ispirarsi, oltre che uniformarsi al dettato costituzionale). Inoltre hanno minimizzato la realtà di Casa Pound, sostenendo, fra l’altro, che fino alla strage di Firenze, essa non avesse fatto “niente di grave”. Un membro del Comitato di coordinamento ha affermato di non aver mai sentito nominare Casa Pound. Addirittura il segretario ha portato come argomentazione le Faq del sito di Cp, in cui essi si definiscono democratici, contrari alla violenza, nonché sostenitori della laicità e non contrari ai diritti degli omosessuali.
Quindi, da un lato si sosteneva fosse stata una provocazione, dall’altro, minimizzando e quasi negando la realtà di Casa Pound, implicitamente si difendeva l’iniziativa e se ne riconosceva la “serietà”.
Tutto questo per giustificare il… silenzio-assenso con cui non era stato preso alcun provvedimento nei confronti del coordinatore e di chi aveva votato alla riunione, né preso posizione riguardo alla sua proposta, lasciando semplicemente che la cosa finisse nel dimenticatoio.
Anche sulla mailing list dell’associazione, la cosa è stata dibattuta brevemente, anche se la maggioranza dei soci che partecipano ad essa difendevano in qualche modo l’iniziativa e comunque l’operato (o meglio, il non operato) della dirigenza.
Alla fine, segretario e membri del Cc, sul forum hanno ammesso a denti stretti che l’iniziativa fosse stata un errore o comunque un’idea “inopportuna” e che non si sarebbe più ripetuto nulla di simile. Al contempo, in effetti, hanno giustificato la cosa, appunto sostenendo che “prima della strage di Firenze” non fosse possibile capire la realtà di Casa Pound.
E’stato inoltre ribadito che la natura dell’idea fosse “provocatoria”, per quanto tale affermazione sia ridicola e decisamente non credibile. Stessa cosa si legge nel su riportato comunicato di Marchetti, che da una parte cerca di sostenere che fosse “quasi una provocazione”, mentre subito prima ammette che l’intento fosse la “dimostrazione della trasversalità dell’Uaar”.
Il Cc non ha ritenuto opportuno prendere provvedimenti contro il coordinatore del circolo o altri, fare ricorso al collegio dei probi viri, sostenendo che non fosse stata violata alcuna norma dello statuto.
Il comunicato frettolosamente redatto dal Cc ha riconosciuto l’inopportunità dell’iniziativa ed il proposito di evitarne di analoghe in futuro, ma niente altro.
E’evidente che, se la cosa non si fosse venuta a sapere, tutto sarebbe passato sotto silenzio…
Anche questo sito, di impostazione cattolico-reazionaria, dichiaratamente nemico dell’Uaar, ha dato risalto alla cosa, ovviamente in modo strumentale e per ragioni evidenti:
http://www.uccronline.it/2012/01/27/ecco-gli-intrallazzi-delluaar-con-casapound-e-acrobax/
Riporta un riassunto abbastanza preciso della discussione del forum e anche brani del verbale, eccetera, oltre a screenshot della prima pagina della discussione e di alcuni interventi dei forumisti e di dichiarazioni del segretario e dei membri del Cc.
La cosa migliore, comunque, è iscriversi al forum e leggere direttamente tutta la discussione e gli interventi dei soci e simpatizzanti che protestavano contro l’iniziativa, le risposte del segretario e dei membri del Cc, eccetera.
Penso che sia la risposta più chiara e trasparente, e per quanto riguarda nuovaresistenza non crea alcun tipo di problemi.
Rossano Casagli ha scritto:
“la questione viene strumentalmente portata alla ribalta da persone che ho poche difficolta’ a considerare avvelenate con l’UAAR”.
L’idea di fondo portata avanti dalla dirigenza e dai difensori della proposta del coordinatore è che coloro che hanno criticato la cosa e hanno diffuso la notizia siano solo dei nemici dell’Uaar, dei sabotatori che agiscono per danneggiare l’associazione, gettando fango su di essa, calunniando e denigrando.
Il tutto per vendicarsi di essere stati espulsi (appunto Grippa era un coordinatore, espulso dall’Uaar, come anche Paoletti, che si dimise in seguito ai contrasti con il segretario ed il cc, dopo essere stato per anni il capace e dinamico coordinatore del circolo di Roma, e che è recentemente stato espulso da un provvedimento dei Probi viri) o, nel caso dei semplici soci e attivisti che avevano abbandonato l’attività, per odio verso l’associazione e/o per servilismo e partigianeria verso i suddetti ex-coordinatori.
Peccato che gli stessi “difensori” (segretario, membri del Cc, eccetera) abbiano invece confermato tutte le cose che venivano denunciate, magari cercando di minimizzarle, giustificarle, al limite dire che era stato uno sbaglio, eccetera…
L’idea è che per “difendere” l’associazione, sia lecito difendere anche queste iniziative dalle critiche e comunque evitare che esse siano rese note fuori dall’associazione ma anche dentro essa, considerando che, tolti i pochi del circolo di Roma e i dirigenti, tutti gli altri soci e attivisti erano presumibilmente all’oscuro della cosa.
Scrivo questo, per quanto possa essere… antipatico, per chiarire quello che può esserci “dietro”.
Naturalmente, qualsiasi siano le motivazioni che hanno spinto a diffondere la notizia (liberare l’Uaar da una dirigenza ritenuta dannosa per l’associazione stessa ed i suoi scopi o, al contrario, danneggiarla per vendicarsi di passati contrasti con la dirigenza, espulsioni subite, eccetera) la realtà non cambia: l’iniziativa a Casa Pound è stata proposta dall’attuale coordinatore del circolo di Roma, votata quasi all’unanimità dai soci presenti alla riunione (molti dei quali peraltro, dichiaratemente di sinistra), la dirigenza ha lasciato fare e, una volta che la cosa si è saputa, ha difeso e cercato di giustificare in vari modi la proposta in sé e la sua stessa inazione a riguardo.
Scusate, sono andato a verificare l’attendibilità dell’UCCR, all’indirizzo http://www.uccronline.it e ho capito una cosa: Si tratta quasi sicuramente di persone vicine a C.L., anche se furbescamente non si dichiarano. Per me la questione è risolta e qualsiasi LAICO può verificare.
Ben prima che sul sito dell’Uccr, la notizia è stata diffusa sulla mailing list di Facciamo Breccia. Intanto è rimbalzata su facebook, poi se ne è discusso (e se ne sta tuttora discutendo) sullo stesso forum dell’Uaar, come si può leggere nel mio primo intervento.
Che anche l’Uccr, come detto per ovvie ragioni strumentali, abbia dato risalto alla vicenda è del tutto ininfluente e non inficia la realtà dei fatti. Realtà dei fatti peraltro confermata dagli stessi membri del Comitato di coordinamento dell’Uaar, dal segretario e da altri esponenti dell’Uaar che hanno in qualche modo difeso l’iniziativa. Vedi, negli interventi precedenti, Casagli e Marchetti, il quale ha scritto chiaramente
“Negli ultimi tempi sono stati organizzati vari sbattezzi in centri sociali di chiara tendenza di sinistra e questo non è un problema, ma lo potrebbe diventare se la cosa continuasse e si diffondesse nell’immaginario collettivo che l’ UAAR altro non fosse che l’ennesima organizzazione di appartenenza politica mascherata, come altre di cui non faccio nome per non fomentare altre polemiche.
Alla luce di ciò circa un anno fà, per dissipare ogni equivoco, il cordinatore romano dell’UAAR ed il sottoscritto proponemmo all’assemblea del circolo di Roma di mandare una e-mail a casa pound informandoli delle nostre iniziative riguardanti lo sbattezzo, a dimostrazione della trasversalità politica dell’unione”
anche se poi ha cercato di… attenuare la cosa, sostenendo
“Eravamo pienamente coscienti di chi stavamo contattando, fu quasi una provocazione alla quale non ricevemmo risposta. Meglio così. “
Se, legittimamente, non vi fidate di quanto scritto da me, invito ancora ad andare sul forum dell’Uaar (il sito dell’Uccr, in definitiva, riporta brani di quello che è stato scritto lì, pur aggiungendovi i suoi commenti sarcastici e sottolineando i passaggi più imbarazzanti) e verificare da soli…
Caro Antifascista, la questione e’ abbastanza semplice.
Nelle svariate forme con le quali la vicenda e’ stata riportata in giro per la rete, c’e’ UN fatto vero, ossia la famosa mail inviata, dopo deliberazione da parte del Circolo di Roma, a CasaPound, decisione che, l’ho gia’ detto, trovo maldestra, criticabile, e quanto altro.
Tutta l’altra messe di annessi e connessi (fantomatiche espulsioni a pioggia dalla associazione, inesistente crollo nelle iscrizioni, impensabili partecipazioni a manifestazioni con Militia Christi e chissa’ quali altre nefandezze – tutta roba che in rete ha girato, anche se magari non in questo specifico contesto) e’ un carico di falsita’ messa li’ a bella posta per creare una quadro deteriore ben oltre cio’ che salta fuori dalla specifica questione di cui si dibatte. Chi ha fatto questa opera di aggunta, con evidente intento denigratorio, visto che sapeva pure che la vicenda risaliva, ormai morta, a dodici mesi prima, e questo senza neppure sollevarla all’interno dell’associazione – chi l’ha diffusa sul forum *in questi giorni*, per esempio, e’ socio del circolo di Roma, ma non si e’ letta mezza riga, *dodici mesi fa*, ne’ sulla lista del circolo di Roma, ne’ sulla lista organizzativa dell’intera associazione – dovrei considerarla di default in buona fede? Suvvia, siamo adulti, no?
Quanto al CC, questo NON ha il controllo, o potere di interdizione o di veto, sulle deliberazioni prese dai singoli circoli, in virtu’ dell’autonomia loro riconosciuta.
Men che meno il Collegio dei Probiviri, che si attiva unicamente su segnalazione o richiesta.
C’era un problema? Benone, c’era gia’ dodici mesi fa, ma NON e’ stato sollevato da nessuno, incluso chi all’epoca era pienamente socio del circolo di Roma.
Solo *oggi*, dopo i fatti di Firenze e la visibilita’ acquisita da CasaPund (che, posso dirlo comodamente, disprezzo), la questione salta fuori. In sede interna, per farne una questione organizzativa o disciplinare? Giammai, salta fuori all’esterno e con una serie, dicevo, di aggiunte semplicemente *false*.
Se ti pare di poter rilevare specchiatezza in chi ha portato avanti una operazione del genere, buona fortuna.
Un saluto
Ha dell’incredibile questo articolo… una assoluta non-notizia, basata su una mail di cui è noto solo il mittente e il destinatario, ma non il contenuto.
Il contenuto dovrebbe essere un presunto evento tra uaar e cp che per ammissione di tutti non è mai avvenuto. ma di cosa si sta parlando?
Sono Sergio D’Afflitto, vice coordinatore del circolo UAAR di Roma. Posso assicurare a chiunque (e lo dico con la serenità dei miei 13 anni di militanza in questa associazione), che nessuno nel circolo di Roma ha avuto mai intenzione di contattare Casa Pound. Certamente non io. Il discorso era nato a livello di “pour parler” tra alcuni soci come una sorta di “provocazione” per dimostrare che la nostra associazione, apartitica per definizione, non ha pregiudizi a parlare con chicchessia. Ma non c’è mai stato alcun contatto con Casa Pound e mai ci sarà. Non è possibile avere contatti con un’associazione che subordina il godimento di determinati diritti a fattori non elettivi come etnìa, lingua o Paese di nascita. Aggiungo che non c’è neppure bisogno di essere di sinistra per capire che da un’associazione come Casa Pound è opportuno (laddove non lo si voglia ritenere moralmente doveroso) tenere le distanze. A disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
È con un certo sconcerto che leggo l’intervento di Sergio D’Afflito.
La questione “Casa Pound” è stata ampiamente discussa nel forum dell’associazione UAAR, cui partecipo, oltretutto nell’area non esclusivamente riservata ai soci, e finora pareva fatto assodato che, nella riunione del 12.12.2010 (come si legge nel verbale della stessa) del circolo romano dell’UAAR:
1) il coordinatore del circolo propose di contattare Casa Pound per un’iniziativa sullo sbattezzo (nonostante l’argomento non fosse all’ordine del giorno);
2) la questione fu ampiamente dibattuta;
3) fu votata (14 voti a favore, 1 astenuto, 1 contrario).
Nel verbale della riunione del 16.1.2011 si legge inoltre che:
4) fu inviata una email a Casa Pound;
5) Casa Pound non rispose all’email, per cui l’iniziativa non ebbe seguito.
Invece, ora scopro che si trattò semplicemente di una discussione “pour parler” fra i soci del circolo e che non ci fu alcun contatto con Casa Pound.
Siccome mi riesce assai difficile definire “pour parler” una discussione alla quale seguì una votazione, alla quale seguì un voto favorevole a stragrande maggioranza, al quale seguì l’invio di una mail di contatto con Casa Pound, la quale non ebbe seguito a causa di una variabile completamente al di fuori del controllo dei soci del circolo romano, e cioè il fatto che fu, sottolineato due volte, Casa Pound a non rispondere, devo necessariamente concludere che i verbali che sono stati riprodotti nella discussione sul forum UAAR, nonostante nemmeno il segretario dell’associazione li abbia smentiti, sono falsi.
Del resto, dalla chiosa finale (che condivido appieno) di D’Afflitto: “Non è possibile avere contatti con un’associazione che subordina il godimento di determinati diritti a fattori non elettivi come etnìa, lingua o Paese di nascita. Aggiungo che non c’è neppure bisogno di essere di sinistra per capire che da un’associazione come Casa Pound è opportuno (laddove non lo si voglia ritenere moralmente doveroso) tenere le distanze.” segue necessariamente che la proposta di cui sopra, ammesso e non concesso avesse senso formularla, non avrebbe mai potuto ottenere il favore della stragrande maggioranza dei soci del circolo romano partecipanti a quelli riunione. Da cui si dovrebbe nuovamente concludere che quei verbali sono falsi.
Mi permetto di formulare allora qualche domanda al vicecoordinatore del circolo UAAR di Roma, per fugare i dubbi circa la mia comprensione del suo intervento:
a) egli partecipò alla riunione del circolo UAAR romano del 12.12.2010 ?
b) si tenne una votazione riguardo all’iniziativa Casa Pound?
c) egli votò contro/a favore dell’iniziativa o si astenne?
d) l’email a Casa Pound fu inviata?
e) i verbali sono falsi?
Mi scuso con i gestori di NR per il protrarsi di questa polemica, ma mi sento a questo punto chiamato a scrivere ancora a riguardo.
Padronissimi, ovviamente, di non pubblicare questo mio intervento, come padronissimi di assumere la posizione che ritenete giusta, relativamente all’episodio ed alla vostra collaborazione con l’Uaar, considerando il giudizio espresso a riguardo di esso dalla sua attuale dirigenza.
A MK:
1) La notizia c’è, eccome.
2) Il contenuto della mail saremmo tutti lieti di conoscerlo (ma a questo punto ci si permette anche di dubitare che, nel caso, verrebbe reso noto il vero testo)…
3) L’evento non è avvenuto solo perché Casa Pound ha ignorato l’invito.
4) Ecco di cosa si sta parlando.
A Rossano Casagli:
la proposta c’è stata? E’ stata votata? La mail è stata mandata? Il comitato di coordinamento, segretario nazionale, soci che erano a conoscenza della cosa (ovvero quelli che frequentano il circolo di Roma, a partire da quelli presenti alla riunione che hanno votato a favore) sapevano tutto e non hanno detto niente? Nessuno, dico nessuno, finché la cosa non è stata resa pubblica, ha ritenuto di fare ricorso o quantomeno chiedere uno straccio di parere al collegio dei probi viri? E del resto, anche dopo, ciò non è avvenuto. Solo un frettoloso e salomonico comunicato del Cc, di cui parlerò dopo, nel quale, in pratica, si ammette a denti stretti che sia stata una… cattiva idea, ma soprattutto ci si preoccupa del fatto che appunto tali cose si possano sapere in giro.
E nient’altro!
Per di più, nessun provvedimento è stato richiesto, a nessun livello, verso nessuno.
Sul forum dell’Uaar, segretario nazionale e membri del Cc hanno difeso la cosa, minimizzata, cercato pateticamente di sostenere fosse una provocazione? Hanno detto che la decisione era legittima perché votata liberamente? Hanno detto di non voler ledere l’autonomia dei circoli? Hanno detto che Cp dichiara di non essere omofoba e di essere a favore della laicità? Hanno detto che Casa Pound, prima di Firenze, non sembrava poi così male? Hanno addirittura sostenuto che in effetti così male non è anche adesso (vedi un membro del Cc che ha scritto
«va detto che casapound non è un’organizzazione violenta come lo sono altre, è un’organizzazione che qualche volta e’ stata coinvolta in episodi quantomeno discutibili, ma mi pare abbia fatto anche altro»)? Hanno, in un caso, addirittura negato di averne mai sentito parlare prima?
Sono tutte cose che si leggono sul forum, cui si può accedere facilmente. Diversi commenti della dirigenza, come pure il verbale della riunione e la risposta del coordinatore (autore della proposta) sono visibili, attraverso screenshot, qui
http://www.uccronline.it/2012/01/27/ecco-gli-intrallazzi-delluaar-con-casapound-e-acrobax/
Bene, tanto basta.
Tutto il resto, scontri interni all’Uaar, coordinatori espulsi, vendette interne, metodi di gestione da parte della dirigenza, colpe e responsabilità di altre faccende, è secondario, comunque non modifica la realtà dei fatti.
A Sergio D’Afflitto:
sei il solo ad affermare questo. Il segretario nazionale, diversi membri del Cc, il socio Marchetti, il cui comunicato è stato diffuso qui, sul forum e su face book (e che dice testualmente
«Negli ultimi tempi sono stati organizzati vari sbattezzi in centri sociali di chiara tendenza di sinistra e questo non è un problema, ma lo potrebbe diventare se la cosa continuasse e si diffondesse nell’immaginario collettivo che l’ UAAR altro non fosse che l’ennesima organizzazione di appartenenza politica mascherata, come altre di cui non faccio nome per non fomentare altre polemiche.
Alla luce di ciò circa un anno fà, per dissipare ogni equivoco, il cordinatore romano dell’UAAR ed il sottoscritto proponemmo all’assemblea del circolo di Roma di mandare una e-mail a casa pound informandoli delle nostre iniziative riguardanti lo sbattezzo, a dimostrazione della trasversalità politica dell’unione. Eravamo pienamente coscienti di chi stavamo contattando, fu quasi una provocazione alla quale non ricevemmo risposta. Meglio così»), e che, al di là delle goffe contraddizioni (“una quasi provocazione”, “Meglio così”), conferma, difende e rivendica la cosa, mi pare dicano tutt’altro. Di fatto, confermano quanto è stato denunciato su facebook, mailing list, forum dell’Uaar, e così via.
D’accordo con te, per le ragioni che illustri e non solo quelle, che, anche senza essere particolarmente di sinistra, sia moralmente doveroso o quantomeno opportuno, evitare contatti o tentativi di iniziative in comune con Casa Pound o realtà simili. Peccato che invece ciò sia avvenuto e che tutti, a partire dal segretario e da vari membri del comitato di coordinamento, lo confermino.
Come detto, ora che la cosa si è saputa in giro, c’è stato infine un salomonico comunicato del Cc che cerca comunque di sostenere che Cp «non sia dichiaratamente fascista» (quando siu proclamano “fascisti del terzo millennio” che intendono? Anche loro lo dicono con intento “provocatorio”? E i manifesti sulla Marcia su Roma? Le dichiarazioni su Mussolini e il fascismo? I ritratti di Mussolini e le bandiere della Rsi nella loro sede di Roma? Ma che serve, che lo dichiarino con un atto notarile?), ma riconosce che «viene da molti considerata un’associazione “di fatto” di ispirazione fascista».
Riconosce poi, bontà sua, che Cp è «nota per esser violenta» e, per tale ragione, giudica l’iniziativa « quantomeno inopportuna», «ai margini di statuto e tesi» e «certamente da evitare».
Quindi, si desume, se non fosse stata «violenta», non ci sarebbe stato problema, qualsiasi fossero state le sue posizioni, ad esempio su razzismo, fascismo, diritti civili, democrazia, valori.
Poi ribadisce la debolissima affermazione che l’iniziativa voleva essere (e io continuo a non capirne lo scopo, in tal caso) provocatoria (ce ne sarebbero «varie testimonianze», peccato che il verbale dica tutt’altro), sottolinea che comunque non si vuole ledere l’autonomia dei circoli, afferma di non ravvisare violazioni di statuto e regolamenti. Pertanto, non ritiene necessario richiedere un pronunciamento formale ai Probi viri.
Infine, notando con «disappunto» la «strumentalizzazione» della notizia, raccomanda di evitare iniziative del genere in futuro.
Sergio, il discorso non era nato “pour parler”, è stata fatta una proposta durante una riunione ufficiale del circolo di Roma, da parte del coordinatore del circolo. La proposta è stata messa ai voti (peraltro in modo irregolare, dato che non era all’ordine del giorno e pertanto non avrebbe dovuto essere votata, ma semmai riproposta ad una riunione successiva, appunto inserendola nell’odg: questo lo afferma candidamente lo stesso segretario nazionale ed è riconosciuto anche nel comunicato del Cc), è stata votata quasi all’unanimità ed il tutto è stato messo a verbale.
Non si parlava affatto di “provocazione”, all’epoca, anzi. Tu stesso affermi che comunque la “provocazione” (?) serviva «per dimostrare che la nostra associazione, apartitica per definizione, non ha pregiudizi a parlare con chicchessia.».
Secondo altri, invece, era una provocazione perché il respingimento dell’offerta da parte di Cp sarebbe servito a smascherare quest’ultima, dimostrando che non è vero che sia per la laicità!
E non so cosa sia peggio, tra le motivazioni addotte per giustificare questa “provocazione”.
Insomma, l’iniziativa è stata proposta ufficialmente ed accettata con una votazione (per quanto formalmente irregolare), la mail è stata inviata e quindiil contatto è stato cercato. Se non c’è stato seguito lo si deve solo al fatto che Cp non ha risposto all’invito.
Dico bene?
l’unica cosa che abbiamo pubblicato è il tuo commento, noi non collaboriamo con uaar, essendo un contenitore, noi proponiamo le notizie che riteniamo più interessanti e tra queste c’è ne sono alcune di uaar, un nostro collaboratore insiste e lo abbiamo invitato a diversificare visto che noi non siamo affatto monotematici, cmq in ogni caso siamo antifascisti, penso che il fatto sia un po’ una caduta di uaar, in cui cercano scusanti ma si ritengono apolitici e non prendono posizioni nette, per noi la cosa è successa punto, nel complessivo uaar riporta notizie che noi riteniamo interessanti, qui per noi si ferma il tutto.
Il tentativo di Sd’A di coprire la cosa è goffo. Spero sia solo frutto di dimenticanza e di una difesa d’ufficio andata a male. Almeno, Sd’A, se devi assicurare a chiunque qualcosa, premurati che il fatto che stai assicurando corrisponda al vero! Ti ringrazio se lo capisci.
Buon lavoro in difesa della laicità, ma non abbiate mai a che fare con i fasci.
Buongiorno a tutti, mi spiace che per colpa mia si sia creato tutto questo “casino” all’interno e soprattutto all’esterno dell’UAAR. Sono io che ho ritirato fuori la questione CasaPound perchè quando quella riunione è stata fatta io ero all’estero e ho chiesto che mi fosse spiegato tutto quanto.
Neanche c’è bisogno di spiegare la mia posizione politica, ma (parlo personalmente) non mi sembra sia successo questo finimondo.
Più volte durante le nostre riunioni, abbiamo parlato di UAAR e politica.
Quasi la maggior parte dei soci, circa il 95% (se non sbaglio hanno fatto un sondaggio), è vicino alla sinistra.
Ma poi c’è un partito che rappresenta bene i nostri ideali???
Io, mi incazzo di brutto quando quelli del PD fanno i lecchini Oltretevere, oppure quando i Radicali (così vicini su certi temi, vedi Breccia di Porta Pia) su altri temi sono lontanissimi che rimango a braccia aperte.
Siccome facciamo ogni estate un banchetto alla festa del PD (e non me ne vanto tantissimo *opinione personale), si è discusso anche sul fatto se presentare domanda con il PDL (ricordate il sondaggio soci UAAR). Sicuramente la visione politica è personale per tutti, ma per “essere visibili” a più persone dello Sbattezzo (non credo che sul versante opposto siano tutti contrari) si è parlato anche di questo. Marcello, provocatoriamente, ha proposto per Casapound…
Io alla riunione non c’ero, però alla sua provocazione avrei detto sì…
Ma non vedete questa cosa come una cosa grossa, perchè le date un’importanza eccessiva rispetto a quello che è. Il circolo di Roma attivo è composta da sì e no una decina di persone, molte persone partecipano passivamente. Democraticamente più come Circolo, che come UAAR (e su questo ci possono essere errori, se ci sono stati) “abbiamo preso una decisione.
Non credo nello statuto di CasaPound (ma sbaglierò sicuramente e non lo vado a cercare) ci siano inneggiamenti al fascismo (visto che è reato) o su come usare metodi squadristi. (Ognuno liberamente la pensi come vuole).
Se fossi stato presente in Italia, probabilmente non ci sarebbe stata nessuna mail, ma si sarebbe concluso tutto senza scalpore. Tra i miei ex-colleghi c’era una ragazza che abitava a Casapound e anche se non condividevo le sue idee politiche non mi sembrava essere “un mostro”.
L’avrei semplicemente contattata e, forse dopo averla sentita morire dalle risate, mi avrebbe detto che forse avevo fumato qualcosa di troppo forte.
Il fatto che da quando ho chiesto numi su cosa fosse capitato un anno prima, si sia montata tutta questa messinscena, mi fa pensare che la gente, purtroppo, come sempre, non ha niente di meglio da fare.