Giglio, “Avete problemi?”. “Solo un black out” – Quotidiano Net – Primo piano.
Negata l’emergenza
Così la nave Costa Concordia negò l’emergenza. Il procuratore Verisio: “L’eccessivo avvicinamento potrebbe essere attribuito ad una dimostrazione di bravura di Schettino. Una sfida”
Cristina Rufini
Grosseto, 20 gennaio 2012 – L’INTERROGATORIO di garanzia di Francesco Schettinoè stato dedicato in buona parte alla ricostruzione della manovra fatta, sostiene il comandante della Concordia, “per avvicinarsi il più possibile alla costa, salvando così centinaia di vite umane“. Quella manovra che secondo Schettino lo qualificherebbe come “un bravo comandante”.
Non sarebbe andata così, invece, secondo quanto emerso dal sopralluogo dei carabinieri subacquei per individuare il punto esatto di ancoraggio. “Abbiamo ispezionato le due ancore — ha spiegato Luca Falcone, capitano del nucleo sub di Genova — per valutare se l’ultima virata della nave è stata fatta intenzionalmente per fermarla il più vicino possibile all’isola. L’ipotesi alternativa è che le due ancore siano state calate dopo, quando la Concordia era già ferma”. E la loro posizione perpendicolare sembrerebbe avvalorare questa ultima possibilità. Una differenza importante, secondo la Procura, per valutare la sincerità del comandante.
La Concordia si è spinta troppo verso l’isola e a velocità esagerata. “Più che a un inchino, però, l’eccessivo avvicinamento — ha sottolineato il procuratore capo Francesco Verusio — potrebbe essere attribuito ad una dimostrazione di bravura di Schettino. Una sfida“. Magari per impressionare l’ospite bionda nei paraggi della plancia. “Non si trovava in plancia, ma vicino — avrebbe detto Schettino ai magistrati — è una ex dipendente in vacanza con il marito”.
Gli accertamenti riguardano anche la posizione “completamente a dritta del timone“, una ‘sterzata’ d’emergenza come se “si fosse trattato di dover evitare uno scoglio all’ultimo momento”. Si vuole capire se, ‘strisciati’ così gli scogli, la nave sventrata sia divenuta ingovernabile, per il black out a bordo, e abbia compiuto un mezzo giro su se stessa andandosi ad adagiare accanto all’isola, dov’è ora, senza che a bordo si potesse più governarla. Verifiche sono state disposte anche per capire fino a che punto le autorità marittime abbiano controllato la rotta della nave: perché non è stato possibile accorgersi che la Concordia stava andando a sbattere contro gli scogli? Indagine che la Procura avrebbe delegato ai carabinieri.
Questa mattina la Procura depositerà il ricorso contro l’ordinanza di scarcerazione, puntando prevalentemente sul pericolo di fuga di Schettino. Ieri il procuratore Verusio ha voluto precisare “che non esiste scontro tra magistrati, ma solo punti di vista diversi”. Anche il legale del comandante, Bruno Leporatti, ha deciso di appellarsi contro l’ordinanza del gip, per chiedere la revoca dei domiciliari.
I risultati degli esami tossicologici sul comandante saranno pronti tra dieci giorni, mentre gli accertamenti sui cadaveri non ancora sottoposti ad autopsia sono stati affidati al Ris dei carabinieri.






