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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Sappiamo tutti che da quando sono all’opposizione i leghisti, oltre ad impegnarsi nella faida interna tra maroniani e bossiani, cercano in tutti i modi di farsi notare nel Parlamento italiano con iniziative estemporanee o organizzate talmente deliranti da non riconoscerne la differenza. Tra le folcloristiche iniziative iniziative individuale e quelle studiate a tavolino dai cervelloni della lega non c’è nessuna differenza, entrambe mettono in risalto la pochezza culturale ed opportunistica come la caricatura dell’onorevole vestita da operaia dove non abbiamo capito se la caricatura era l’onorevole oppure l’operaia.
Evidentemente, negli 8 anni su 10, che hanno passato al governo hanno dimenticato gli operai hanno tentato un recupero in extremis della categoria, abbandonando bottegai ed evasori al loro destino. Per adesso.
Ieri si sono superati, hanno presentato l’ennesima mozione xenofoba e razzista contro gli immigrati e precisamente contro i profughi libici, ovviamente bocciata.
Nella quotidiana chiassata da osteria che la lega ci propina ogni giorno da quando sono all’opposizione si sono distinti in modo particolare Claudio D’Amico, Laura Molteni e Alberto Torazi.
Indispettiti dalla bocciatura della loro mozione hanno inscenato il solito show anti-immigrati. Un manipolo, linguaggio in uso nei tempi del fascismo e quindi adatto alla bisogna, di deputati ha mollato, momentaneamente, la poltrona e si sono diretti sotto la presidenza della camera in quel momento presieduta dalla Bindi esponendo diversi cartelli scritti a mano e divisa in più fogli che letti di seguito formavano la scritta: No ai clandestini.
Un autentico karakiri, questa volta non spiego il significato di questa parola se i leghisti lo vogliono sapere lo chiedano al Trota.
L’intellettuale del gruppo.
I clandestini hanno un luogo di provenienza, un Paese dove sono nati e da dove provengono e dal quale sono emigrati per motivi politici, di sopravvivenza, in cerca di libertà e di una vita migliore, sono uomini, donne, bambini che fanno parte della geografia del mondo, sono clandestini per cause di forza maggiore.
Se un libico è clandestino nell’atlante trovi la Libia, lo stesso vale per un somalo e la maestra può far vedere ai bambini dove si trova la Somalia.
Gli unici clandestini che non hanno patria, provenienza, storia, radici, luogo geografico, lingua, sono i padani, gli unici clandestini realmente tali ed in modo particolare quelli che siedono in parlamento e nelle istituzioni.
Essi si manifestano solo quando è il momento dello stipendio o di fare sceneggiate nel Parlamento Italiano, questi clandestini senza storia e senza geografia si manifestano solo quando è il momento della mangiatoia.
I loro elettori, per la maggior parte, non solo sono clandestini in senso storico e geografico ma anche in senso fiscale, sono i clandestini del fisco, della denuncia dei redditi.
Se una maestra del nord, nata, vissuta, diplomata nelle scuole dello Stato Italiano del nord, magari con il foulard verde al collo, volesse indicare ai suoi allievi dove si trova la padania in una carta geografica o in un mappamondo bello grande non la troverebbe, clandestina pure lei. Però potrebbe far vedere ai suoi scolari dove si trova l’Etiopia, la Libia, il Burundi, il Ghana e così via non avrebbe problemi, sono su tutte le carte geografiche e tutti i mappamondi.
Quindi se ci sono dei clandestini nel mondo essi sono i padani e sono loro che dovrebbero andare via.
Il problema è che nessuno se li prende, men che meno l’amata Svizzera.
Sono clandestini puri, non possono nemmeno essere considerati apolidi perchè mancanti anche delle caratteristiche degli apolidi che vado a specificare.
Si è apolidi per origine quando non si è mai goduto dei diritti e non si è mai stati sottoposti ai doveri di nessuno Stato.Si diventa apolidi per derivazione a causa di varie ragioni tutte conseguenti alla perdita di una pregressa cittadinanza e alla mancanza di una contestuale acquisizione di una nuova.
Mi risulta che non abbiamo mai saltato uno stipendio anzi, qualcuno di loro, ha giurato persino sulla Costituzione Italiana.
Quindi, per una volta, sono d’accordo con loro: Via i clandestini, che facciano le valige e se ne vadano fuori dai maroni.
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