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Pakistan, strage militari: Islamabad protesta a Usa e Nato.

Pakistan, strage militari: Islamabad protesta a Usa e Nato   ISLAMABAD – Il governo del Pakistan ha presentato oggi una formale “forte protesta” agli Stati Uniti e alla Nato per l’attacco dell’Alleanza che ha causato la morte di almeno 25 militari pachistani, fra cui due ufficiali. Islamabad ha inoltre ordinato la sospensione del transito verso l’Afghanistan dei rifornimento per le truppe della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf).

Gli elicotteri della Nato hanno aperto il fuoco nella notte su un checkpoint dell’esercito nel nordovest del Pakistan, ferendo anche 14 persone. L’attacco è avvenuto nell’area tribale di Mohmand, vicino al confine afghano. Il checkpoint attaccato era stato recentemente istituito dall’esercito pakistano nel villaggio di Salala per fermare i talebani che si nascondono in Afghanistan e attraversano il confine per compiere attentati. L’esercito di Islamabad, in un comunicato recapitato ai giornalisti, ha accusato la Nato di aver “portato a termine un attacco a fuoco ingiustificato e indiscriminato”. Pesante e’ stata la reazione dell’amministrazione locale; il governatore della provincia nordoccidentale di Khyber Pakhtunkhwa ha criticato il raid, definendolo “un attacco alla sovranità del Pakistan”.

L’attacco della Nato potrebbe complicare le relazioni fra Islamabad e le forze guidate dagli Usa dislocate in Afghanistan, gia’ tese a causa degli attacchi dei droni americani che continuano a mietere vittime civili nelle aeree tribali del Waziristan, sempre al confine con l’Afghanistan. Il 30 settembre dell’anno scorso alcuni elicotteri americani uccisero due militari pakistani vicino al confine perché i piloti scambiarono erroneamente i soldati per i militanti che stavano cercando. Il Pakistan reagì chiudendo il confine e vietando così per 10 giorni il passaggio dei rifornimenti delle forze Nato. Il varco fu riaperto solo dopo le scuse da parte degli Stati Uniti.

 

 

 

 

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