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BELLACIAO – BUFFONESQUE – lucio Galluzzi

BELLACIAO BUFFONESQUE  di Lucio Galluzzi

RISATE E VERDURA MARCIA PER SEPPELLIRLI

Farebbero meglio ad iniziare quello che fino ad oggi ci hanno risparmiato: il burlesque.

Visto che in 19 anni hanno prodotto qualsiasi comica, che ha fatto ridere solo loro, adesso avrebbero l’obbligo morale di farci davvero divertire, proprio in mezzo alla tragedia nazionale in cui ci hanno immersi.

Ogni tanto una risata forte e di gusto fa bene.

Fa bene soprattutto al popolo, perché quando il popolo ride di gusto, e sonoramente, continuando a farlo, ottiene quello che gli spetta: la sepoltura del potere.

Allora sarebbe liberatorio, per noi, il miglior 25 aprile dal 1992 ad oggi, vederli sui palchetti addobbati in rosa confetto, spogliarsi di trini, merletti, bustini, corsetti, mascherine e autoreggenti, coulottes e protesi, contenitivi ed erniari, pelurie posticce e quant’altro li rende apparentemente simil umani.

Lo so, qualcuno, anzi, molti penseranno ora che lo spettacolo sarebbe vomitevolmente traumatico; ma solo all’inizio, perché poi vuoi mettere le grasse sganasciate che si leverebbero a vederli? Finalmente buffoni autentici come sono, senza veli, a fare la danza dei sette ventri, gli audaci hard di gladio, i piduisti ancheggiando e sculettando a sgembiularsi e scappucciarsi, gettando i guanti a voraci sottosegretarie ed Enterogelmini assatanate, Mare Carfagne che frustano Serve Bonanni, Gnazio la Muffa in un can can coi petardi intelligenti che gli esplodono intorno a seguire le note del sassofono di sotto del DueMaroni, Mantogolfier Ferrara smutandato, sellato a dovere e cavalcato rabbiosamente dai nani sadici, i cretini.

E sempre di più in un crescendo da The Baby of Macon arrivano le stratosferiche scale, ripidissime, e lui, il Wando Osiride Faraone Trombo Tutto in cima ad intonare “Sentimental” accerchiato da troie e puttani, leccaculi e ruffiani, mafiosi e vecchi arrapati bon la bava filante.

Tutti nudi!

Certo, vi cuole un po’ ad abituarsi alla pelle rettiliana finalmente esposta, fa effetto vedere lucertoloni come sono in realtà; ma Visitors lo avete guardato sia nella prima versione cult che nelle altre due più recenti.

Non fatevi specie, quindi, a veder la specie orrifica.

Il re è nudo da un pezzo.

Fallito e coi bubboni esplosi da almeno tre anni.

Tutti quelli che sono intorno a lui, nessuno escluso, si stanno mostrando in quello che concretamente sono: comparsate secondarie di quel vecchio bianco e nero di George Romero.

La “verginella” più spendibile da loro in realtà è la bimba che alla fine della pellicola si è mangiata i genitori.

Ma in quella rappresentazione del padre degli zombies cinematografici non c’era speranza, come non c’é nei Diavoli di Ken Russell o nel testamento di Kubrick: non si ride lì.

Qui ed ora dobbiamo cominciare a farlo.

Ridere di gusto.

Seppellirli minuto dopo minuto.

Andare ad ogni loro uscita pubblica, senza perdersene una, e goderne dello spettacolo ridendo a squarciagola.

Pretendere che lo ripetano il Buffonesque, tanto lo faranno: sanno fare solo quello.

Anche più volte al giorno lo dovranno rifare, saranno contentissimi e tronfi per l’apprezzamento della loro arte: tanto sono deficienti.

Alla fine di ogni replica dare il compenso che meritano: sommergerli di lanci, mai per ferire!, ma per colpirli, senza errore, d’ogni sorta di verdura marcia, senza prima dividerla in pezzi; lasciare i grandi cavolfiori putridi interi, le zucche bacate e inverminate così some sono, angurie e meloni acidi da tirare come palloni, con tutta la forza che si ha nelle braccia, quintalate di pomodori immangiabili e sacchetti di patate andate a male.

Lanciare di tutto, sommergerli di rifiuti.

E continuare a ridere.

Essere pronti a ricominciare anche mezz’ora dopo.

Non si risparmino neppure i porno da impotenza totale infettiva dei Don Abbondio Bersani & Co.

Per loro però si usi solo immondizia vegetale rossa, vanno bene anche le bottigliate di passata verace andata a male.

Bisogna stare attenti a non perdersi nessuna rappresentazione del Circo di Stato, perché finito uno c’è subito un Piercasinando che inizia, una Marcecagna e Marchettonne in conferenza al Billionaire, una Kappler Binetti in tango feroce con Goebbels Borghezio diretti dal Trota.

La libertà richiede azioni, partecipazione.

Liberiamoci allora!

 

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