NAPOLI – Tra deficit, crisi economica e riduzione dei trasferimenti statali la Campania rischia di perdere nei prossimi mesi 20mila posti di lavoro, divisi tra pubblico e privato, che si aggiungono agli oltre 35mila già in bilico (cassa integrazione, mobilità e Lsu). È l’allarme contenuto in uno studio messo a punto dagli uffici della Regione che si prepara a correre ai ripari. Si preannuncia, dunque, un autunno caldissimo.
L’emergenza – Diversi i fattori che hanno prodotto la miscela esplosiva: le generali difficoltà finanziarie dell’Italia e dei Paesi occidentali, la conseguente riduzione dei trasferimenti statali alle Regioni e agli enti locali con le manovre del governo – alla sola Campania sono stati negati 350 milioni di euro – e il deficit di bilancio che il governatore Stefano Caldoro ha ereditato dal passato (nel 2009 lo sforamento del patto di stabilità ha raggiunto la cifra record di un miliardo e 100 milioni di euro). Tutti elementi che hanno acuito le sofferenze del comparto pubblico ma anche di quello privato.
Trasporti – I tagli del governo ammontano al 20 per cento. I conti in rosso riguardano soprattutto le aziende del gruppo Eav (Sepsa, Circumvesuviana, Metrocampania Nord-Est, Eav Bus): l’indebitamento è pari a circa 500 milioni di euro a fronte dei quali la ricapitalizzazione di 37 milioni prevista nell’ultima manovra regionale appare assolutamente insufficiente. Analoghe difficoltà si registrano per alcune partecipate di Province e Comuni: è il caso, ad esempio, di Anm, Ctp, Air. È ancora aperta, inoltre, la vertenza dell’Irisbus.
Ambiente – Le incertezze maggiori toccano il ciclo integrato dei rifiuti ed i Consorzi di bonifica, che assorbono una quantità impressionante di risorse. Sul ciclo integrato delle acque, invece, per anni la Regione non è riuscita a riscuotere i canoni idrici per diverse centinaia di milioni e ora sta correndo ai ripari. Difficile, poi, la situazione di Astir e Arpac multiservizi: mancano nuove commesse e non ci sono risorse sufficienti per garantire il pagamento degli stipendi fino al 31 dicembre. Ma i dipendenti non si arrendono e stamane alle 9, in piazza Municipio, si rimboccheranno le maniche per ripulire le strade e i marciapiedi dai rifiuti e dalle erbacce. Preoccupa il destino della ex Jacorossi che ha i dipendenti in cassa integrazione fino a fine anno.
Sanità – Tante le vertenze in atto – da Villa Russo a Villa Alba – che sono strettamente collegate all’enorme indebitamento accumulato in passato (circa 10 miliardi di euro di cui 4,9 consolidati con le relative rate di ammortamento in bilancio). Nell’ultimo anno il disavanzo è passato da 773 a 492 milioni ma resta un problema di copertura di 2,1 miliardi mentre la Regione attende dal Tesoro ancora 3 miliardi (fondi dovuti alla Campania).
Bacini storici di disoccupati – I percorsi assistenziali e la mancanza di politiche attive per il lavoro hanno prodotto un record di disoccupati organizzati: tra Bros e altre sigle si parla di circa 4mila unità. Un esercito di disperati spesso protagonista di manifestazioni di protesta eclatanti, che in certi casi sfociano in episodi di violenza e teppismo.
Edilizia, industria e servizi - In questo comparto figurano numerose aziende private in crisi: si va da Ixfin a Fincantieri fino al polo produttivo del Beneventano e naturalmente alla Fiat di Pomigliano d’Arco. Anche questi nodi potrebbero richiedere l’intervento della Regione e degli enti locali nel tentativo di trovare una soluzione efficace.































