Rifiuti, Fitto: voto per il decreto-Napoli Ma il Sud impari a spendere bene i soldi - Il Mattino.
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«Le polemiche non servono a nulla. Il Sud faccia una profonda autocritica e impari a spendere i fondi che ha a disposizione». Il ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto, non nasconde le fibrillazioni scaturite dallo stop della Lega al decreto-rifiuti ma chiede al tempo stesso al Mezzogiorno un’assunzione di responsabilità.
Ministro, se fosse per la Lega i rifiuti potrebbero marcire tra le strade di Napoli.
«Il fatto che i rifiuti di Napoli vengano inviati in giro per l’Italia suscita una legittima tensione nei territori, inutile nasconderlo. Ma, a mio avviso, gli scontri istituzionali non aiutano. Occorre invece trovare punti di equilibrio per risolvere definitivamente il problema, come ha auspicato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano».
Possibile che il raduno di Pontida impedisca al governo di varare il decreto?
«Penso che le questioni non siano collegate. Per quanto mi riguarda voterò a favore del decreto a prescindere dal raduno di Pontida».
Da meridionale non considera odioso l’atteggiamento della Lega?
«Io guardo ai fatti: in questi tre anni non ci sono state azioni contro il Sud. I fondi Fas sono serviti per affrontare drammatiche emergenze come la crisi dei rifiuti in Campania e il terremoto in Abruzzo».
E i soldi per le quote latte?
«Ma si tratta più di slogan, di fatti romanzati. Dobbiamo andare oltre e concentrarci sulle soluzioni da adottare».
Non mi dirà ora che la Lega è a favore del Mezzogiorno?
«Non dico questo. Io però, da meridionale, non mi schiero tra coloro che vogliono attivare una polemica rivendicazionista per il Sud. Non lo farò mai».
Con chi si schiera, allora?
«Con chi lavora responsabilmente per il territorio. Il Sud non può prescindere da due aspetti fondamentali: occorre una forte autocritica sui nodi irrisolti, che sono determinati esclusivamente dal Mezzogiorno, e bisogna individuare i meccanismi giusti per spendere bene le risorse a disposizione. Altrimenti non si può alzare la voce per chiedere altri fondi».
Qual è il suo piano?
«Stiamo lavorando con le Regioni meridionali per concentrare i finanziamenti europei in poche grandi opere strategiche evitando che vengano dispersi in mille microprogetti o che si perdano perché non sono stati spesi in tempo. Con il governatore campano Stefano Caldoro, in particolare, abbiamo avviato un percorso virtuoso che potrà produrre risultati positivi».
Su temi come rifiuti e sanità non sarebbe giusto offrire un’opportunità alla nuova classe dirigente napoletana e campana?
«È ciò che sta avvenendo. Su questi e su altri nodi il governo è impegnato senza sosta. Sul decreto rifiuti in Consiglio dei ministri nessuno ha posto alcun veto né ha stoppato alcuna decisione. Il governo ha iniziato una riflessione su un tema tecnicamente complesso anche alla luce delle sentenze dei tribunali amministrativi, senza alcun pregiudizio né tanto meno piegando scelte così importanti al calendario politico. Nei prossimi giorni, insieme con la Regione Campania, valuteremo le soluzioni più opportune da adottare».






























