BELLACIAO – LISTE ELETTORALI PER MILANO: LA ’NDRANGHETA DA BERE – Lucio Galluzzi

 

 

BELLACIAO – LISTE ELETTORALI PER MILANO: LA ’NDRANGHETA DA BERE – Lucio Galluzzi.

Marco Clemente, candidato al comune di Milano, riferendosi al titolare di un locale sotto estorsione dalla ’ndrangheta, in una intercettazione: “Speriamo che muoia come un cane”.

Da qui comincia la “pulizia” nelle liste al Comune di Milano: candidati impresentabili, in relazione con boss mafiosi, insieme a chi vuole essere sindaco meneghino.

Ed è giusto vedere chi sono questi figuri.

Silvio Ballusconi: capolista pdl a Milano, ha messo la sua faccia addosso a quella della Moratti perché seriamente impaurito di perdere la guida centrodestra della città, sarebbe un segnale ulteriore e gravissimo, per loro, della morte politica già in atto del regime di Arcore.Tutti, almeno quelli che leggono, sanno delle avventure giudiziarie, prescrizioni, processi, indagini che si porta dietro il duce. Possiamo lasciarlo perdere ed interessarci degli altri candidati.

Giulio Gallera è capogruppo PdL al Comune, terzo nome nella lista dei candidati. Oppositore indefesso in Consiglio comunale della Commissione Antimafia, che è stata “abbattuta” nel 2009 dalla maggioranza, è nominato negli atti dell’ordinanza antimafia “Parco Sud” [GIP Giuseppe Gennari] che ha condotto nelle patrie galere, tra il 2009 e il 2010, due tizi in contatto con Gallera: Michele Iannuzzi, Consigliere comunale PdL a Trezzano sul Naviglio, e Alfredo Iorio, affarista e presidente della Kreiamo [sede in via Montenapoleone]. La Kreiamo è ritenuta il braccio finanziario del clan Papalia/Barbaro, da Platì-Calabria, operativo nel Buccisnasco.

Marco Clemente, il “signore” che dice, intercettato, “speriamo che muoia come un cane”, è candidato nella lista Pdl, ed è molto vicino ad Ignazio la Russa. Nuovo al mondo politico, è un imprenditore, socio di maggioranza della discoteca milanese Lime Light. Incontra molto da vicino uomini della ’ndrangheta: 17 febbraio 2008 è intercettato all’interno della discoteca Babylon [Milano] in colloquio con Giuseppe Amato, poi arrestato per associazione mafiosa, accusato di essere luogotenente del boss Pepè Flachi per l’incasso del pizzo nei locali notturni. Amato è il terrore dei locali after hours, “spenna” sistematicamente gli organizzatori, minaccia: “Due settimane e se non pagano, non si fanno più after, la prossima volta che fanno gli spacco tutto”, lo dice a Clemente, che in seguito parlando di Bartolo Quattrocchi [discoteca Pulp], intimorito gravemente dal clan, esclama: “speriamo che muoia come un cane”.

Esistono due informative di polizia [2008] nelle quali Clemente “avrebbe attivato contatti con il giovane boss del buccinasco Salvatore Barbaro”.

Nella prima informativa si legge: “Il deputato Ignazio la Russa, attraverso un suo famigliare e tale Clemente, socio di una nota discoteca, avrebbe fatto contattare Salvatore Barbaro, al quale i due avrebbero chiesto un intervento della sua famiglia, su tutta la comunità calabrese presente nella provincia di Milano, al fine di far votare nelle prossime elettorali la lista del PdL… Salvatore Barbaro si sarebbe impegnato attivamente… garantendo che i voti sarebbero andati sicuramente alla lista.”

Le elezioni del 2008 vengono vinte dal PdL e i boss si presentano puntuali a chiedere il saldo del conto.

Lo dice la seconda informativa della polizia: racconta di un incontro in un ristorante milanese tra Marco Clemente e Salvatore Barbaro, che si presenta in compagnia di Domenico Papalia [figlio del megaboss Antonio Papalia, all’ergastolo], considerato il nuovo “faro” della ’ndrangheta in Lombardia; i due giovani “padrini” chiedono a Marco Clemente “informazioni sugli appalti promessi prima delle elezioni in cambio di sostegno elettorale”.

Clemente compare anche nei documenti dell’inchiesta “Infinito” che nel luglio 2010 porta in carcere 109 presunti mafiosi radicati in Lombardia.

A Monza, poi, i carabinieri intercettano il titolare del Lime Light al telefono con Loris Grancini, capo ultras Viking Juventus e blasonato pokerista, ritenuto vicino a cosa nostra. Nel 2008 Grancini si “adoperava per tentare di far ottenere benefici carcerari a Giovanni Lamarmore [padre del capo della ’ndrina di Limbiate]. Nelle telefonate i carabinieri annotano che i due si dicono che “sfruttando le conoscenze di alcuni politici che gravitano nell’area di An hanno fatto recapitare una lettera al direttore del carcere di San Giminiano… Lamarmore è rimasto contento di questa lettera e vuole sdebitarsi scrivendo a Clemente.”

Con Clemente si muove anche Marco Osnato, candidato Pdl. E’ il “famigliare di La Russa” [informativa 2008], ha sposato la figlia di Romano la Russa, fratello di Ignazio.

Osnato e Clemente avrebbero avuto contatti con Salvatore Barbaro chiedendo i voti della comunità calabrese “in cambio”, lo dice l’informativa, “il familiare di La Russa avrebbe garantito a Barbaro che dal 2009 in poi ci saranno numerosi appalti da assegnare e se le elezioni dovessero essere vite dal PdL i lavori più consistenti li commissionerebbero ad una società pulita e di copertura che a sua volta li subappalterebbe a lui e ad altri calabresi.”

Osnato è conosciuto bene da Iannuzzi e Ionio, i due della Kreiamo finiti in galera.

Intercettazione del 2008, dopo le lezioni: Iannuzzi a Ionio: “Quando lo vado a trovare prepariamo un elenco di tutti i comuni dove noi abbiamo portato dei voti, così li vanno a verificare. Poi andiamo da lui con la lista della spesa.”

Osnato è consigliere dell’Aler, l’ente milanese delle case popolari, ed è indagato, per questo ruolo, per turbativa d’asta e corruzione; intercettazione, Iannuzzi a Ionio, riferendosi a Osnato: “Mi ha chiamato ieri Marco e mi ha detto: Michele, guardi che ieri l’hanno chiamata dei miei collaboratori perché ci sono dei lavori all’Aler.”

Poi si arriva ad Armando Vagliati, navigato politico, Consigliere comunale di Forza Italia dal 1997, membro della segreteria cittadina del partito, nuovamente candidato in questa tornata elettorale.

Vagliati ha rapporti stretti con i fratelli Lampada, imprenditori calabresi ritenuti braccio finanziario per Milano del clan Condello.

Francesco Lampada viene incarcerato il 1° Luglio 2010, durante il blitz che porta in galera il clan Valle.

Giulio Lampada, delegato ai contatti con i politici, è grande amico di Vagliati.

Sono spesso a cena con le rispettive mogli e Giulio cita spesso “l’Armando”.

Giulio Lampada, intercettazione. “Eravamo a cena con l’Armando! Tutti i Consiglieri comunali, provinciali, regionali. C’era pure il presidente del Parlamento europeo Mario Mauro. Eravamo nel tavolo io e lui”. “Siamo accreditati, c’è la fiducia, capisci cosa voglio dire. Perché lui sa che sputazza non ne ho fatta mai e si butta a capofitto, dice: vuoi questo, facciamo quello che cazzo ti interessa.”

“Lui” è Vagliati, nei rapporti dei Carabinieri si legge: “è accertato che Armando Vagliati è elemento di riferimento dei Lampada in Comune, per la risoluzione delle diverse problematiche amministrative”. “Vagliati è a conoscenza delle attività criminali dei Lampada”.

Vagliati nel 2010 firma un emendamento al Pgt, Piano governativo del territorio, propone di rendere edificabile una zona industriale in via Ripamonti. In una nota di Polizia Giudiziaria si segnala poi che Giulio Lampada “starebbe acquistando in zona Ripamonti un terreno agricolo che dovrebbe ottenere il cambio di destinazione, grazie all’intervento del Consigliere comunale Armando Vagliati”.

Giovanni Terzi è assessore uscente della lista pro-Moratti “Milano al Centro”, partecipa al bar Magenta ad un aperitivo con Francesco Piccolo, luogotenente del boss della ’ndrangeta Pepè Flachi.

Dice Piccolo: “Deve parlare per le votazioni… sta aiutanti tutti, poi ti spiego è utile anche per noi.”

Roberto Lassini è sotto inchiesta peri manifesti contro le Procure: “Se sarò eletto resterò al mio posto, l’ispirazione mi è arrivata dalle parole di Berlusconi”.

Rosario Scuteri, detto “Saro”, poco conosciuto, candidato nella lista “Io amo Milano” di Magdi Cristiano Allam. Scuteri è imparentato con la famiglia mafiosa dei Mammoliti [Oppido Mamertina], più volte compare nell’inchiesta “Parco Sud”; compra un terreno da ionio, quello della Kreiamo, ma si intromette la cosca dei Maià di Baggio. Per sistemare la “diatriba” interviene Andrea Madaffari, vicepresidente Kreiamo, “Scuteri ringrazia Madaffari”, scrive il Gip Gennari, “non è un grazie qualsiasi, ma il riconoscimento di una gratitudine che andrà sdebitata”.

Aveva davvero promesso il giusto Ballusconi quando affermava: “faremo molta attenzione a chi candideremo d’ora in avanti; liste trasparenti e chi non è pulito fuori anche dal partito.”

Bravi, bene, bis!

Fonti: il Fatto Quotidiano, Gianni Barbacetto, Davide Milosa

Atti giudiziari pubblici

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Lucio Galluzzi

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