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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Rainews24.it.

“Chi non mi ama non merita la vita, sara’ un inferno”: ha detto Gheddafi, in un discorso alla folla a Tripoli, trasmesso in diretta tv. “Voi siete il popolo, preparatevi a difendere il paese. La battaglia del jihad ci ha permesso di sconfiggere la colonizzazione italiana e il popolo armato puo’ sconfiggere ogni attacco”. E’ quanto ha affermato il colonnello Muammar Gheddafi parlando alla folla nella piazza Verde a Tripoli.
“Rispondete alle tv e alle radio della menzogna”, ha aggiunto.

“Guardate, sono tra voi: ballate, cantate e siate felici”.

Gheddafi ha detto che aprirà i depositi di armi per armare il popolo e sconfiggere il nemico.

Il rais ha nuovamente attaccato anche i media stranieri, nel suo discorso a Tripoli,
definendoli “cani” e ha sostenuto che i giornalisti stranieri sono bugiardi e trasmettono solo informazioni sbagliate.

Al termine del discorso del leader libico la folla sulla piazza Verde, che manifestava dal primo pomeriggio, ha scandito in coro lo slogan: “solo Dio, Muammar e
Libia!”. I manifestanti, tra i quali anche donne e bambini, sono ancora sulla piazza: mostrano immagini di Gheddafi e sventolano bandiere verdi della Jamayiria.
Sul lungomare di Tripoli, a poche centinaia di metri di distanza dalla piazza, sono stati piazzati posti di blocco presidiati da polizia, esercito e miliziani armati con la fascia
verde al braccio.

Una carneficina

E’ ormai in corso una vera e propria “carneficina” a Tripoli, come ha testimoniato un giornalista ad Al Jazira, con le forze di sicurezza ancora fedeli al regime impegnate a sparare pesantemente sulla folla che manifesta.
Sarebbero decine i morti e decine i feriti, ma potrebbero essere molti di piu’ visto che le milizie pro-regime fanno ormai irruzione nella case per uccidere i civili. L’aeroporto sarebbe sotto controllo dei ribelli, secondo la tv del Qatar.

I giornalisti stranieri sono stati portati via con la forza dai fedelissimi del governo per non documentare i massacri in corso.

Le città ‘liberate’

I manifestanti hanno preso il controllo della citta’ di Gharian, nella zona montuosa di Jabel Akhdar. Lo ha annunciato il portavoce dei rivoltosi della zona, Sadiq al-Gharian.

La citta’ di Brega, importante porto idustriale del Mediterraneo nel Golfo della Sirte, e’ stata presa dai ribelli. Lo hanno riferito testimoni, aggiungendo che i militari collaborano con gli anti-governativi.

Il colonnello arroccato nel bunker
Il colonnello rimane arroccato, chiuso nel suo bunker insieme ai figli e alla cerchia piu’ stretta del suo entourage. “Il piano A e’ di vivere e morire in Libia, il piano B e’ di vivere e morire in Libia, il piano C e’ di vivere e morire in Libia”, ha detto Saif al Islam, il secondogenito del rais. Una brigata d’elite guidata dal figlio Kamis e’ appostata attorno alla capitale. Ma il colonnello sembra sempre piu’ solo e continuano le defezioni nel regime: uno dei figli sarebbe da due giorni in Venezuela; si sono dimessi il procuratore generale e uno dei piu’ stretti collaboratori del colonnello, Ahmed Kadhaf Al Dam.

Italiani in salvo

Da Misurata, ormai liberata, e’ in corso l’evacuazione di circa 120 italiani che saranno trasferiti a bordo della San Giorgio, mentre il ministro La Russa ha assicurato un intervento per evacuare altri connazionali bloccati, senza viveri nel sud est del paese. Tre C 130 sono in volo verso l’Italia.

Assaltata l’ambasciata libica a Parigi

L’ambasciata libica a Parigi è stata assalatata da un gruppo di sostenitori della rivolta che ne ha preso il totale controllo.

Occidente al lavoro

Sara’ presa in tempi rapidi dall’Ue la decisione su eventuali sanzioni alla Libia. Lo ha confermato la portavoce di Catherine Ashton. Fra le misure previste, il congelamento dei beni delle autorita’ e il divieto dei viaggi.

Come frenare la carneficina libica e accelerare la fine del regime di Gheddafi? Barack Obama parla di questo, al telefono, nella notte, con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con il presidente francese Nicolas Sarkozy e con il primo ministro
britannico David Cameron. Ufficialmente, Obama e i leader europei hanno convenuto sulla necessità di trovare modi “efficaci” per rispondere “immediatamente” alle violenze in Libia, ha spiegato la Casa Bianca. E il portavoce Jay Carney è più esplicito: ”Stiamo esaminando tutte le opzioni possibili. E le sanzioni ne fanno parte”.

Passano poche ore e il ministro degli Esteri francese Michèle Alliot-Marie fa sapere che Parigi e Londra hanno già messo nero su bianco un testo di risoluzione Onu che prevede ”un embargo totale sulle forniture di armi” alla Libia, “delle sanzioni”, e l’apertura di un dossier per crimini contro l’umanità presso il Tribunale Penale Internazionale.

Pochi minuti dopo, è il segretario generale Nato Anders Fogh Rasmussen a convocare una riunione d’emergenza degli alleati sulla crisi libica, da tenersi nella giornata di oggi.

Non sembra sufficiente, insomma, lo scudo ‘al Quaeda’ inalberato anche ieri dal colonnello Gheddafi dal suo bunker, in un disperato messaggio audio sulla cui autenticità peraltro qualcuno avanza dubbi. Ci saranno anche jihadisti fra i rivoltosi, ma è tardi, ormai, per assurgere di nuovo al rango di paladino del del contenimento islamista, riconosciutogli per anni dall’Occidente.

Quello stesso Occidente, ora, gli volta le spalle. Il governo britannico congelerà nei
prossimi giorni i beni da oltre 20 miliardi di euro del leader libico rintracciati nel Regno Unito. Secondo un’indagine condotta dal Tesoro britannico, e riportata oggi dal
quotidiano Telegraph, Gheddafi avrebbe a disposizione oltre 23 miliardi di euro in liquidità, concentrati soprattutto a Londra, e una proprietà immobiliare da oltre 11 milioni di euro, situata sempre nella capitale britannica.

“La priorità ora è riportare i britannici a casa – ha detto una fonte di Whitehall – poi procederemo a intervenire sui beni di Gheddafi, la pratica è già stata avviata. E’ già sotto controllo ai più alti livelli”.

Il governo libico intanto ha aumentato gli stipendi, alzato i sussidi per il cibo e ordinato indennità speciali per tutte le famiglie. Lo riferisce la televisione di stato.

Notizie collegate

Chiesta nuova riunione del Consiglio Onu

Libia. Obama e Sarkozy: stop immediato all’uso della forza

“Di fronte alla prosecuzione della repressione brutale e cruenta e alle dichiarazioni minacciose della leadership libica, i due presidenti hanno ribadito la loro esigenza di un arresto immediato dell’impiego della forza contro la popolazione civile”

Rischio inflazione sulla ripresa

Puntuale arriva il caro benzina

L’effetto Libia si abbatte in misura pesante sui carburanti nazionali, secondo quanto emerge dalle rilevazioni di Quotidiano Energia. Il market leader, che porta cosi’ la verde a 1,536 euro e il gasolio a 1,426 euro, nell’occasione non è solo, visto che anche Esso e Q8 aumentano entrambi i prodotti di un centesimo. Intanto, la benzina al Sud è a 1,565, oltre il record del 2008.

Possibile svolta radicale islamica nel nord Africa

Servizi: rischio jihadista in Italia e Ue

In particolare la minaccia nei confronti del nostro paese, dicono gli 007, proviene sia da “organizzazioni attive all’estero”, che utilizzano l’Italia come snodo di transito per gli estremisti, retrovia logistico e “potenziale trampolino, se non obiettivo, per pianificazione terroristiche originate anche all’estero, sia da “individui presenti” nel nostro paese.

Libia, dolore per le vittime

Santa Sede: porre fine alla violenza

La Santa Sede esprime “sgomento e dolore per le vittime causate da queste crisi libica e chiede di porre fine alle violenze”.

I ribelli accerchiano la capitale

Gheddafi assediato: al-Qaeda droga il popolo

“Gli uomini di Bin Laden hanno distribuito droga agli abitanti di Zawia e i vostri figli vengono utilizzati per raggiungere uno scopo. Disarmateli e catturateli!”.
Diario arabo – a cura della redazione esteri

Lo rivela un “contractor”

Anche italiani tra i mercenari di Gheddafi

Anche secondo il sito web libico di opposizione al Manara, basato all’estero, tra i mercenari pro-Gheddafi ci sarebbero degli italiani.

Protesta della Farnesina

Libia, giornalisti italiani bloccati e malmenati

Un gruppo di giornalisti italiani sono stati bloccati e controllati da un gruppo di miliziani governativi sull’autostrada che va dall’aeroporto a Tripoli e uno di loro, Fabrizio Caccia del Corriere della Sera, e’ stato anche schiaffeggiato e preso a calci quando ha detto di essere italiano.

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