Gli irresponsabili – Lettera43.
Perché il gruppo vicino al Pdl ora mette in difficoltà Tremonti.
di Marianna Venturini
Il maxiemendamento non deve tener conto solo dei punti rilevati dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, molto critico nei confronti del testo (leggi l’articolo), ma anche dei cosiddetti responsabili. Iniziativa Responsabile (leggi chi sono) ha posto una pregiudiziale sul voto al decreto Milleproroghe, chiedendo che «nel testo dovesse essere espunta la norma sull’anatocismo», ovvero quella degli interessi bancari.
«Tremonti non trova una soluzione per i cittadini che sono costretti a pagare interessi ingiusti alle banche», ha spiegato Saverio Romano al termine di una riunione improvvisata con i parlamentari del gruppo parlamentare in Transatlantico. Anche Domenico Scilipoti, altro Responsabile, ha voluto dire che «questa norma non fa che regalare 30 milioni alle banche. Valuteremo».
DA AIUTO A OSTACOLO. Così la terza gamba del governo, quella responsabile della tenuta della maggioranza, è diventata in un attimo un ostacolo. «E Tremonti ne deve tener conto», ha aggiunto il deputato siciliano promettendo battaglia. Niente è escluso, perfino un voto contrario. «Non è una richiesta blanda ma una richiesta forte».
Dunque se nella lista delle norme da cambiare del milleproroghe non sarà inserita anche la norma sull’anatocismo che riguarda le banche, i responsabili si riserveranno la possibilità di votare «no» al provvedimento. Luciano Sardelli, presidente dei deputati di Iniziativa Responsabile, aveva chiesto di «sfrondare il decreto di provvedimenti che non rivestono i caratteri di urgenza».
Per fortuna l’ingresso di sei parlamentari nel gruppo ha permesso di raggiungere la quota di 28 componenti e di conseguenza riequilibrare in fretta i numeri nelle diverse commissioni. Sardelli, forte dell’obbiettivo centrato, aveva parlato di una maggioranza «consolidata a garanzia del rispetto del programma e delle priorità già individuate».
OSTRUZIONISMO DAL PD. Le opposizioni restano critiche nei confronti del decreto. Mentre il Partito democratico ha annunciato per voce del capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, che «useremo tutti gli strumenti e i tempi che ci spettano», il finiano Aldo Di Biagio ha definito il testo una «mostruosità normativa».
Il testo verrà votato con la fiducia
Il governo ha autorizzato di nuovo il voto di fiducia sul decreto ma a condizione che lo stesso Consiglio dei ministri prepari un maxiemendamento interamente sostitutivo del decreto milleproroghe che aveva ricevuto rilievi da parte del capo dello Stato. La mozione è stata presentata, nel pomeriggio del 23 febbraio, alla Camera e verrà votata venerdì 25. Dopo la fiducia alla Camera il testo tornerà a palazzo Madama per una approvazione sul filo di lana attesa per sabato.
La decisione del Cdm è arrivata dopo che il Comitato dei 18 delle Commissioni affari costituzionali e bilancio della Camera, convocato da Gianfranco Fini, non ha risolto i problemi sul decreto.
TREMONTI APRE A MODIFICHE. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti ha detto che «ci saranno cambiamenti sul testo come è venuto fuori dal Senato, non sul testo basico». Il ministro ha aggiunto che «se si interviene sarà solo sui contenuti. Il testo sara migliorabile, ma non addizionabile». Tra le modifiche su cui aprire una discussione, secondo il ministro, ci sono le norme sui precari della scuola, la normativa sul personale Consob, le disposizioni sugli immobili acquisiti a seguito di esproprio per Roma e le norme che aumentano il numero di assessori. Stop anche alle disposizioni sugli incroci tra tivù e giornali, il blocco delle demolizioni delle abitazioni abusive campane, le concessioni relative ai contratti nella zona dell’Etna.
Giovedì, 24 Febbraio 2011






























