Libia, possibile stop dei flussi del gas in direzione dell’Italia| mondo| Il SecoloXIX.
fotografia web da redazione N.R.
I flussi di gas importato dalla Libia in Italia attraverso il gasdotto Greenstream avrebbero subìto rallentamenti a partire da ieri sera e la situazione «è in peggioramento»: lo si legge sulla Staffetta Quotidiana (storica pubblicazione che dal 1933 si occupa «delle fonti di energia»), che cita fonti vicine al dossier.
Nei giorni scorsi, con i crescenti disordini in Libia, i flussi sul Greenstream si erano mantenuti regolari e su livelli elevati, intorno ai 25 milioni di metricubi al giorno: il rallentamento di ieri sera potrebbe mostrarsi nei dati di Snam sulla giornata di ieri, ancora in attesa di pubblicazione, e probabilmente ancor più su quelli di oggi, che saranno pubblicati domani.
Nel 2010, la Libia ha fornito all’Italia 9,4 miliardi di metricubi di gas, pari a circa l’11% dei consumi nazionali. Sul fronte della sicurezza energetica, si legge ancora sulla Staffetta Quotidiana, un eventuale stop totale del Greenstream potrebbe non rappresentare un pericolo grave per il sistema italiano, almeno al momento: sempre secondo i dati di Snam, infatti, esiste al momento margine per aumentare le importazioni dalla Russia.
Intanto, Navi Pillay, alto commissario Onu per i Diritti umani, ha lanciato un appello per un’indagine internazionale sugli attacchi contro i dimostranti anti-governativi in Libia, affermando che potrebbe trattarsi di «crimini contro l’umanità»: in un comunicato, Pillay ha chiesto di porre immediatamente fine alle violazioni dei diritti umani e ha denunciato il presunto utilizzo di mitragliatrici, cecchini e aerei militari contro civili: «Attacchi diffusi e sistematici contro la popolazione civile potrebbero equivalere a crimini contro l’umanità», ha detto Pillay, ex giudice Onu per i crimini di guerra.






























