La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Punta Perotti i suoli sono già tornati ai costruttori
La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Punta Perotti i suoli sono già tornati ai costruttori.
| di GIOVANNI LONGO e MASSIMILIANO SCAGLIARINI BARI – Il passaggio di mano è avvenuto, nel silenzio totale, quasi due mesi fa: dal 25 novembre l’area di Punta Perotti è tornata nella disponibilità dei costruttori. Che adesso in teoria, se volessero, potrebbero anche vendere i suoli. È questo l’effetto immediato della trascrizione nei registri immobiliari dell’ordinanza con cui, lo scorso novembre, il giudice dell’esecuzione Antonio Lovecchio ha disposto la revoca immediata della confisca dei terreni. La notizia è emersa ieri mattina, a margine dell’udienza convocata per discutere l’inibi – toria chiesta dal Comune. Che, in attesa della Cassazione, vorrebbe che Lovecchio congeli gli effetti dell’ordinanza del 20 novembre. Il gip dovrebbe pronunciarsi entro fine settimana, ma nel frattempo le procedure hanno fatto il proprio corso. Cinque giorni dopo l’ordinanza, l’avvocatura dello Stato – su input della presidenza del Consiglio – ha infatti presentato la richiesta di trascrizione al conservatore. Ora, a margine della nota con cui nel 2001 è stata disposta la confisca a favore del Comune, è annotata l’ordinanza di trascrizione che la revoca. L’effetto finale è la restituzione dei beni ai proprietari originari. La trascrizione – come dicevamo – è avvenuta materialmente pochi giorni dopo la decisione di Lovecchio. Il Comune, però, ha dichiarato di averlo appreso soltanto a poca distanza dall’udienza di ieri, quando ha depositato copia della nota. E le otto pagine di ispezione ipotecaria, sottoposte a un qualunque esperto, hanno un significato univoco: si torna allo status precedente al 10 aprile 2001, quando la trascrizione della sentenza di Cassazione portò i suoli nella disponibilità del Comune. Logico che una notizia del genere, portata in udienza dagli avvocati Renato Verna e Gianfranco Grandaliano, ha monopolizzato la discussione davanti al giudice. L’avvocatura dello Stato (rappresentata da Pio Mar rone) ha chiarito che, semplicemente, si tratta di un atto dovuto: è – né più né meno – l’effetto di quanto disposto due mesi fa da Lovecchio. Iniziativa ineccepibile, secondo le imprese. Mentre la procura (pm Ciro Angelillis) ha sposato la linea del Comune: chiede la sospensione dell’ordinanza in attesa della pronuncia della Cassazione, dove peraltro la discussione non è nemmeno stata fissata. Alla trascrizione della sentenza non ha ancora fatto seguito la voltura catastale, ma questo spiegano gli addetti ai lavori – nulla c’entra con la proprietà dei suoli. I dati del catasto hanno valore soltanto a fini fiscali, e comunque i (nuovi) proprietari potrebbero chiedere l’allinea – mento anche domani mattina. In altre parole: oggi una visura catastale sulle aree di Punta Perotti indica che la proprietà è ancora del Comune di Bari, ma l’avvenuta trascrizione dell’ordinanza ha già ottenuto l’effetto pratico di retrocedere i suoli alle imprese Mabar, Sud Fondi e Iema. Le imprese potrebbero dunque vendere i suoli? La risposta è sì: se ci fosse un acquirente – spiegano gli esperti – quella trascrizione a margine lo metterebbe in grado di conoscere lo stato delle cose. Cosa accadrebbe se, nei prossimi mesi, la Cassazione ribaltasse la pronuncia del gip Lovecchio? Che si tornerebbe al punto di partenza: il provvedimento giudiziario sarebbe un titolo sufficiente per ordinare al conservatore di restituire i suoli al Comune. La palla al momento è in mano a Lovecchio. L’avvenuta trascrizione, però, non pregiudica in alcun modo la sua decisione sulla richiesta di inibitoria (che dovrebbe arrivare entro fine settimana). Dovesse optare per l’accoglimento, in calce alla trascrizione verrebbe apposta una nuova nota per dichiarare la sospensione dell’esecutività. In caso contrario (ne parliamo a lato), le imprese avrebbero titolo a pretendere dal Comune la restituzione delle «chiavi» di Punta Perotti. |
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