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392 modi per dirti: l’e’ morta!

Ricevo un commento da speradisole al post Dragomira ce la deve dare!, un post novembrino dai toni pastello in cui si parlava di informazione. Sopraffatto dalle doti prosaiche di Dragomira, nel post sostenevo che a questo mondo ci sono troppe fonti inutili di notizie inutili e che una ragione ci dev’essere. Portavo l’esempio emblematico di Google News. Dateci un’occhiata anche ora e ne avrete conferma. Esempio:

Automobilista distratto
investe vecchina con cane

 Tutte le notizie (392) >>

 
Oh… povera vecchina…

 

Centinaia di redazioni al lavoro
per ripetere su centinaia di pluridecorate
testate giornalistiche on line che
la vecchina e’ morta. Uno ti dice che veniva da destra, l’altro dice da
sinistra, l’altro che c’era la nebbia, pare che l’autista fosse un terrorista, o
un tossico, poi vien fuori che la vittima era una fan di Lady Gaga e nonostante l’eta’ navigava su Facebook e via
andare fino a 392. Machissenefrega! Va bon, l’e’ morta, mettiamoci il cuore in
pace. Ora che me l’avete detto, ci mancherebbe, dispiace che la vecchia sia
morta ma, con tutto il rispetto, chissenefrega di notizie del genere! E mica
una. Centinaia di “notizie” del genere
ripetute centinaia di volte.

Speradisole sull’argomento lascia un commento ricco di spunti
ma un po’ frettoloso, a mio modo di vedere. Eccolo sforbiciato solo dei saluti:

Primo: le persone leggono e leggere è già un impegno,
vuol dire cercare di capire.
Secondo: ritrasmettono, significa o che condividono la
notizia o che pensano che altri possano trarre spunti di originalità dal loro
“riscrivere”.
Con questo voglio dire che più si legge meglio è e più si
informa è ancora meglio.

Eh si’. Leggere e’ un impegno. E’
vero.

O no?

Sei hai sedici anni e un tomo di
chimica sul cuscino sono d’accordo con te, e’ un gran brutto leggere. Ma se hai
passato i venti e l’argomento lo scegli tu, allora leggere – o in senso lato
apprendere – non puoi considerarlo un impegno. Apprendere e’ un impegno? Ma
siamo matti? Apprendere significa
perfezionarci. E’ il sale della vita.
Mica l’Unieuro. [Apro una parentesi: non si puo’ essere contemporaneamente
poeti e spacciatori di elettrodomestici. O l’uno o l’altro. E l’ottimismo e’ la
virtu’ degli oppressori (Milan Kundera).
Chiudo.]

C’e’ gioia piu’ grande dello scoprirsi in qualche modo migliori
di quanto fossimo prima?

Sempre sul punto uno, non sono
ottimista sulla fondatezza dell’equazione leggere = cercare di capire, ma ci
arriviamo poi.

Sul secondo punto e’ necessario
precisare che la nostra feroce
invettiva
si rivolse allora – e tuttora – al giornalismo redazionale
asettico, alla fiumana di notizie di cronaca spicciola, al gossip, ai
redazionali pluricopincollati che ti pilotano dritto in farmacia o in
concessionaria, alle vecchiette col pincher
nano stirate per la strada e via discorrendo. Questo notiziume e’ irrispettoso
per i lettori e per la vecchietta. E’ tutta roba che non si puo’ umanamente ‘condividere’.
Se qualcuno riesce a provare empatia per
un tamponamento
sulla Salerno – Reggio Calabria, diciamocelo, e’ da
ricovero. Okay, va bene, e’ pur sempre un’arteria
autostradale dall’alto appeal
mediatico
, ma come fai a condividerla?!


Puoi condividere un’opinione.
Quella si’. Soprattutto se e’ non comune. Il
problema e’ trovarla sotto alla coltre d’incondivisibile pattume in cui e’
sepolta
. L’opinione dei cento
blogger
privi di mecenati che giustamente reclamano ammenda (in natura) da
Dragomira non ci finisce mai in home
page
di Google News perche’ non ci sono quattrocento redazioni copincollatrici
che la scaraventano all’attenzione del passante distratto.

Non ci sono scuse, c’e’ troppa
roba inutile. Le edicole non vendono
– come presumo ci si aspetti da loro – consapevolezza quotidiana a basso costo,
bensi’ spacciano dosi massicce di
cellulosa rettificata
al solo scopo di ottenebrare le volonta’ dei facenti
uso e il taglio e’ pure pessimo. Google News – che
e’ il crocevia da cui passano quasi tutti i consumatori di notizie on line – e’ la bancarella del “fuori tutto!” su
cui espongono migliaia di ripubblicatori di mestiere che ripetono ogni giorno, con
grande professionalita’, centinaia di notizie indegne di questo nome; se
copincolli ci sei, altrimenti ciccia. Le prime tre pagine delle ricerche di Google Blog, ultima spiaggia
mucillagginosa in cui si tenta un approdo, ormai sono una lista di copincolla (nel senso piu’ stretto del termine) di Grillo
e Travaglio
,
senza volerne ad entrambi gli autori.

Non e’ normale che sia cosi’, il bombardamento
a cui siamo sottoposti non ha nulla a che vedere col pluralismo
dell’informazione
per una ragione intuitiva: perche’ e’ palesemente nocivo.
Tutto questo frastornante Circo
Barnum
non giova ai lettori. Nessuno si strapperebbe le vesti o
scenderebbe in piazza a protestare se da domani trovasse cinquanta opinioni dignitose
in piu’ e cinquemila copincolla di cronaca spicciola in meno. Allora… se non
giova al consumatore, deve giovare a qualcun altro, perche’ tutto questo
apparato di generatori e replicatori di entertainment
– in gran parte inconsapevoli
del male che fanno – costa una vagonata di soldi.


Ops, mi e’ scappata. E allora,
visto che ci siamo arrivati, facciamola breve:

Tutto ‘sto pandemonio non e’ informazione, e’
intrattenimento!
                                                                                  
Te ne accorgi perche’ ne esci
esattamente come ci sei entrato. Non ti da’ nulla, non ti lascia nulla, non t’impara nulla guaglio’.

- Vabbuo’, so’ uscito senza danni

Magari. In realta’, in cerca di
qualcosa di sostanzioso da leggere, hai vaporizzato
preziose ore della tua vita
a fare lo slalom tra tamponamenti multipli e
vecchiette. Questo il primo giorno. In seguito, un po’ alla volta, ci hai fatto il callo a quei
tamponamenti, in special modo a quelli sulla Salerno – Reggio Calabria,
un’autostrada che lo fa sempre il suo share,
ed hai cominciato ad apprezzare le
differenti sfumate tra un copincolla e l’altro
. Quando poi, sopraffatto da
tanta maestria sigillata dalle firme piu’ altisonanti, arrivi persino a
sollazzarti degli spunti di originalita’
del loro riscrivere
, beh, a quel punto la cottura e’ ultimata, e’
ufficiale, sei da ricovero.

Ma insomma, se il costoso
apparato del quarto potere e’ diventato un frastuono nocivo ai suoi uditori ci
sara’ una ragione. Se la comunicazione, persino nel web, segue un corso contrario
a qualsiasi algoritmo di buonsenso, economia di mercato e buon gusto non puo’
essere un caso,
a qualcuno deve pur giovare, altrimenti fallirebbero tutti per assenza di
clienti, e’ il mercato baby.

Chi finanzia il regresso del
giornalismo? Chi intralcia la trasmissione della conoscenza? A chi fa comodo una societa’ di rincoglioniti
plurititolati in cui la banalita’
fa notizia?
Ai rincoglioniti?
No.

E allora a chi giova?

Cui prodest?


Forse a Scilipoti,
a me no.

A me prude.

p.s.


 Ah… so che ci tenevate a saperlo. Il cane
sta bene.

La notizia e’ confermata da 151
fonti.

Fossero schiattati, lui e la
vecchia, sulla Salerno – Reggio Calabria, le fonti sarebbero state sicuramente
di piu’.

Peccato.

Prossima volta andra’ meglio.
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