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Roma blindata, gli studenti: «Siamo in 100mila» – l’Unità.

I titoli dei libri scudo sono stati scelti con un sondaggio on line organizzato dagli studenti di uniriot: il più votato è stato «Volontà di sapere» di Foucault, al secondo posto c’è «1984» di George Orwell e al terzo «Il cavaliere inesistente» di Italo Calvino ma c’è anche «Fahreneheit 451», «La tempesta» di Shakespeare, Q di Luther Blisset, «Shock Economy » di Klein, «I Demoni» di Dostoevskij. Più di 5000 i votanti di cui il 30 per cento da Nanterre-Parigi. L’idea ha fatto strada, anche gli studenti cinesi chiedono istruzioni su come costruirli: gommapiuma e plastica, «L’attacco alla cultura è il nostro futuro negato», dice Francesca, studentessa di lettere alla Sapienza di Roma e «i Bookblock sonounsimbolo immdiatamente riconoscibile delle nostre ragioni».

SCENARIO COMPLESSO
Scenario «complesso» dicono alla Questura, «assedio» è la parola che passa di bocca in bocca, di movimento in movimento: «assedio sonoro », «assedio ai palazzi del potere », «assedio a Montecitorio». Un popolo variegato si è dato appuntamento in tre piazze di Roma, movimenti territoriali, «uniti contro la crisi », studenti universitari, studenti medi, ricercatori, Fiom, che ha aderito agli appelli della rete antirazzista, di «uniti contro la crisi» e degli studenti. E poi: «tutti a casa» (il movimento dei lavoratori dello spettacolo che invase il Red Carpet alla festa del cinema di Roma) mentre la Flc-Cgil ha indetto un’ora di sciopero, popolo viola e aquilani terremotati (con lo striscione “macerie di democrazia”, i caschetti gialli e le bandiere verde-nere della città), i comitati anti-discarica di Terzigno, Chiaiano e tutti movimenti sorti in difesa dei beni comuni.

I pullman dal resto d’Italia sono cominciati ad arrivare già ieri sera: Napoli, Pisa, Bergamo, Nord-Est, Pomigliano d’Arco, Fincantieri di Marghera e di Ancona. Gli universitari romani partiranno da piazzale Aldo Moro (Sapienza) e dall’Ostiense (Roma3), gli studenti medi si raccoglieranno nelle rispettive zone per raggiungere piazza Esedra, tutti i cortei confluiranno al Colosseo dove c’è l’appuntamento dei movimenti territoriali alle 10 e 30. La previsione è di almeno 50.000 persone che, a quel punto, muoveranno verso piazza Venezia. L’incognita è lì. Per la Questura.

«Non c’è una zona rossa predefinita e ci prepariamo a gestire le situazioni all’impronta, eventuali chiusure saranno decise per motivi di sicurezza e di ordine pubblico inmodo flessibile, valutando volta per volta». Millecinquecento gli uomini delle forze dell’ordine mobilitati. Non la chiamano «zona rossa» però le autorizzazioni per piazza Montecitorio sono state negate, sarà «garantito il diritto di manifestare a chi ha «preannunciato o è stato autorizzato», aggiunge la Questura, però la zona intorno al Parlamento era già isolata ieri sera.

CONFLITTO E CONSENSO
Per gli studenti e i movimenti, però, è importante far sentire la propria voce «per la sfiducia dal basso» e quindi arrivare quanto più vicino alle sedi del dibattito parlamentare. Conflitto e consenso i termini da combinare. «Gli studenti hanno saputo suscitare un conflitto intelligente capace di conquistare consensi molto al di là della sinistra», dice un veterano dei movimenti romani come Andrea Alzetta (Tarzan). «Non siamo preoccupati » spiega Francesca, la studentessa di lettere, «noi abbiamo le nostre pratiche pacifiche e comunicative, gioiose.

Certo il 30 novembre il centro storico barricato è stato un sintomodella debolezza del governo e della politica, ciò che è consentito negli altri paesi europei, da noi non è stato permesso». E allora? «Tutto dipende dalla gestione della piazza». Conflitto e consenso, «rabbia come quella espressa dagli studenti inglesi». Il corteo da piazza Venezia imboccherà Botteghe Oscure, corso Vittorio Emanuele e poi il Lungotevere. Raggiungerà piazza del Popolo dove si terràuna «grande assemblea popolare ». Ma non sono escluse altre azioni per far sentire le voci della protesta nei palazzi dove si discute la fiducia e dove potrebbe essere calendarizzato, se l’esito sarà favorevole a Berlusconi, il Ddl Gelmini sull’università. E c’è a chi sono piaciuti i lanci di uova contro le sedi Cisl, «Meglio un uovo oggi che la cancellazione dei diritti domani», recitava una scritta trovata in una delle sedi contestate. Mobilitazioni cittadine e regionali del movimento degli studenti e dei ricercatori anche nel resto d’Italia. Continuano le occupazioni sui tetti e ci saranno (sostenute anche da Flc-Cgil) le occupazioni simboliche dei rettorati. La Rete 29 aprile fa sapere che, se la legge Gelmini sarà approvata, l’indisponibilità dei ricercatori alla docenza sarà rinnovata anche nel secondo semestre.

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