Bersani al popolo Pd: «Italia, vieni via con me…» – Italia – l’Unità.
Introdotto dall’inno di Mameli è arrivato
sul palco il segretario Pd Bersani. Il suo discorso
“L’unita’ del mondo del lavoro. L’unita’ del lavoro per noi e’ un bene pubblico, e’ una condizione della crescita”. Lo ha detto il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, dal palco di piazza San Giovanni. Al suo discorso ai manifestanti del Pd assistono anche il segretario e l’ex segretario della Cgil, Susanna Camusso e Guglielmo Epifani”.
“Un saluto ai giovani e giovanissimi che si stanno prendendo responsabilità nel partito e nel paese…”.
“Dobbiamo migliorare quello che facciamo… Siamo un collettivo che deve esprimere unità”.
“Senza il Pd nessun cambiamento è possibile. La ricreazione è finita anche per noi… Ora al lavoro”.
“Due grandi punti di rottura e due questioni nazionali: quella generazionale e quella nord-sud. E’ lì che si gioca il futuro, ma noi ci siamo e stiamo lavorando a proposte definite anche nei dettagli”.
“Noi vogliamo una risposta italiana, un risveglio italiano e per averli chiediamo che la testa si alzi finalmente all’altezza dei nostri problemi”. A dirlo e’ stato Pier Luigi Bersani nel suo intervento dal palco della manifestazione di Roma. “Il nostro progetto si misura su due grandi sfide”, ha spiegato Bersani. “La prima e’ una riforma repubblicana per rafforzare la Costituzione piu’ bella del mondo modernizzando istituzioni e regole”, ha spiegato. La seconda e’ “una alleanza per la crescita e per il lavoro”. Per Bersani, bisogna partire “da un principio di fondo: come in tutte le democrazie che funzionano, una persona sola non risolve nulla”.
Dunque, ha spiegato, “bisogna semplificare e rendere efficiente il Parlamento e la forma di governo, ridurre il numero dei parlamentari, fare una legge elettorale seria, fare un federalismo responsabile e congegnato per unire”, ha spiegato ancora. “Bisogna portare i costi della politica alla media europea, cancellare le leggi speciali e della cricca”, ha aggiunto, e bisogna cominciare “dalla giustizia per i cittadini e non per quella di uno solo”.
Bersani ha poi elencato una serie di campi su cui bisognerebbe intervenire, da norme finanziarie “per snidare l’illegalita’ e le mafie” ai diritti con leggi “che sostengano la parita’ e riconoscano le differenze a cominciare dal ruolo delle donne nei posti di direzione”, fino a leggi “che impediscano che il disordine dell’immigrazione ricada sulla parte piu’ debole della nostra popolazione e che dicano finalmente ad un bambino qui e figlio di immigrati: tu sei dei nostri, sei un italiano”. Questo, ha sottolineato, “e’ il Paese che vogliamo. Un Paese civile, pulito, un Paese orgoglioso di essere parte delle grandi democrazie del mondo e di non esser invece allo specchio dei populismi e delle dittature”.”
“Ridurre il numero dei parlamentari, riportare i costi della politica alla media europea…”.
“Non avremo certo paura del voto, se capitasse c’e’ la giochiamo e’ la vinciamo… Ma serva un po’ di responsabilita’ e’ una risposta di stabilita’ puo’ venire solo da un governo serio di responsabilita’ istituzionale”. Cosi il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, parlando dal palco di piazza San Giovanni, presenta la proposta che il Pd ”avanzera’ al Capo dello Stato” in caso di crisi di governo.
”Siamo davanti – afferma Bersani – ad una emergenza economica e sociale e da 6 mesi siamo nell’instabilita’ perche’ Berlusconi e’ l’instabilita”’. Per il leader Pd serve invece un governo di responsabilita’ istituzionale che ”garantisca una transizione ordinata, nuove regole elettorali, alcuni interventi urgenti in campo economico e porti il Paese ad un confronto elettorale capace finalmente di rivolgersi al futuro”.
“Si comincia oggi a lottare contro questa crisi. Non basta l’Europa che salva banche e paesi. Insieme ai democratici di tutta Europa diciamo: il surplus di debito pubblico lo si paghi con una tassa sulle transazioni finanziarie”.
“Più legalità per avere più crescita e sviluppo”.
“Ci vuole un governo di transizione che porti il Paese fuori dal pantano e cambi la legge elettorale. Ci fidiamo di Napolitano”.
“Altro che ribaltone, è Berlusconi che si è ribaltato”.
“Anch’io ho il mio sogno. Un sogno di un partito, il Pd, che possa finalmente dire all’Italia, parafrasando una bella canzone e una grande trasmissione televisiva ‘Vieni via, vieni via di qui, vieni via con me’”.
Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, parlando a piazza San Giovanni cita la canzone di Paolo Conte che ha dato il titolo alla trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano e lo reinterpreta: “Vieni via da questi anni, da queste umiliazioni, da questa indignazione, da questa tristezza. C’e’ del nuovo davanti, c’e’ un futuro da afferrare assieme, l’Italia e noi”.
Bersani afferma che il compito del Pd e’ far si che “la gente a cui vogliamo bene voglia bene a noi e ci veda alla testa di una riscossa che li riguarda”. “Abbiamo tanto da fare ancora per rendere chiaro quello che vogliamo, ma soprattutto per migliorare quello che siamo. Un collettivo che deve sapere quel che la gente chiede sopra ogni altra cosa ad una forza politica: sobrieta’, onesta’, rigore, semplicita’, vicinanza ai problemi. Un collettivo che deve esprimere unita’, responsabilita’, generosita’”.
E con l’unita’, “affidarsi, come stiamo via via facendo, a quella nuova generazione che prendera’ in mano il partito dei riformisti del secolo nuovo”. Bersani ha affermato che “questa piazza emozionante dice al Paese che siamo forti, che siamo pronti a combattere per le cose in cui crediamo”.
Dunque “siamo pronti ad affrontare politicamente le scelte immediate, gia’ dalla prossima settimana, e siamo pronti a darci il passo per un cammino di cambiamento del Paese. Il cambiamento. E’ questo il messaggio forte che viene oggi da San Giovanni”.”
“Chi ci fa le pulci, chi dice che non facciamo proposte alternative ora mi risponda: chi aveva ragione qualche anno fa quando ci fu lo scudo fiscale…”
“Quanti anni devono governare prima che la destra ammetta il fallimento?”
“Auguri a Ciampi per i suoi 90 anni”.
“Con lui sì che avevamo ridotto distanze con altri paesi d’Europa”.
“Adesso la domanda è: dopo 16 anni di Berlusconi possiamo tirare qualche somma? Lo dico anche agli elettori del centrodestra… Il Paese non è migliorato in niente, è un bilancio disastroso”.
“Ci sono ‘focosi’ amici che presentano mozioni di sfiducia ogni giorno.
Noi abbiamo presentato quella al momento giusto…”.
“Abbiamo la patente per fare l’opposizione”.
“Abbiamo lavorato nella nostra autonomia per sfruttare il dissenso anti-berlusconiano”.
“Se martedì si arriva a crisi è merito nostro, riconosciamolo noi perché altri non lo faranno”.
“Il ghe pensi mi non funziona”.
“Serve una democrazia solida e normale che dia risposte ai problemi della gente”.
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”Piano che il segretario ci serve”: cosi’, scherzando, alcuni militanti hanno cercato di alleggerire la ressa che si e’ creata intorno al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, quando e’ arrivato alla testa del corteo che da piazza della Repubblica raggiungera’ piazza San Giovanni.
CRONACA MINUTO PER MINUTO
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Bersani con l’immancabile mezzo sigaro in bocca e’ stato accolto da applausi e incitamenti. ”Guardate quanti giovani, questa e’ l’Italia di domani”, ha commentato soddisfatto il leader del Pd.
Il segretario Pd ha poi detto: «La compravendita di parlamentari è un vero schifo… Sarà la magistratura a indagare su questa vicenda».
“Noi siamo il dopo Berlusconi”, ad assicurarlo e’ stato Bersani, durante la manifestazione di Roma. “Il 14 dicembre e’ una tappa del cammino del dopo Berlusconi”, ha assicurato.
Fioroni: «Bella piazza, tranquilla, non di sinistra…»
Il voto in Parlamento sulla sfiducia al governo Berlusconi “è una tappa”. Lo ha detto il segretario del Partito democratico Pier Luigi Bersani, conversando con i cronisti nel corso della manifestazione del Pd a Roma.






























