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gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

L’Aquila in piazza per non essere dimenticata Invasione pacifica della zona rossa. LA CRONACA | Il Centro.

di Giustino Parisse, Marina Marinucci, Giampiero Giancarli, Enrico Nardecchia e Giuseppe Boi

18:30 – “L’Aquila chiama Italia”, migliaia in corteo per la ricostruzione / IL VIDEO

18:15 – Gli organizzatori: in piazza tra le 20 e le 30 mila persone
Sarebbero tra i 20 e i 30 mila, secondo gli organizzatori, i partecipanti alla manifestazione “L’Aquila chiama Italia”. Secondo la questura i manifestanti sono tra i 13 e i 15 mila. Il corteo si è concluso e i manifestanti stanno pian piano lasciando piazza Duomo dove proseguono le musiche e gli interventi sul palco dell’organizzazione.

18:06 – VIDEO: Pannella, Di Pietro e Letta al corteo aquilano / Guarda

17:52 – Pannella contesta gli organizzatori: “Questa è una manifestazione politica”
“È una manifestazione a mio avviso assolutamente politica, se parliamo di politica in senso stretto, e non di quella che è la politica in Italia”. Così il leader dei Radicali, Marco Pannella, ha definito la manifestazione “L’Aquila chiama Italia”, contestando l’affermazione degli organizzatori, secondo i quali quella di oggi lungo le strade del centro storico del capoluogo abruzzese non intendeva essere una manifestazione politica. Arrivato in piazza Duomo, il leader radicale è entrato nello storico bar Nurzia, accettando un cappuccino con torrone offertogli dalla titolare. “Sono in sciopero della fame” ha detto Pannella provando a rifiutare, ma alla fine si è concesso una deroga.

17:36 – Cialente: “Peccato per l’assenza del centrodestra”
“È a mio avviso un errore molto grave, mai come in questo momento noi avremmo dovuto stare vicino a cittadini, associazioni di categoria, sindacati e mondo produttivo, che hanno organizzato questa manifestazione”. Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha detto ai giornalisti sull’assenza di esponenti del centrodestra dalla manifestazione “L’Aquila chiama Italia”. “ensare che ci sia una politicizzazione è un errore gravissimo”, ha continuato, “il corteo è pro L’Aquila e non contro il governo. Non riesco a capire il perché di questa decisione”.

17:23 – In centinaia firmano la proposta di legge popolare
Sono centinaia le persone che hanno firmato la richiesta di legge popolare di solidarietà nazionale sul terremoto. Al banchetto allestito all’interno dell’affollatissimo Bar Nurzia, in pieno centro, c’è una lunga fila di cittadini decisi a firmare il documento. Le operazioni sono coordinate dal consigliere comunale del Pdl Enzo Lombardi, il quale, proprio come rappresentante del Consiglio comunale dell’Aquila, può autenticare le firme. In un’altra postazione in piazza Duomo, si è formata una fila di persone non aquilane che possono apporre la firma solo alla presenza di un notaio, unico competente all’autenticazione trattandosi di non residenti.

17:05 – Gli aquilani si riprendono la zona rossa
Tanti aquilani e non stanno entrando nella zona rossa, la zona del centro cittadino chiusa dal 6 aprile del 2009. Si tratta di un’invasione spontanea e pacifica, favorita dall’assenza dei militari che in genere presidiano le strade di accesso. Le vie del centro storico non sono ancora state messe in totale sicurezza, ma gli edifici sono puntellati e i rischi sono molto ridotti. Gli aquilani vanno a rivedere le case che hanno dovuto abbandonare per il terremoto, mentre le persone arrivate da tutta Italia per la manifestazione possono vedere con i propri occhi in che stato è ancora la città.

16:51 – “Vogliamo una ricostruzione sicura, ma nessuno ne parla”
“La nostra città va rifatta dov’è, ma va rifatta in modo sicuro”. Così Vincenzo Vittorini, rappresentante del comitato delle vittime del terremoto e della fondazione “6 aprile per la vita, dal palco allestito in piazza Duomo per la manifestazione “L’Aquila chiama Italia”. “C’è stata mancanza di prevenzione e di informazione. Per questo non è stata evitata la tragedia. Non ci può essere ricostruzione senza accertare le responsabilità e la verità su ciò che è accaduto il 6 aprile 2009″.

16:42 – Tutti i manifestanti sono arrivati in piazza Duomo
È una piazza stracolma quella che ospita i partecipanti al corteo “L’aquila chiama Italia”. Tutti sono arrivati in piazza Duomo, come previsto, dopo essersi divisi in due parti: alcuni sono arrivati da via XX Settembre, altri hanno percorso via Sallustio, una strada del centro storico ancor chiusa dal 6 aprile 2009 e dove sono ancora ben visibili i segni del terremoto. In questa zona, dove molti edifici sono pericolanti, gli organizzatori della mobilitazione, indossando elmetti di sicurezza, si sono posti ai lati della strada invitando i partecipanti a camminare al centro.

6:33 – La questura: “In piazza 13 mila persone”
Secondo l’ultima stima della questura, i partecipanti al corteo organizzato per la manifestazione “L’Aquila chiama Italia” sono circa 13 mila. In un primo momento, secondo gli organizzatori, i manifestanti erano circa cinquemila.

16:29 – “Piove, governo ladro!”
Una pioggia battente continua a cadere sull’Aquila. Piazza Duomo è una distesa di ombrelli. “Non poteva che piovere… con questo governo ladro”, è il commento ironico di alcuni manifestanti.

16:17 – L’appello della cultura per la ricostruzione dell’Aquila
I manifestanti sfilano ancora per le strade dell’Aquila, ma in piazza Duomo è già cominciata la manifestazione di chiusura del corteo “L’Aquila chiama Italia”. In questo momento gli organizzatori stanno proiettando il video “Crepati dentro” in cui esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo chiedono di non abbandonare la città. Nel video compaiono, tra gli altri, Mario Monicelli, Vittorio Taviani, Dacia Maraini, Concita De Gregorio, Gherardo Colombo e Linus.

16:09 – I terremotati di San Giuliano abbracciano gli aquilani
Al corteo dell’Aquila partecipa anche una delegazione di San Giuliano di Puglia. Il paese molisano è stato colpito da un sisma il 31 ottobre del 2002. Una scossa di magnitudo 5.4 fece crollare la scuola elementare Ivine e causò la morte di 27 bambini e di una maestra.

16:08 – I gonfaloni dei Comuni arrivano in piazza Duomo
I gonfaloni dell’Aquila, degli altri comuni che partecipano al corteo e dell’università sono arrivati in piazza Duomo. La piazza è gremita nonostante la pioggia battente.

16:02 – Alcuni manifestanti entrano nella zona rossa
Una parte dei manifestanti ha abbandonato il percorso previsto per il corteo e ha imboccato via Sallustio, una strada chiusa perché inagibile dopo il sisma del 6 aprile 2009. I vigili urbani dell’Aquila stanno cercando di intercettare questo gruppo di persone per farli tornare nelle strade messe in sicurezza. Sembra che l’intento di questi manifestanti sia pacifico: avrebbero deciso di percorrere la strada della zona rossa per arrivare prima in piazza Duomo, dove si conclude la manifestazione.

15:56 – Pezzopane: “Centinaia di persone firmano la proposta di legge popolare”
“E’ una manifestazione con l’orgoglio aquilano, i colori neroverdi, e tanta gente da tutte le parti d’Italia, peccato che qualcuno abbia voluto dare un senso politico all’evento non venendo qui”. Lo ha detto l’assessore comunale dell’Aquila, Stefania Pezzopane, ex presidente della Provincia dell’Aquila. “Stando insieme a questa gente”, ha continuato, “si capisce che è l’orgoglio aquilano a chiedere le cose. Tra i tanti che partecipano ci sono centinaia e centinaia di disoccupati aquilani. La misura della spontaneità della manifestazione è dimostrata anche dalle centinaia di persone in fila per firmare la legge di iniziativa popolare. Gli aquilani voglio appunto la legge, risorse e zona franca per il futuro con un atteggiamento assolutamente spontaneo”.

15:48 – La testa del corteo arriva in piazza Duomo
La prima parte del corteo “L’Aquila chiama Italia” è arrivata in piazza Duomo, luogo in cui termina la marcia e si terranno gli interventi finali degli organizzatori. La piazza è già stracolma di persone. Molti aquilani hanno deciso di attendere qui l’arrivo del corteo che intanto è diventato sempre più lungo: mentre la testa del corteo ha già concluso il percorso previsto, ci sono ancora delle persone che si trovano in piazza D’Armi, il punto di partenza della manifestazione.

15:43 – Gli organizzatori: “Siamo oltre cinquemila”
Sono almeno cinquemila, secondo gli organizzatori, le persone che stanno manifestando all’Aquila per chiedere garanzie per la ricostruzione. In corteo ci sono delegazioni di tutti i Comitati locali che aderiscono all’Assemblea Cittadina, di una parte dei sindaci del Cratere – che sfila dietro ad alcuni gonfaloni comunali -, delle categorie produttive, dei sindacati e degli ordini professionali dell’Aquila. Si va avanti al grido di “L’Aquila è nostra”.

15:35 – “La ricostruzione è la nostra rivoluzione”
Dopo la sosta davanti alla Casa dello studente, il corteo prosegue verso piazza Duomo. “Case, lavoro e ricostruzione: questa è la nostra rivoluzione”, gridano i manifestanti. Intanto sull’Aquila scende una pioggia battente che però non ferma i manifestanti.

15:25 – Il corteo raggiunge la Casa dello studente
Prosegue la marcia di protesta nelle strade dell’Aquila e i manifestanti arrivano in un altro dei luoghi simbolo del terremoto del 6 aprile. Il corteo è arrivato davanti alla Casa dello studente dove morirono 8 giovani. Anche qui minuto di silenzio e applausi. Le rose bianche che erano in testa al corteo sono state lasciate davanti alle inferiate del palazzo.

15:18 – Enrico Letta tra i manifestanti: “Tante promesse, ma risultati deludenti”
Enrico Letta, partecipa al corteo per la ricostruzione in corso all’Aquila.”È stato un anno estremamente complicato”, ha commentato Letta, “con tante promesse da parte del governo, e alla fine i risultati sono stati assolutamente deludenti”. Il vicesegretario del Partito democratico ha firmato la proposta di legge popolare promossa dall’assemblea cittadina. A proposito delle iniziative legislative e delle misure di sostegno economico e agevolazione fiscale, Letta ha suggerito di far fede “al modello Umbria e Marche, che è stato un esempio di buona gestione da parte dei governi regionale e nazionale”.

15:07 – Sosta e minuto di silenzio davanti ai luoghi del dolore
Ma marcia per la ricostruzione attraversa il centro storico e si ferma davanti ai luoghi simbolo del sisma. Così è accaduta davanti al civico 123 di via XX Settembre. prima del sisma del 6 aprile 2009 qui c’era un palazzo che è letteralmente imploso causando la morte di 5 persone. I manifestanti si sono fermati e hanno ricordato le vittime con un minuto di silenzio e tanti applausi.

15:00 – Caschetti e bandiere neroverdi
Il giallo e rosso dei caschetti di sicurezza usati per entrare nelle case inagibili e il neroverde della bandiera dell’Aquila. Sono questi i colori che dominano il corteo di protesta che attraversa la città. Ora il corteo è in via XX Settembre.

14:53 – Slogan e fischietti animano il corteo
“L’Aquila, L’Aquila” e “Via gli sciacalli dalla ricostruzione”. Sono i due slogan che accompagnano il corteo di protesta che sfila nelle strade dell’Aquila. La marcia è ritmata dal rumore dei fischietti distribuiti ai manifestanti.

14:45 – Il corteo comincia la sua marcia nel centro storico
La manifestazione è partito da piazza D’Armi per attraversare il centro storico. In questo momento è in viale Corrda IV. Il corteo è lunghissimo e man mano diventa sempre più imponente perché altre persone si aggiungono dalle strade laterali.

14:40 – Di Pietro saluta i manifestanti
Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha salutato gli organizzatori della manifestazione e ha stretto le mani alle donne che reggono lo striscione che apre il corteo. Di Pietro porta sulle spalle una bandiera neroverde, i colori simbolo della città.

14:35 – Le donne dell’Aquila in testa al corteo
È cominciata all’Aquila la marcia per la ricostruzione. Il corteo è aperto da uno striscione neroverde (i colori della città) con su scritto: “Macerie di democrazia, L’Aquila chiama Italia”. A reggerlo sono una decina di donne aquilane. Ognuna di loro ha una rosa binaca tra le mani

14:28 – Servizio d’ordine di Questura e Comitati cittadini
È imponente il servizio di sicurezza predisposto dalla Questura dell’Aquila. Centinaia di agenti, in divisa e non, presidiano le strade del centro. Anche l’organizzazione ha predisposto un servizio d’ordine per vigilare sul corteo.

14:22 – L’appello del vescovo dell’Aquila
L’arcivescovo dell’Aquila, Giuseppe Molinari, ha rivolto un appello “a tutti gli aquilani migliori di fare in modo che questa manifestazione sia veramente un grido al Governo, allo Stato, per dire che L’Aquila c’è e ha i suoi problemi, ma esorto tutti ad eliminare possibili infiltrazioni e strumentalizzazioni”.

14:12 – Tutta la città in corteo
Sono migliaia i cittadini che si preparano a sfilare nelle strade dell’Aquila. Insieme a loro ci sono delegazioni istituzionali a partire dal Consiglio Comunale dell’Aquila – che ha votato l’adesione all’unanimità – sindacati, associazioni, l’università e la locale squadra di rugby, gloria sportiva della città. Sono attese rappresentanze di altri Comuni del cratere. In piazza le segreterie di buona parte dei partiti di opposizione: Pd, Radicali, Sel, Prc, Sinistra critica, Psi, Comunisti italiani e Italia dei Valori con il leader Antonio Di Pietro in prima fila.

14:08 – Il raduno in piazza D’Armi all’AquilaLE FOTO

14:05 – Bus e manifestanti da tutta Italia
Decine di pullman stanno arrivando da tutta la penisola per partecipare al corteo “L’Aquila chiama Italia”. Tra le prime delegazioni vi sono quelle di Terzigno e Boscoreale (Napoli). Ad accogliere i manifestanti c’è una lavatrice gigante fatta in cartone con dei panni appesi e uno striscione con la scritta “Basta speculare sui nostri panni”. Il resto lo fanno le immancabili carriole e gli striscioni con le scritte ‘Macerie di democrazia’.

14:01 -Migliaia di manifestanti a piazza D’Armi
Sono migliaia i manifestanti che si stanno radunando a piazza D’Armi per partecipare alla mobilitazione nazionale “L’Aquila chiama Italia”. L’obiettivo è riaccendere le luci sulla ricostruzione post-terremoto e sulla situazione economica sempre più critica. Il corteo attraverserà il centro storico, dove ancora sono presenti le macerie del sisma del 6 aprile 2009, e arriverà sino a piazza Duomo, dove è previsto un dibattito finale. La manifestazione è anche un’occasione per raccogliere le firme per la legge di iniziativa popolare elaborata dai cittadini sulla ricostruzione.

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