Sul lodo c’è l’accordo, anzi no Fli e Pdl due parti in commedia – LIBERAZIONE.IT.

A metà pomeriggio Fabrizio Cicchitto annuncia soddisfatto: «Abbiamo trovato un accordo sul lodo Alfano». I parlamentari di Fli dicono però di non saperne nulla. Il senatore Maurizio Saia – che fa parte della Commissione incaricata di elaborare il provvedimento salva premier – cade dalle nuvole. «Accordo? Quale accordo? Chiedetelo a Cicchitto». Il potente capogruppo dei deputati Pdl corregge il tiro: «Auspichiamo che venga raggiunta un’intesa sul lodo Alfano, consoliderebbe la maggioranza». Sembra una situation comedy, invece è la politica italiana. I riflettori dei media sono tutti puntati sulla commissione affari costituzionali del Senato. In uno splendido salone affrescato di palazzo Madama si decidono le sorti del governo del paese. Se gli emendamenti dei finiani verranno accolti dalle altre due gambe della maggioranza, cioè da Pdl e Lega, il governo Berlusconi vivrà. Non si sa per quanto ma vivrà. In caso contrario si aprirà una crisi dagli esiti imprevedibili. Più che di lodo Alfano si dovrebbe parlare di nodo Alfano. Stretto come quello di Gordio, visto che la corda viene tirata da una parte e dall’altra.
La parola chiave della giornata è reiterabilità. «Non scherziamo sulla reiterabilità del lodo», avverte il finiano Roberto Menia. Tanto basta a Cicchitto per arrivare alla conclusione che l’accordo è stato raggiunto. Di più: il patto stretto con Fli scongiura future incomprensioni in tema di giustizia. Cicchitto getta il cuore oltre l’ostacolo. A suo favore gioca comunque la presa di posizione del gruppo finiano. I futuristi dicono da giorni che senza la reiterabilità sono pronti a dare il via libera al lodo. Sul punto Nino Lo Presti è chiaro: «Senza la norma che renderebbe lo scudo utilizzabile più volte, siamo pronti a votarlo». Di qui l’ottimismo del presidente della Commissione affari costituzionali Carlo Vizzini: «Non so a che punto sia concretamente la trattativa tra Pdl e finiani, ma so che Alfano ha detto ieri che pensa ragionevolmente che non è sui temi della giustizia che ci possa essere una rottura». Staremo a vedere.
Futuro e libertà si prepara comunque a presentare l’emendamento sulla reiterabilità. «Ho sentito pochi minuti fa il presidente Fini – spiega il senatore Saia – ed è chiaro che la strategia che stiamo portando avanti con coerenza non è cambiata in nulla». Eppure Fabio Granata e Carmelo Briguglio continuano a dire che il lodo Alfano andrebbe buttato nel cestino. «Pareri personali», taglia corto Saia. Pasquale Viespoli derubrica le differenze di sensibilità a «incontinenze mediatica». O forse il classico gioco delle parti, per accreditare Futuro e libertà come partito dell’ordine e della legalità. Un compito non facile trovandosi in maggioranza con il partito di un premier discusso come Silvio Berlusconi. I malumori dei finiani potrebbero essere sfruttati dal Pd, che annuncia il possibile voto favorevole a eventuali emendamenti presentati da Fli: «E’ possibile che voteremo gli emendamenti di Futuro e
libertà. Certo, prima dobbiamo vedere le carte», spiega la presidente dei senatori democratici, Anna Finocchiaro, che ha però conferma il «no radicale al provvedimento». Tanto basta ai berluscones per dire che Fini sta con i comunisti. La propaganda è la propaganda, e casomai arrivassero le elezioni…
Come in ogni situation comedy che si rispetti, entrano in scena personaggi che non ti aspetteresti. Il ministro della Difesa e anche triumviro delle libertà Ignazio La Russa interviene sul lodo per dire che «la reiterabilità andrebbe lasciata almeno per una legislatura». Ci è o ci fa? Ci fa, il ministro è un burlone e provoca gli ex colleghi di An. Da parte sua il ministro dell’Interno Roberto Maroni esclude che la stabilità di governo dipenda dal lodo e si dice convinto che il governo non rischia la crisi sullo “scudo” per il premier. «Siete voi che ne parlate ma il lodo Alfano non è l’ombelico del mondo politico…». Vive sulla luna? Ventiquattr’ore fa Berlusconi ha detto a Vespa – sotto forma di anticipazioni dell’ultima fatica letteraria dell’anchorman di “Porta a porta” – che il lodo è indispensabile. Evidentemente c’è un deficit di comunicazione fra palazzo Chigi e i ministeri. La commedia va avanti, oggi una nuova puntata.






























