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Rifiuti e veleni, Campania inquinata da un milione di tonnellate abusive – Il Messaggero

Rifiuti e veleni, Campania inquinata da un milione di tonnellate abusive – Il Messaggero.

NAPOLI (5 ottobre) – Un milione di tonnellate di rifiuti abbandonati tra la provincia di Napoli e quella di Caserta. Si tratta di sacchetti della spazzatura, ma soprattutto di
ingombranti, inerti e speciali.

Il censimento nei settanta comuni dell’area di interesse nazionale del litorale domitio flegreo è stato fatto nel 2009 dal commissariato per le bonifiche: sono stati individuati ben 1.122 siti pieni di monnezza di tutti i tipi. Pneumatici, residui delle lavorazioni edilizie, calcinacci, gabinetti, bidet, mobili, elettrodomestici si accumulano lungo i canali dei Regi Legni, sotto ai cavalcavia dell’asse mediano, nelle strade che portano all’inceneritore di Acerra, sui bordi delle campagne.

Sono 849 mila 236 le tonnellate che secondo il commissariato per le bonifiche ammorbavano nel 2009 i settanta comuni censiti. Se si considera che le amministrazioni sono 196 non si può dubitare che almeno un milione di tonnellate di spazzatura di ogni tipo avvelenava (e avvelena ancora) le due province.

Tra il 2008 e il 2009 si provò a organizzare un intervento straodinario coinvolgendo la Astir e la Iacorossi, le imprese che lavoravano per la Regione. Poi i soldi sono finiti e gli incarichi sono stati sospesi. Le imprese erano riuscite a sollevare solo un centinaio di migliaia di tonnellate, il dieci per cento di quello che bisognava togliere dalle strade. Qualche intervento è stato fatto anche, prima della dichiarata fine dell’emergenza, in collaborazione con l’esercito. Poi più nulla: la struttura operativa lasciata sul campo da Bertolaso dal primo gennaio del 2009 ha ripetuto di non avere più questo compito.

Basta un rapido giro tra Napoli e Caserta per rendersene conto. Basta una gita nella zona dei grandi supermercati che sorgono tra Casoria e Afragola per vedere quanto la terra sia ancora sfregiata. Basta aggirarsi tra Giugliano, Sant’Antimo e Parete per capire che la parola emergenza non ha nessun senso: nella terra dei fuochi il dramma è la quotidianità. L’economia illegale non ha mai smesso di produrre centinaia di migliaia di rifiuti fuorilegge sui quali i cittadini hanno abbandonato a loro volta sacchetti su sacchetti trasformando le strade in enormi sversatoi.

E, ovviamente la situazione non è rosea nemmeno a Napoli dove l’Asia combatte per arginare il mare degli sversamenti illegali, ma spesso viene respinta con perdite. Il bollettino della guerra fornisce cifre da brivido. L’azienda partecipata del Comune recupera ogni mese la bellezza di tremila tonnellate al mese di ingombranti. E poi ci sono gli inerti e i rifiuti abbandonati fuori dei cassonetti: sono altre 40 tonnellate al giorno.

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