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Prostituzione minorile, ecco che ci fanno gli Italiani in Albania! | Aurora

Prostituzione minorile, ecco che ci fanno gli Italiani in Albania! | Aurora.

27 settembre 2010

Questa è una storia che arriva dall’Albania occupata dai “nostri” militari, e poi dalle “nostre” aziende e fabbriche dove la gente veniva e viene sfruttata e sterminata sul lavoro, secondo strategie di sfruttamento pianificate anche dal giuslavorista Marco Biagi (ucciso dalle BR-PCC nel Marzo 2002) al punto tale da disertare le fabbriche in massa. E per questo che le milizie para-militari di Contractors (i colleghi di Maurizio Quattrocchi tanto per intenderci) cominciarono a rapire ragazzi e ragazze nei paesi per costringerli a lavorare nelle fabbriche. Il peggio però doveva ancora arrivare…
Quanto segue è tratto dal libro di Emilio Quadrelli – Evasioni e Rivolte ed. X-Book 2007

Ma potevano muoversi liberamente, come paramilitari, dentro il territorio albanese?
Sì. In realtà in Albania dopo il crollo del vecchio regime non c’era più un vero e proprio stato. C’erano vari gruppi che governavano a loro convenienza dei pezzi di territorio e il governo centrale era un po’ una finta. Le forze paramilitari straniere erano autorizzate a muoversi come volevano perché tutti, governo centrale e i vari poteri locali, ne avevano dei benefici. Formalmente c’era lo stato albanese ma in realtà chi comandava sul serio erano questi che avevano impiantato le loro fabbriche in Albania insieme alle loro milizie private.

A un certo punto, insieme alle operaie più giovani, sei prelevata dalla fabbrica e destinata in un bordello. Quando avviene e perché?
Nel 1998 quando arrivano i soldati italiani in missione in Albania. A quel punto molti imprenditori iniziano a guardare al business del sesso, se arrivano i soldati c’è bisogno di donne e così iniziano a selezionare nelle fabbriche le più giovani. Subito c’è un miglioramento nelle nostre condizioni di vita. Per un mese veniamo esentate dal lavoro, ci danno da mangiare di più e roba di migliore qualità e si preoccupano di far rifiorire i nostri visi e le nostre mani che, specialmente queste ultime, sono martoriate a causa del lavoro. Ci portano anche creme e prodotti di bellezza. Non ci dicono niente, ma non ci vuole molto a capire che quel cambiamento non prelude a nulla di buono.
Se fino al giorno prima ci trattavano come animali da soma terrorizzandoci e dandoci il minimo indispensabile per sopravvivere all’improvviso non possono certo essere diventati dei santi, capiamo in fretta che ci porteranno da qualche parte a fare le puttane. Probabilmente perché siamo tutte molto giovani, quelle prescelte hanno tra i tredici e i diciotto anni, facciamo in fretta a riprenderci, i segni della fatica e dell’abbrutimento spariscono e vengono a imbarcarci. Siamo trentasette ragazze, ci fanno salire su un autobus con i vetri oscurati, insieme a noi salgono sei uomini armati, quattro italiani e due belgi. Davanti e dietro all’autobus ci sono le jeep con gli uomini armati che ci scortano. Non hanno certo paura di noi ma, come vengo a sapere in seguito, le ragazze giovani e anche i ragazzini stanno per diventare una merce preziosa e molto richiesta e per questo il rischio di essere assaliti per strada da qualcuno che si vuole impossessare del carico non è da scartare. Episodi simili ho saputo che ne sono successi parecchi.

In che modo vi convincono a diventare delle prostitute?
Con il terrore. Veniamo portate in questo posto che diventerà la nostra dimora dalla quale non è possibile allontanarsi e alcune di noi prese a caso, sotto gli occhi di tutte vengono violentate da una quindicina di paramilitari. Subito dopo ci spogliano nude e ci ammassano in un cortile, quindi vanno a prendere i cani e ce li aizzano contro. Non ci fanno mordere perché stanno attenti che i denti non si avvicinino troppo, ma ci dicono molto chiaramente che se non facciamo bene il nostro lavoro non ci penseranno un momento a buttarci in pasto ai cani. Ci dicono chiaramente che non dobbiamo fare storie e mostrarci disponibili ed entusiaste verso qualunque richiesta.
Una frase che ci viene detta poco dopo rende tutto molto chiaro: “Voi non siete qua per fare le troie, voi siete qua perché siete delle troie e come tali dovete comportarvi. Dovete far divertire i soldati come se anche voi vi divertiste. Come farlo sono cazzi vostri ma trovate il modo perché i cani hanno fame e la carne cruda gli piace parecchio.” Per tutte noi inizia un periodo di totale abbrutimento. Qualcuna non regge e finisce con il togliersi la vita. Un paio, invece, muore nelle orge. Non ci sono limiti. Su e con noi tutti possono fare quello che gli pare. Ti può bastare quello che succede in seguito alle ragazze che, per il troppo lavoro o perché non più giovani, per non più giovani si intende quelle sopra i venticinque anni, vengono spedite nei bordelli speciali. Sono posti frequentati solo da sadici dove le ragazze sono sottoposte a torture e supplizi di ogni tipo. Periodicamente, nei bordelli, c’è un’ispezione e quelle che sono un po’ troppo sciupate vengono mandate a quello che è detto il capolinea. Chi esce da lì non potrà mai dimenticare, neppure volendolo. Le ferite, le piaghe e le bruciature ricevute nei giochetti se li porteranno dietro finché campano.

La tua storia nei bordelli per militari continua nonostante la fine della “missione italiana“. Cosa succede?
Intanto la missione finisce ma la presenza militare, anche se ridotta, continua e poi a quel punto il giro dei bordelli funzionava talmente bene che iniziano ad essere frequentati anche da civili. Sono turisti, per lo più europei ma ci sono anche americani e molti arabi che arrivano con dei viaggi appositamente organizzati. La possibilità di praticare sesso estremo senza problemi attira un pubblico internazionale. Prima per avere occasioni del genere dovevano spostarsi fino in Asia o in Sud America mentre adesso, per gli europei, è possibile addirittura organizzarsi un week-end di sesso senza regole senza troppi sbattimenti. Quindi per un certo periodo, si passa da un pubblico prevalentemente di militari a uno di civili.
L’Albania è una terra di conquista per tutti e ognuno viene a farci quello che vuole, soprattutto quello che nel suo paese è considerato addirittura un crimine. Con l’arrivo dei civili aumenta la richiesta di ragazze e ragazzi giovani. Noi, anche se siamo quasi tutte sotto i diciotto anni, cominciamo ad essere considerate vecchie perchè i civili vogliono soprattutto ragazzini e ragazzine tra i dieci e i tredici anni. Per questo noi che siamo più grandi continuiamo a essere offerte ai militari che ci preferiscono. Poi scoppia la guerra del Kosovo e i bordelli per militari hanno una grossa impennata. Infatti noi veniamo trasferite a una base della Nato.

fonte : http://sitoaurora.splinder.com/post/23368230/prostituzione-minorile-ecco-che-ci-fanno-gli-italiani-in-albania

 

 

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