Notte di paura in centro, in azione commando di 10 persone
Provincia, conclusa l’occupazione dei sindaci vesuviani
NAPOLI (28 settembre) – Un autocompattatore di rifiuti della ditta Enerambiente è stato dato a fuoco a Napoli da una banda di una decina di persone con il volto coperto da caschi. Il fatto è successo la scorsa notte in via Pasquale Scura (FOTOGALLERY), nel quartiere di Montesanto, nei vicoli di Spaccanapoli.
L’addetto alla raccolta è sceso dal mezzo per effettuare il prelievo dei rifiuti quando ha avvertito un botto e visto il successivo incendio che ha progressivamente distrutto la cabina di guida del veicolo.
Commando in azione. Una decina di persone, con il capo coperto da caschi, si sono allontanate velocemente subito dopo il fatto. Nell’incendio sono state danneggiate due auto parcheggiate nella zona e annerite le pareti di un edificio vicino a dove era stato parcheggiato l’autocompattatore. Danneggiati anche i cavi dell’elettricità poi riparati. I resti della molotov si sono confusi tra i detriti dei vetri del parabrezza della cabina di guida del mezzo.
Paura tra i residenti. L’esplosione ha provocato grande paura tra i residenti della zona che si sono affacciati ai balconi per capire da dove provenisse il boato. Proprio la settimana scorsa in un raid erano stati danneggiati una cinquantina di mezzi, sempre della Enerambiente, una delle società che si occupa della raccolta a Napoli.
Conclusa occupazione Provincia. Si è conclusa l’occupazione da parte dei sindaci vesuviani della sede della giunta provinciale di Napoli. La decisione al termine di un incontro con il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro e l’assessore all’Ambiente, Giuseppe Caliendo.
Si studia alternativa a Terzigno. L’istituzione di un tavolo tecnico permanente per trovare tutte le possibili alternative alla apertura della seconda discarica di Terzigno, in località Cava Vitiello. È la decisione emersa dall’incontro tra il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, l’assessore all’Ambiente, Giuseppe Caliendo e i sindaci della zona vesuviana al termine del quale i primi cittadini hanno posto fine all’occupazione della sala dell’ente. Il tavolo tecnico sarà composto dal presidente della Provincia, Luigi Cesaro, i sindaci dei comuni dell’area vesuviana interessati all’apertura della seconda discarica, dalla Sapna, la società provinciale che dovrà gestire il ciclo integrato dei rifiuti e dalla Regione Campania. Il tavolo tecnico si riunirà per la prima volta giovedì prossimo alle 18 nella sede della Provincia, in piazza Matteotti.
Maroni: gestiamo emergenza con prudenza. Le forze dell’ordine stanno gestendo «con prudenza» la nuova emergenza dei rifiuti a Napoli «per evitare incidenti e garantire il regolare svolgimento delle operazioni di raccolta». Così il ministro degli Interni Roberto Maroni ha risposto alle domande dei giornalisti. Alla domanda se gli enti locali siano in grado di fare fronte alla situazione oppure si renda necessario di nuovo l’intervento del governo, come nella crisi del 2008, Maroni ha risposto: «Il governo non è mai andato via. C’è ed è presente. Esiste un piano approvato dal Parlamento che deve essere attuato – ha proseguito il titolare degli Interni – deve essere un’azione comune, coordinata tra governo centrale e governi del territorio. Funziona così perché le cose vadano bene. E deve applicarsi anche qui. Non si capisce perché qui questo sistema non possa funzionare».
Lepore: la camorra? È un alibi. Il procuratore della Repubblica di Napoli, Giandomenico Lepore, ribadisce che non c’è nessuna prova della mano della camorra nelle violenze degli ultimi giorni ed aggiunge che «l’alibi della camorra serve a giustificare tante cose». Il procuratore ha avuto un breve e cordiale incontro con il ministro degli Interni Roberto Maroni, intervenuto ad una manifestazione organizzata dall’Unione industriali di Napoli. Ai giornalisti ha detto: «L’emergenza rifiuti è cominciata 16 anni fa, ed io ho sempre sostenuto che non è mai finita. Si sarebbe dovuta fare la raccolta differenziata e si sarebbero dovuti costruire i termovalorizzatori, cose che non sono state fatte. L’emergenza non si può risolvere con le discariche, che vanno ad esaurimento, bisognava costruire i termovalorizzatori ma fino ad oggi ho sentito solo parole ma non ho visto mettere pietre». Alla domanda se enti locali e governo abbiano fatto la propria parte fino in fondo, Lepore ha risposto: «Certo non tutto quello che doveva essere fatto è stato fatto, a cominciare dal governo».
Ma neanche i commissari straordinari hanno funzionato, secondo il procuratore. «Abbiamo avuto 14 anni di commissariato straordinario, ed un numero notevole di commissari, ma si tratta del secondo alibi. In realtà a Napoli forse sono scomparsi i sacchetti dei rifiuti dalle strade, ma in provincia non sono mai scomparsi». Infine alla domanda di un giornalista sulla presenza di gruppi «anarco-insurrezionalisti» Lepore ha replicato: «Non si può dire secondo le prime analisi. Le reazioni nei confronti dei camion della raccolta avvengono sempre»































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