Torna Emergency a Lashkar-Gah – Corriere della Sera.
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| Soldati afghani davanti all’ospedale (Ap) |
MILANO – Riapre i battenti il centro chirurgico di Emergency a Lashkar-Gah, chiuso nello scorso aprile scorso dopo il ritrovamento di armi e dopo l’accusa a tre volontari italiani di essere collaboratori dei talebani. «Oggi è una bella giornata» dice Gino Strada.
Un team composto da un chirurgo, due infermieri e un logista internazionale e da 140 afghani, tra personale medico, amministrativo e ausiliario, ha ripreso possesso della struttura dopo che una delegazione di Emergency guidata da Gino Strada, aveva incontrato lunedì scorso il governatore della regione di Helmand per verificare la possibilitá di riapertura.
STRADA: «ASSICURATA PIENA AUTONOMIA» – «Oggi è una bella giornata – ha osservato Strada in collegamento telefonico dall’Afghanistan – e siamo arrivati con fatica a questo momento. Siamo riusciti a capire quale era l’umore della gente che aveva bisogno che l’ospedale riaprisse e che non voleva fosse tolto a loro per motivi forse politici. Abbiamo ricevute le scuse ufficiali da parte del governo afghano e questo dimostra che evidentemente si è trattato di un episodio oscuro». «Al governatore di Lashahk-Gah – ha proseguito Strada – abbiamo fatto le nostre richieste tra le quali il libero accesso per i feriti alla struttura e che l’ospedale debba essere rispettato da tutti, così come deve essere per sua natura un luogo neutrale dove non si esercita violenza. Abbiamo anche ribadito che è impensabile che un ospedale sia sotto il controllo di una forza militare e che l’accesso alle cure sia filtrato da qualcuno e su questo il governatore si è detto d’accordo con noi». «Abbiamo avuto un incontro con il nuovo capo della sicurezza perché quello precedente è stato rimosso, e ci ha garantito piena collaborazione e pieno rispetto dell’autonomia dell’ospedale. Un ospedale – ha sottolineato Strada – che abbiamo ritrovato in una situazione disastrosa, pieno di sabbia ma senza che, tuttavia, vi fosse stato alcun furto».
ATTEGGIAMENTO SERVILE DELL’ITALIA NELLA VICEBDA DELL’ARRESTO – Nella vicenda dell’arresto dei tre operatori di Emergency e della chiusura dell’ospedale di Lashkar-Gah il Governo italiano ha dimostrato un «atteggiamento servile» nei confronti degli alleati coinvolti. A distanza di tempo ne resta convinto Gino Strada che ha riferito di aver parlato nei giorni scorsi con l’ambasciatore britannico nel paese asiatico per chiarire il coinvolgimento dei militari inglesi nella chiusura dell’ospedale di Emergency (furono infatti alcuni soldati britannici a prelevare i tre operatori italiani). Se si fosse verificata una situazione contraria – ha ragionato Strada – e cioè «se fossero stati dei militari italiani a prelevare degli operatori inglesi, il governo inglese avrebbe subito convocato l’ambasciatore italiano: ma da noi non usa, il nostro governo è più servile».






























