Quotidiano Net – Fiat: la newco per Pomigliano fuori da Confindustria
Quotidiano Net – Fiat: la newco per Pomigliano fuori da Confindustria.
Roma, 29 luglio 2010 - Via libera a ‘Fabbrica Italia Pomigliano’, la newco registrata dalla Fiat il 19 luglio alla Camera di commercio di Torino, che non fa parte di Confindustria.. Il Lingotto ha comunicato ai sindacati firmatari dell’accordo per lo stabilimento ‘G. Vico’ di Pomigliano che da fine settembre i lavoratori saranno riassunti dalla nuova società. Nella newco, controllata da Fiat Partecipazioni, confluiranno anche i circa mille lavoratori della Ergom, azienda dell’indotto Fiat. E’ quanto riferiscono i sindacati di categoria al termine dell’incontro che si è svolto all’Unione industriali di Torino. All’incontro non ha partecipato la Fiom.
La casa automobilistica torinese ha comunque dato formale disdetta degli accordi sul monte ore di permessi sindacali. La decisione avrà effetti a partire dalla fine del 2010.
LA NEWCO PER POMIGLIANO
Ai lavoratori di ‘Fabbrica Italia Pomigliano’ non sarà dunque applicato il contratto nazionale dei metalmeccanici. Resta comunque vincolante per l’azienda riassumere tutti i lavoratori in organico, con l’eccezione di quelli in mobilità, ai quali sarà garantita la continuità di trattamento per quanto riguarda l’anzianità.
“La responsabilità di tutto ciò – ha commentato il leader della Uilm Campania, Giovanni Sgambati – è di quelle organizzazioni (Fiom, ndr) che si sono opposte al progetto Pomigliano.
Nonostante ciò, saremo in grado di tutelare occupazione, reddito e normativa individuale. E non è da escludere di poter avere addirittura condizioni economiche migliori per i lavoratori”.
Cominceranno da settembre gli incontri tra Fiat e sindacati per declinare le allocazioni delle vetture previste dal piano industriale nei diversi stabilimenti italiani del gruppo. Lo ha detto il segretario generale della Fismic, Roberto Di Maulo al termine dell’incontro all’Unione industriale di Torino.
Per il sito di Pomigliano il Lingotto investirà circa 700 milioni di euro per poter produrre dalla metà del prossimo anno la nuova Panda. Di Maulo ha sottolineato che “sono partiti tutti gli ordini degli investimenti e ad agosto si procederà a ripulire l’area che dovrà ospitare la nuova lastratura per la Panda. Non ci saranno licenziamenti, tutto il personale passerà alla newco”. A settembre saranno definite le regole contrattuali della newco e verrà sottoposta ai 5.200 lavoratori la lettera di riassunzione, man mano che ci saranno le esigenze produttive. Quindi, per un periodo, una parte dei dipendenti continuera’ a far parte di Fiat Group Automobiles per produrre l’Alfa 159.
STAND BY SU CONFINDUSTRIA
C’è tempo due mesi per evitare l’uscita di Fiat da Confindustria. Lo ha confermato il segretario generale della Fismic, Roberto Di Maulo, parlando con i giornalisti al termine dell’incontro tra azienda e sindacati a Torino. “Nel corso della riunione – ha spiegato Di Maulo – ci è stata letta la lettera che ci avrebbero consegnato oggi se non fosse intervenuto l’accordo tra Marchionne e Marcegaglia di ieri a Roma. La lettera riguarda l’uscita della Fga da Confindustria e di conseguenza alle regole del contratto collettivo. La lettera – ha aggiunto ancora Di Maulo – è sospesa per due mesi e se non interverranno fatti nuovi al 31 ottobre ci sarà consegnata. C’è tempo due mesi per creare una regolamentazione che impedisca l’uscita di Fiat da Confindustria. Tutto questo – ha concluso – voglio ribadirlo è fatto per difendere l’accordo di Pomigliano. Se la Fiom aderisce non ce ne sarebbe bisogno”.
LA DISDETTA DELL’ACCORDO AZIENDALE
La disdetta dell’accordo aziendale sui permessi sindacali annunciata oggi riguarda tutta Fiat Group Automobiles. Lo ha spiegato l’azienda ai sindacati nell’incontro all’Unione Industriale di Torino. L’intesa, che risale al 1971 sara’ valida fino al 31 dicembre. Entro l’anno dovrebbe esserne definita una nuova con l’obiettivo di ridurre in modo significativo il numero di ore di permessi considerato eccessivo dall’azienda.
SACCONI
“Fiat non rinuncia ad essere associata a Confindustria. Non cerca strade al di fuori delle relazioni industriali”, ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, commentando l’incontro con le parti sociali che c’è stato ieri a Torino. Sacconi si è detto “molto soddisfatto perché l’incontro ha riconfermato che c’e’ una piattaforma riformista pronta a sostenere politiche di investimento nel nostro Paese”. Questa piattaforma, ha aggiunto Sacconi, “è fatta da tutte le grandi organizzazioni sindacali. Vorrei pero’ che vi partecipasse anche la Cgil e mi auguro che vorrà riflettere sulla propria autoesclusione. Ma questa piattaforma c’è perché la Confindustria ha saputo offrire un ombrello adeguato alla Fiat”.
Il ministro del Lavoro ha sottolineato come tutte le sigle, eccetto la Cgil abbiano “offerto una responsabilita’ sindacale, intenzionate a condividere le fatiche ma anche i risultati. Perché poi – ha precisato – devono salire anche i salari e i salari a Pomigliano salgono, nella misura in cui sono figli di accordi aziendali anche detassati”.
Sacconi ha anche spiegato che la richiesta dell’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, di un’adesione netta al piano dell’azienda, emersa dall’incontro di ieri, era rivolta “a un sindacato (la Cgil, ndr) perché con gli altri aveva già trovato un’intesa che è quella di Pomigliano che era il terreno più difficile. Il problema – ha sottolineato ancora il ministro del Lavoro – e’ di un’organizzazione che ancora non ha sciolto alcuni nodi e che ha un approccio ideologico”.
Secondo Sacconi “si va sempre piu’ attuando il nuovo modello contrattuale, quello non a caso non sottoscritto dalla Cgil. Un modello che ci dice che il contratto nazionale è una cornice leggera di diritti fondamentali entro cui ci deve essere molta duttilita’, adattabilità tra le parti”.



















