Fini nel mirino. Del Giornale intanto. Nel giorno in cui i propositi di guerra del Cavaliere rimbalzano sulle prime pagine dei quotidiani, Feltri getta nel campo del Presidente della Camera la palla della questione morale che i finiani avevano lanciato in quello berlusconiano. «Un appartamento lasciato in eredità ad An finisce a una misteriosa finanziaria estera – spiega l’avvertimento bomba – Ora ci abitano i familiari del presidente della Camera». Prima puntata di un’inchiesta giornalistica a orologeria che i finiani interpretano alla stregua di un «messaggio paramafioso» contro il quale Fini avrebbe già disposto querela. Nella contesa tra confondatori volano gli stracci e si diffondono veleni. Ma non per questo la strada della separazione può considerarsi «obbligata». Lo dimostrano le dichiarazioni rilasciate al Foglio dal Presidente della Camera che invitano Berlusconi a resettare tutto, senza risentimenti». Infuriato dai «niet» dell’ex leader di An, che avrebbe rifiutato, nei giorni scorsi, la sua «mano tesa», il premier promette una resa dei conti ad horas della quale sarebbero già state fissate le tappe. Le indiscrezioni sapientemente divulgate fissano il ciak si gira nell’Ufficio di presidenza convocato per domani e annunciano un documento che darebbe l’ok all’espulsione dal Pdl di Italo Bocchino, Fabio Granata e Carmelo Briguglio, se non addirittura dello stesso Fini (?), saltando perfino il passaggio dei probiviri. Lo Statuto, interpretano, prevedrebbe la possibilità che l’organismo presieduto da Berlusconi possa decidere l’espulsione in caso di «infrazione disciplinare» o di «atto comunque lesivo della integrità morale del P.L. o degli interessi politici dello stesso». Questa strada, in ogni caso, esporrebbe il Cavaliere a ricadute d’immagine «ben poco liberali» . C’è da ricordare, tra l’altro, che il Presidente della Camera – in omaggio alla carica che ricopre – non ha la tessera di partito e che lo stesso Granata ne sarebbe sprovvisto, visto che nel Pdl il tesseramento è stato solo avviato. Guardano lontano, quindi, i finiani che prevedono domani una sorta di pre-ultimatum che eviterebbe a Berlusconi «il rischio di infilarsi in un vicolo cieco»? Quale sarà, al di là dei tamburi di guerra che risuonano in queste ore, la natura del «chiarimento» che anche Denis Verdini, ieri, metteva in calendario una volta archiviata la manovra di bilancio? Un documento politico, che censuri duramente il comportamento di Fini e dei suoi, non potrebbe bastare a costringere il Presidente della Camera ad abbandonare il partito. L’ex leader di An, tra l’altro, ha ripetuto a chiare lettere che non abbandonerà il Pdl che ha cofondato. All’ira di Berlusconi, in sostanza, si contrappone la sfida di Fini: «vediamo come fanno a cacciarmi…». Nel marasma pidiellino di queste ore va registrato il tentativo di «bloccare lo scontro dei treni» operato da Gianni Letta e Niccolò Ghedini. Che, tuttavia, non sembrano ottimisti sulla possibilità di frenare l’ira incontenibile del Cavaliere.
LA TELEFONATA DI LETTA A FINI
Letta, ieri, ha contattato Fini per proporre un incontro riservato tra cofondatori. Il Presidente della Camera, in un primo tempo, avrebbe risposto negativamente. Poi, però, avrebbe ritelefonato al sottosegretario per rendersi disponibile. In serata, infine le dichiarazioni diffuse dal Foglio di Ferrara: «Berlusconi e io dobbiamo onorare gli impegni con gli italiani». Rimanevano ugualmente vaghe, però, le voci che vorrebbero l’Ufficio di presidenza azzurro di domani pronto a mettere da parte «intenti espulsori» per approvare un accorato «appello per l’unità del partito». Le indiscrezioni che trapelano dai suoi, però, descrivono un Berlusconi intento a mostrare i muscoli e a far capire in giro che il capo non teme di andare fino in fondo nella contesa con Fini. Ieri ha incontrato i Liberaldemocratici, eletti e poi usciti dal centrodestra, e ha proposto loro di rientrare nei ranghi, «per tamponare – spiegano – la cacciata dei finiani». Incontrando gli ambasciatori alla Farnesina, poi, Berlusconi ha assicurato che l’esecutivo «è saldo» e che, se ci dovesse essere «una divaricazione» nel Pdl, lui si sente «sereno» perché «i numeri sono abbondanti e non c’è nessuna possibilità per una maggioranza o un governo diverso». Un’assicurazione anche per Bossi, questa, Ieri, profetizzando che Fini e Berlusconi andranno «ognuno per la sua strada», il Senatur aveva avvertito il Cavaliere che una eventuale rottura nel Pdl non potrà comportare «elezioni anticipate» contro le quali sarebbe pronto anche a fare patti «con il diavolo». La strategia anti Fini del Cavaliere prevedrebbe, anche, un discorso al Senato contro l’uso della giustizia «ad orologeria». Che determinerebbe quel «clima avvelenato» che alimenterebbe «le mille difficoltà» del premier. «Da 16 anni sono perseguitato dai giudici – ha ripetuto ieri – La mia è stata anche una resistenza eroica…»
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Articolo di prima sul tuttibile, dove però si dimostra quel che si va dicendo da tempo…Fini, non è un gigante della politica, non è il salvatore della patria, non è amico dell’opposizione e, soprattutto, non è disponibile, se non alle sue condizioni ad avventure molto diverse da quella che sta… intraprendendo. Il suo fine è , comunque. l’annullamento dell’opposizione ed era e resta uno dei pensatori, un fondatore di quello che adesso è il PDL. Solo un’opposizione senza nerbo e senza idee può attribuirgli intenzioni diverse e predisporsi al sacrificio conrteggiandolo. La P3 è quanto di peggio, ma il potere la tratta come la Mafia…”non esiste” perchè è strutturata nel medesimo segno ed ha il medesimo senso, quindi semplicemente non c’è. Io, personalmente farei attenzione, perchè mentre Il sig Bersani fa dichiarazioni azzardate su colonne e punti d’arrivo…Il Governo della Vergogna continua a tritare democrazia, avvicinandoci ogni giorno di più ad una soluzione “di forza”. Sinceramente questa opposizione mi appare impreparata ad un’evenienza di questa portata, anzi, ancora mi sembra molto sbilanciata in modo “collaborativo” e inguaribilmente “condivisorio” soprattuto culturalmente, lo definirei succube. D’altra parte l’Imperatore Buffone orami possiede o controlla tutte le fonti di Pseudo-Kultura…e non mi sembra che di alternativo si stia elaborando alcunchè…anzi la soluzione proposta è sempre e solo la condivisione…No Grazie!(giandiego)




























