In Usa e Uk si sperimenta l’uso della tecnologia per prevenire i crimini – LASTAMPA.it.
| FEDERICO GUERRINI | |
Il software è stato testato a lungo nell’area di Memphis, Tennesee, dove secondo il dipartimento di polizia, il suo utilizzo ha contribuito a ridurre del 30 % nel complesso i reati e del 15 % quelli di tipo violento, contribuendo anche tenere alto il morale degli agenti, aumentando il numero di arresti effettuati e dando un nuovo senso al loro lavoro. “È uno strumento che serve a combattere il crimine in maniera attiva, piuttosto che intervenire quando i reati si sono già verificati. Serve a far trovare i poliziotti sul posto nel momento in cui i delitti vengono commessi – ha spiegato John Williams, dell’Unità di Analisi del Crimine di Memphis”. Visto il successo, Crush sta venendo testato ora anche da due distretti di polizia inglesi, i cui nomi non sono stati resi noti. Accanto agli indubbi vantaggi della tecnologia, come sempre, ci sono alcuni lati oscuri, legati a particolari utilizzi dei modelli statistici predittivi. In Florida, ad esempio, il Dipartimento di Giustizia sta cominciando a usare un software di questo tipo per “predire” quali fra i giovani criminali abbiano più possibilità di essere recidivi. Lo scopo è quello di inserire i soggetti più a rischio in appositi programmi di recupero, in modo da assicurarsi che non abbandonino la retta via. I difensori dei diritti civili fanno notare però, che l’uso di questo tipo di programmi di analisi potrebbe minare alla base uno dei principi alla base della civiltà giuridica, quello della presunzione di innocenza. Altre preoccupazioni derivano da un annuncio della stessa Ibm secondo cui in futuro, fra i dati da dare in pasto ai software predittivi saranno inclusi anche le riprese di telecamere posizionate in luoghi pubblici e i commenti sui social network, come i post di Facebook. Una società in cui ogni comportamento viene schedato e analizzato per individuare possibili illeciti, sembra ormai dietro l’angolo. |
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