Divergenze a bordo sulla meta
secondo Gerusalemme
sembra diretta a el-Arishembra 
La nave con gli aiuti libici per Gaza “Amalthea” sembra aver fatto rotta sull’Egitto, dopo che la Marina israeliana aveva minacciato di intervenire per impedirle di violare il blocco navale attorno alla Striscia.
I radar israeliani hanno mostrato che l’Amalthea di starebbe avvicinando da sud-est al porto di El-Erish, l’approdo suggerito dai mediatori. Il comandante si è però finora rifiutato di rispondere alle autorità israeliane che via radio gli hanno chiesto in inglese e in spagnolo di comunicare la sua destinazione. La Fondazione Gheddafi, che aveva insistito di voler portare gli aiuti direttamente a Gaza e non in un altro porto, non ha ancora confermato il cambiamento di rotta. La radio israeliana ha riferito che l’uomo d’affari ebreo e austriaco Martin Schlaff sta mediando tra il governo israeliano e la Fondazione libica. Nella notte la nave si era fermata per un guasto ai motori.
Poco dopo la mezzanotte il capitano cubano della nave, Antonio, ha comunicato che i suoi meccanici stavano tentando di riparare un guasto al motore principale. Questa mattina è ripartita, sempre seguita da otto Marina israeliana. Secondo fonti israeliane potrebbe esserci stato disaccordo tra il 12 membri dell’equipaggio, più prudenti, e la decina di attivisti filo-palestinesi determinati a sfidare Israele. Il cargo libico Amalthea non ha cambiato rotta e si dirige ancora alla volta di Gaza per distribuire gli aiuti alla popolazione palestinese, riferisce però l’associazione di beneficienza guidata dal figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Seif al Islam. In precedenza l’intelligence egiziana aveva confermato che la nave aveva accettato, dopo l’ultimatum israeliano, di attracchare domani nel porto egiziano di El-Arish. Poco dopo la mezzanotte, infatti, il capitano cubano della nave, Antonio, aveva comunicato che i suoi meccanici stavano tentando di riparare un guasto al motore principale.




























