Riunione nella tenda di Gheddafi a Tripoli. A sinistra, i primi ministri di Malta, Lawrence Gonzi, e d’Italia, Silvio Berlusconi. A destra, il primo ministro libico con il ministro spagnolo Miguel Ángel Moratinos.
Ma chi ha strappato alla prigionia libica l’imprenditore svizzero, in galera come ritorsione all’arresto a Ginevra di un Gheddafi junior manesco con la servitù? Per l’Italia, merito di Berlusconi. Il Tempo dedica la lapide della prima pagina alle glorie di «Silvio l’Africano». Anche Repubblica si inchina. E ogni giornale e ogni tv esaltano l’amicizia col colonnello e fanno dire al suo primo ministro che i due leader carismatici non li ferma nessuno.
Ma Spagna e Svizzera pubblicano altri documenti. Moratinos, ministro degli esteri di Zapatero, per mesi ha tessuto la trama della liberazione e nei tre giorni finali si è insediato a Tripoli dove all’ultimo momento accorre il Berlusconi reduce dal trionfo della Bulgaria. La Spagna è presidente di turno d’Europa e la Svizzera le ha affidato la mediazione. Firmati gli accordi preparati da Moratinos e da Micheline Calmy-Rey, ministra degli esteri di Berna, l’avventura si conclude sotto la jaima di Gheddafi, tenda personale.
Fotografie che fanno capire cosa è successo. Gheddafi e Moratinos a capo tavola. In ogni immagine stanno parlando. Più lontano il Cavaliere che sorride a Lawrence Gonzi, primo ministro di Malta. E poi racconta e racconta mentre Gonzi ascolta con la faccia di circostanza. Finita la cerimonia, Moratinos e Micheline Calmy-Rey corrono all’aeroporto dove li aspetta il prigioniero liberato. Assieme volano sul Falcon verso Zurigo mentre Berlusconi spiega ai giornalisti: «Tutto merito mio». Non trattenendo l’amicizia, Gheddafi vuol far di più: gli regala tre barche e tre equipaggi italiani pescati a pescare nel mare della Libia. Più trionfo di così.
Questa è la traduzione dell’articolo di El Pais sulla liberazione di Goeldi, da cui risulta la completa estraneità di Berlusconi alla liberazione dell’uomo d’affari svizzero.
Moratinos esce dalla libia con l’imprenditore svizzero Göldi
Il ministro degli Esteri Miguel Angel Moratinos, e il suo omologo svizzero, Micheline Calmy-Rey, sbarcati all’alba di Domenica a Zurigo accompagnati a casa di Max Göldi, l’imprenditore arrestato in Libia.
I due ministri europei hanno trascorso la Domenica di Tripoli per siglare la fine di una lunga trattativa che concluso il calvario di due anni Goeldi.
Il governo libico ha chiesto come parte della transazione, che Göldi lasciasse il paese allo stesso modo in cui entrò, così ha dovuto prendere un volo commerciale della Tunisair.
Gheddafi in tenda con i due ministri europei ha ricevuto i primi ministri di Italia, Silvio Berlusconi, e di Malta, Lawrence Gonzi, che erano venuti in Libia per altri problemi.
L’origine della crisi è l’incarcerazione a Ginevra per un paio di giorni nel luglio 2008, di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico accusato di maltrattamento di due domestici. Pochi giorni dopo è stato arrestato a Tripoli Goeldi. Inoltre, il regime libico ha ritirato 5.800 milioni di euro dalle banche svizzere, annullato le forniture di petrolio e negato i visti per i cittadini di 29 paesi europei per ritorsione. Göldi non ha lasciato carcere fino allo scorso giovedì.
I termini dell’accordo per la liberazione di Göldi includono la creazione di un tribunale per indagare sulle circostanze dell’arresto di Hannibal Gheddafi. Ci sarà anche un risarcimento per la pubblicazione delle sue foto in carcere al tribunale di Ginevra per le quali il ministro svizzero ha chiesto scusa.
fonte: http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=40111035832964ba



























