Per un euro era stata comprata due anni fa. E per un euro La Tribune è stata venduta ieri, quando il capitano dell’editoria low cost francese Alain Weill ha gettato la spugna e ne ha ceduto il 78% del capitale all’attuale direttrice generale, Valerie Decamp.
PREZZO SIMBOLICO
Non gli è riuscito il rilancio del quotidiano economico che, solo nel febbraio 2008, aveva rilevato dall’impero del lusso Lvmh di Bernard Arnault, suscitando tante speranze quante preoccupazioni tra i giornalisti della testata.
Dopo anni di declino e perdite accumulate per 45 milioni, alla Tribune si sperava in una stagione di sviluppo e investimenti, soprattutto per la fama da innovatore di Weill, amministratore delegato di Next Radio, proprietario di una fabbrica multimediale d’informazione con le radio Rmc Sport e Bfm e la rete televisiva Bfm. Ma si temeva per l’organizzazione da catena di montaggio delle redazioni e per l’indipendenza della linea editoriale (il vecchio proprietario Arnault, dopo aver comprato il più importante giornale finanziario francese, Les Echos, nel vendere La Tribune per ragioni di antitrust si era praticamente scelto il concorrente).
IMPEGNO TOTALE
Speranze e preoccupazioni ormai superate e sostituite da nuovi e più pressanti timori. Weill, che pure conserverà il 20% del giornale, ha ceduto la proprietà per un prezzo simbolico. E ha giustificato la propria uscita di scena per mancanza di tempo, dicendo che «sviluppare il quotidiano significa un impegno totale», ma assicurando che «quale azionista di maggioranza, Valerie Decamp avrà i mezzi e il tempo per un aumento di capitale». I 10 milioni di liquidità nelle casse del giornale, infatti, dovrebbero garantire un periodo di dodici mesi per trovare i nuovi investitori necessari.
Le argomentazioni del presidente, manco a dirlo, non hanno convinto i dipendenti e i giornalisti della testata che si sono detti «estremamente delusi». A mostrare un atteggiamento positivo è stata invece la nuova presidente della Tribune: «È una sfida formidabile, e il mio impegno personale è totale» ha assicurato la Decamp.




























