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Evasori, arriva in Italia la lista Falciani Consegnato il faldone con 7000 nomi – Corriere della Sera.

MILANO – È già nelle mani della Guardia di Finanza il faldone con i nomi di settemila e oltre correntisti italiani sospettati di evasione fiscale. L’elenco fa parte della lista sottratta dall’ex dipendente Hervé Falciani alla divisione svizzera di Hsbc. Le Fiamme gialle sono entrate in possesso del faldone a Parigi e lo stanno riportando in Italia. La lista con i nomi dei presunti evasori italiani è stata consegnata dal procuratore di Nizza, Eric de Montgolfier al ministro della Giustizia francese e quindi preso in consegna dagli uomini della Guardia di Finanza. Lo ha confermato lo stesso magistrato d’Oltralpe: «Abbiamo avuto l’ordine di elaborare l’elenco dei nomi italiani dalla lista, che contiene migliaia di nominativi. Abbiamo proceduto a estrarre i nominativi e li abbiamo consegnati alle autorità».

CORRENTISTI USA, TEDESCHI E GB – Analoga procedura ha riguardato le liste di correntisti americani, inglesi e tedeschi, che saranno consegnate alle autorità dei rispettivi Paesi. Alla lista di nomi italiani si è interessato per primo il Procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, che ne ha fatto richiesta al suo collega de Montgolfier per valutarne gli eventuali profili penali. Sarà ora l’Agenzia delle Entrate, a prescindere dagli aspetti giudiziari, a procedere ad un’analisi approfondita sui soggetti da cui può nascere un eventuale accertamento fiscale. Le indagini del Procuratore francese si stanno svolgendo in collaborazione con lo stesso Falciani (doppia nazionalità: francese e italiana), che, trasferitosi in Francia, ha contribuito a decifrare i dati sottratti e sequestrati dalle autorità d’Oltralpe, dopo la denuncia depositata dalla stessa Hsbc.

LE MANI SU 120MILA NOMI – Nel periodo in cui lavorava per la filiale di Ginevra della banca, il tecnico informatico è riuscito a mettere le mani sui dati di oltre 120mila conti correnti dell’istituto, con l’intenzione di offrirli ai governi interessati. L’apertura dell’inchiesta a Nizza deriva dalla convinzione che diverse persone che risiedono nella regione abbiano aperto conti nella banca di Ginevra per riciclare denaro sporco. (Fonte Adnkronos)

18 maggio 2010

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