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| Luigi Spagnolli, riconfermato sindaco per il centrosinistra a Bolzano (Ansa) |
BOLZANO – Grazie all’alleanza con la Sudtiroler Volkspartei il centrosinistra resta saldo al governo del comune di Bolzano. Il sindaco uscente, Luigi Spagnolli, ha infatti superato la soglia del 50% dei consensi, perlomeno stando allo spoglio dei tre quarti delle schede. Con 64 sezioni scrutinate su 80, Spagnolli risulta avere ottenuto il 50,41%, nettamente in vantaggio rispetto al candidato del centrodestra Robert Oberrauch che si attesta al 34,42%.
«A Bolzano il centrodestra sta pagando per la frammentazione del Pdl, dove in questi giorni è successo di tutto» – ha commentato il governatore Svp dell’Alto Adige Luis Durnwalder -. Di fronte a questa situazione mi sarei stupito se l’elettorato avesse ancora sostenuto i partiti di questa destra». Sulla performance tutto sommato bassa della destra di lingua tedesca nel capoluogo, con i Freiheitlichen che non sembrano superare il 2%, Durnwalder ha detto che «evidentemente gli elettori si rendono conto della differenza che c’è tra le promesse e la realtà dei fatti». Per il governatore, a livello provinciale, «le comunali sono andate molto bene, anzi benissimo». «La Svp ha perduto 2 sindaci in periferia, ma in cambio ne ha guadagnati altri 4. Si tratta – ha concluso Durnwalder – di un segnale positivo perchè è un segnale che va nel senso della stabilità politica».
Durnwalder fa riferimento alle divisioni che il centrodestra ha fatto di tutto per non tenere nascosta e che potrebbe avere avuto ripercussioni sull’affluenza, risultata in calo di cinque punti e mezzo: ha votato il 74,8% degli elettori, contro il 79,4 % delle consultazioni del 2005. Quanto ai dissidi interni, va ricordato ad esempio che a Merano i rappresentanti del PdL al Consiglio comunale hanno presentato una propria lista, ma sono stati sconfessati dalla dirigenza nazionale che, ha suoi volta, ha messo in campo propri rappresentanti. A Bolzano, addirittura, l’ultima giornata di campagna lettorale ha visto una violenta scazzottata tra esponenti delle opposte «anime» del partito, con reciproche denunce. Il risultato è stato che nel capoluogo l’affluenza alle urne è scesa dal 75,2% del 2005 (59.379 votanti) al 65,7 % (51.286) di queste consltazioni; un calo di circa 10 punti. Flessione anche a Merano: dal 68,9 % del 2005 a 63,8 % di ieri; più di 5 punti; a Laives, dal 78.7 % del 2005 al 72,9 % di quest’anni; quasi 6 punti. Appena più contenuto il calo registrato a Bressanone, dove gli elettori di lingua italiana sono in numero nutrito, pur non essendo in maggioranza: dal 77,2 % del 2005 al 73 % di quest’anno.































