
L’istanza presentata dai suoi difensori. Berlusconi: non ho ricevuto alcun avviso
15 marzo, 13:03 – ANSA
TRANI – Il premier, Silvio Berlusconi, ha chiesto stamani alla Procura di Trani di sapere ufficialmente se il suo nome è iscritto nel registro degli indagati. L’istanza è stata depositata poco fa dall’avvocato Filiberto Palumbo, di Bari, che assiste il presidente del consiglio assieme all’avvocato Niccolò Ghedini. La richiesta è stata depositata all’ufficio registro generale della Procura ai sensi dell’art. 335 del Codice di procedura penale dopo la diffusione di notizie di stampa secondo le quali Berlusconi sarebbe indagato per concussione. Il capo del governo, infatti, non ha mai ricevuto dalla Procura di Trani alcun avviso di garanzia.
A TRANI ARRIVANO GLI ISPETTORI – Accertamenti sulla competenza territoriale e su un eventuale ‘abuso’ delle intercettazioni: sarebbe questo il mandato ricevuto dagli ispettori del ministero della Giustizia che da oggi saranno a Trani per verificare eventuali anomalie compiute dalla procura nell’indagine Rai-Agcom.
L’invio degli ispettori ha suscitato le proteste dell’Anm di Bari che lo ritiene un “rischio di intralcio all’inchiesta”.
In contemporanea a Bari, a 50 chilometri più a Sud, sarà in visita il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che consegnerà ai magistrati della procura cinque autovetture sequestrate alla mafia barese. Non è difficile immaginare che l’attenzione sarà tutta per il ministro che aveva denunciato tre “gravissime patologie” nella conduzione dell’inchiesta tranese. E cioé: “un problema gravissimo di competenza territoriale, un secondo problema di abuso delle intercettazioni, e un terzo che riguarda la rivelazione del segreto d’ufficio”.
ALFANO, A TRANI INTERCETTAZIONI A STRASCICO
“A Trani sono state fatte intercettazioni a strascico”, cioé “in una logica quasi da catena di Sant’Antonio; viene violato l’articolo 15 della Costituzione e probabilmente anche le leggi che regolano già attualmente, prima ancora della entrata in vigore della nostra riforma, l’uso delle intercettazioni come strumento di indagine”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, a margine di una visita alla Procura della Repubblica di Bari e in relazione all’inchiesta della Procura di Trani nella quale sono state intercettate, tra le altre, telefonate del premier Silvio Berlusconi. “Le intercettazioni – ha aggiunto Alfano – sono una grave violazione della riservatezza del diritto alla privacy consentita dalla legge, diritto che può essere violato in ragione di una legge e solo in determinate circostanze”.
PROCURATORE TRANI, SONO SERENO – “Sono sereno, io sono sempre sereno”: lo ha detto il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, arrivando negli uffici giudiziari di Trani, ai giornalisti in attesa. I cronisti gli chiedevano commenti a proposito dell’arrivo, oggi, degli ispettori mandati dal ministro della giustizia, Angelino Alfano, dopo la fuga di notizie sull’inchiesta nella quale si è giunti a intercettare il premier, Silvio Berlusconi. Gli ispettori, comunque, per ora non sono arrivati.
Il procuratore è giunto intorno alle 09.30 e, dopo una capatina al bar, si è diretto al suo ufficio. Ai giornalisti Capristo ha aggiunto: “Comunque non so niente, perché non ho ancora visto i documenti”, riferendosi probabilmente alla documentazione che gli sarà sottoposta dagli ispettori ministeriali in riferimento al loro mandato. “Buona settimana, godetevi l’aria di mare” ha concluso il procuratore, dirigendosi verso il bar.
GHEDINI, IRRILEVANZA PENALE DEI FATTI – ”L’irrilevanza penale dei fatti, e comunque la totale e assoluta incompetenza territoriale di quella Procura” sono dimostrate, secondo l’avvocato Niccolò Ghedini, dalle notizie sulle indagini in corso a Trani. Ghedini sottolinea inoltre ”la reiterata e continua violazione del segreto di indagine.



























