Get Adobe Flash player

tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Sul terminal G2 le Toyota, Suzuki e Isuzu sono allineate a centinaia, appena scaricate dal cargo Virgo leader. Con i certificati «export» appesi agli specchietti retrovisori e le pellicole protettive sulle carrozzerie nuove di zecca. I simboli della crisi, nella Grecia che non ha mai avuto una sua industria automobilistica, giacciono, meno evidenti, poco oltre il tappeto di macchine e hanno l’aspetto discreto di container grigi con una sigla blu, in ideogrammi e caratteri latini, «Cosco».
Il 30 settembre scorso la società cinese ha stretto un accordo con l’Autorità
portuale del Pireo (Olp), assicurandosi per 35 anni la gestione dei terminal
Pier2 e Pier3 del porto di Atene, che con 1.600 impiegati (tra cui 400 portuali) è uno dei più importanti del Mediterraneo. E ora i lavoratori temono che «i cinesi» possano mangiarsi, pezzo dopo pezzo, l’intero scalo commerciale. «Stanno vendendo tutto alla Cina», s’infervora Yannis Kydis, dipendente della Olp, società a partecipazione statale quotata in borsa. Kydis non vuole fare la fine dei suoi colleghi di Astakos – sul mare Ionio – dove «la Cosco ha già dettato le
sue regole, assumendo con contratti che non prevedono straordinari pagati». Dopo una lotta durata mesi, Kydis e compagni hanno fatto naufragare il progetto di Cosco di far sbarcare sulle banchine elleniche 2.500 operai «importati» da Pechino. Ma dal 30 giugno prossimo l’amministrazione di Pier2 e Pier3 passerà interamente ai cinesi.
Secondo il governo, l’accordo raggiunto con Pechino sul Pireo farà guadagnare
ad Atene 4.3 miliardi di dollari (in 35 anni), darà vita a un migliaio di nuovi posti di lavoro e permetterà la creazione di terminal per container «moderni, flessibili ed efficenti». Per Kydis invece «i cinesi non sono interessati ad aumentare il traffico navale, ma mirano a importare componenti da assemblare qui per produrre merci con marchio Ue, per questo stanno già acquistando una serie di
fabbriche dismesse qui vicino».
Pericle era convinto che fin quando Atene avesse mantenuto la supremazia sui mari, sarebbe sopravvissuta a ogni attacco nemico. Gli spartani potevano anche invadere l’Attica, distruggere le sue viti e i suoi ulivi: l’approvvigionamento della capitale sarebbe continuato grazie al Pireo e via
mare l’avversario sarebbe stato infine sconfitto.
A 2500 anni dalla morte del leader della polis classica, questo simbolo della Grecia sembra destinato a finire in mani straniere. Il perché lo spiega Jorgos Nukutidis, presidente dei portuali della confederazione sindacale Gsee. «La Olp faceva utili, aveva accumulato in cassa 50 milioni di euro. Sotto il precedente governo di Nea Democratia aveva ottenuto un prestito di 90 milioni: tutti questi soldi poi sono spariti, con una serie di ammodernamenti fittizi dei moli: a quel
punto i primi due terminal sono stati venduti ai cinesi”.
Una situazione simile a quella dei lavoratori della Olympic, che per dieci giorni hanno protestato occupando – 24 ore su 24 – il tratto di via Panepistimiou tra la sede centrale della compagnia aerea e la Biblioteca nazionale. La privatizzazione della compagnia di bandiera ha già causato centinaia di licenziamenti. Ora si teme che la sua fusione con Aegean – annunciata il mese scorso – possa produrre altri problemi occupazionali. «Dall’inizio degli anni ’90 socialisti e conservatori non hanno fatto nulla per modernizzare l’azienda – denuncia Zavalos Zikos, dell’Unione del personale dell’Olympic -. Al contrario, secondo la ricetta neo-liberista, hanno contribuito a distruggerla, per poi privatizzarla». Zikos ritiene che la Grecia in questo momento sia «un laboratorio
dove sperimentare ricette per distruggere il lavoro».
Terzo premier di una dinastia politica iniziata col nonno Gheorghios (tre volte a capo dell’esecutivo) e proseguita dal padre Andreas (due mandati da primo ministro), in campagna elettorale Jorgos Papandreou aveva promesso salari al passo con l’inflazione e 3 miliardi di euro d’incentivi per rilanciare l’economia. Dopo la scoperta di un deficit al 12.7% del prodotto interno lordo, nascosto dalla precedente amministrazione conservatrice, si è rivelato al paese nelle vesti di novello Dracone e negli ultimi tre mesi ha varato altrettanti pacchetti
di misure economiche «lacrime e sangue» che prevedono, tra l’altro, tagli agli stipendi pubblici, blocco delle pensioni, aumento dell’iva.
Papandreou ha assicurato alla popolazione che «suoi sacrifici non saranno invano» e che, fra tre anni, il Paese sarà più sano e più giusto. Il premier, con una serie di dichiarazioni rilasciate al quotidiano Ta Nea, ha di nuovo invitato tutti i cittadini, due giorni dopo lo sciopero generale che ha paralizzato la Grecia e il grande corteo sindacale di Atene, a unirsi intorno al governo per ricostruire la Grecia.
«Il nostro primo compito è salvare l’economia, primo passo necessario nel cammino verso il futuro» ha detto. Papandreou ha affermato che di fronte ai sacrifici dei greci egli si impegna a «non tollerare lo scandaloso favoritismo
presentato come giustizia, i privilegi dei pochi come diritti acquisiti, la ricchezza provocatoria come cultura, il profitto parassitario come imprenditoria e l’evasione fiscale come frutto del buon senso».
Ma il Barometro di Public Issue per ilmese di marzo – diffuso dalla tv Skai – rileva che, pur mantenendosi alta (66%), la popolarità di Papandreou ha perso 6 punti rispetto al precedente Barometro.
E mentre le proteste per i tagli non si placano, il governo e l’opposizione dei partiti di sinistra Kke e Syriza (quella conservatrice è fuori gioco, perché l’opinione pubblica la considera la principale responsabile del disastro dei conti pubblici) si preparano già al prossimo scontro, una battaglia sulla prevista ondata di privatizzazioni – di cui il Pireo e la Olympic non rappresentano che la punta dell’iceberg – che si annuncia senza esclusione di colpi.

Michelangelo Cocco – Il Manifesto.it

Share

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa



Redazionali e Collaborazioni
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .

 

quotidiani 04 febbraio 2012
  • .
  • .
  • .
  • .

 

 

 

febbraio ...arriveremo :)

programmazione di Donato Monsellato "INDIGNATOS"

  • Auto blu per trasportare le lettere | Italy IMC – Independent media center
    Auto blu per trasportare le lettere | Italy IMC – Independent media center. Auto blu per trasportare le lettere Provincia di Como travolta dallo scandalo Il caso vede protagonista in particolare il presidente leghista Leonardo Carioni. E nei giorni scorsi la procura ha aperto un fascicolo (a carico di ignoti) per peculato. Mentre la finanza […]
    luna_rossa
  • Quel biometano che aspetta nei campi – 2050 – Blog – Repubblica.it
    Quel biometano che aspetta nei campi – 2050 – Blog – Repubblica.it. Se è vero che non tutti i mali vengono per nuocere, l’allarme sulle forniture di gas che sta tenendo in apprensione in queste ore di gelo l’Italia potrebbe portare ad almeno un risultato positivo. Potrebbe finalmente, ad esempio, spingere il governo al varo […]
    ammiano marcellino
  • Energia e freddo: l’Italia è impreparata a gestire la normalità-da WWF News.
    Energia e freddo: l’Italia è impreparata a gestir. 7/2/2012 – A prescindere dall’emergenza, non esiste in Italia, in condizioni di normalità, un’idea di sicurezza energetica e ambientale. Le risposte in rinnovabili, efficienza energetica e di sistema. Non si può essere preparati all’emergenza se non si hanno piani per la ‘normalità’ e per il futuro: l’Italia […]
    ammiano marcellino
  • L’Ultima Parola – Il vero tema è l’Europa, ma nessuno ne parla! – YouTube
    L’Ultima Parola – Il vero tema è l’Europa, ma nessuno ne parla! – YouTube. Byoblu all’Ultima Parola: il vero tema è l’Europa, non le battute di Monti. Stiamo spendendo 15 miliardi in 3 anni per il MES, cui ne seguiranno molti, molti altri, a insindacabile giudizio di 17 super-uomini immuni a qualsiasi giustizia. E nessuno […]
    luna_rossa
  • comeunbonobo: Beppe Grillo, Voltaire e Forza Nuova.
    A Beppe Grillo, in risposta al suo (ma sarà suo o del mentore Casaleggio?) delirante post sul diritto a manifestare di Forza Nuova. Qui potete leggere il post di Grillo. È proprio nei periodi di confusione come questo, in cui disperazione economica e vuoti di rappresentanza causano spesso delle derive pericolose, che la testa del […]
    ken sharo
    Translate to:

  • Non dimentichiamo la Grecia
    Sono convinto che la sinistra europea e i sindacati europei non potranno e non dovranno mai perdonarsi di aver abbandonato al proprio destino la Grecia, le nostre compagne e i nostri compagni, le nostre sorelle e i nostri fratelli di questo meraviglioso e glorioso Paese.Di aver consentito, muti e immobili, che su di essi si abbattessero con tutta la loro fer […]
    Maurizio Zaffarano
  • Ma quale mafia!
    Nel 2011 il Sindaco Vittorio Sgarbi lo ripete in continuazione: "A Salemi la mafia non esiste!", "in Sicilia la mafia non esiste più!". Fa perfino appendere dei manifesti formato maxi, con tanto di firma: "Ma quale mafia! Cittadini, ribellatevi" ... 6 febbraio 2012, viene chiesto lo scioglimento del Comune di Salemi per infiltra […]
    Pennywise
  • Il mare di Renata Fonte è in pericolo
    di Mauro Miccolis Il mare di Renata Fonte è quello nella foto sopra S.Caterina,Nardò provincia di Lecce, nei pressi della baia di porto Selvaggio, uno dei posti più belli, suggestivi ed incontaminati del Salento. Chi era Renata Fonte ,lo descrive brevemente Wikipedia: Renata Fonte (Nardò, Lecce, 10 marzo 1951 – Nardò, 31 marzo 1984) è […]
    Dott.Ing. Mauro Miccolis
  • 2012: un anno eccezionale!
    Sarà sicuramente eccezionale! Con tutte le pessime previsioni che ha addosso mostrerà senza dubbio le qualità di un anno fuori dal comune. Un anno di transizione con cambiamenti imprevedibili, al di là delle previsioni più funeste! Mio Papà mi diceva sempre: “se Dio vuole” per rammentare che la nostra volontà è sempre importante, ma in […]
    giosby
  • Ma che noia ‘sti antifemministi! (Del piano di rinascita neomaschilista!)
    Com’è possibile che non ci sia un solo luogo in cui questi ultracorpi arrivano a tenere banco sugli stessi argomenti di sempre. Burocrazia e numeri, spostare l’attenzione, un po’ più in là, le cifre delle statistiche delle donne morte, che pure se gliele contiamo in faccia una a una per loro sono sempre troppo poche […]
    fikasicula

Wikio - Top dei blog

Wikio - Top dei blog - Politica


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

quotidiani esteri del 6 febbraio

  • .
  • .
  • .
  • .
  • .
  • .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 









Accedi per connetterti con gli altri utenti di nuova resistenza:


Elenco iscritti

Powered by Small Mingle Icon Mingle

237 Utenti - Mostra tutto

Powered by Small Mingle Icon Mingle