DI FRONTE ALLA MINACCIA CLIMATICA, L’ILLUSIONE DEL NUCLEARE
Traduzione per RNA: Fabienne Melmi
IL NUCLEARE NON PUÒ RISOLVERE IL PROBLEMA CLIMATICO
UN AUMENTO DELLA PRODUZIONE MONDIALE DI ENERGIA NUCLEARE È MOLTO POCO PROBABILE. Al contrario, Il Nucleare è piuttosto condannato al declino
Infatti i reattori che saranno costruiti non sostituiranno , negli anni futuri, i 440 in servizio attualmente, per la maggior parte in fine di vita o destinati ad essere chiusi nei prossimi decenni. Per rinnovarli, bisognerebbe venderne 10 ogni anno, ora gli alcune vendite previste in Cina, negli Stati Uniti o in Europa non basteranno. Le proiezioni dell’agenzia Internazionale dell’energia mostrano un declino del nucleare che, in 30 anni, passerebbe del 15,6% della produzione di elettricità mondiale al 10%.
Peraltro, se si considera un scenario massimalista di rilancio del nucleare all’orizzonte 2030 (SUNBURN), non solo l’investimento finanziario sarebbe astronomico, 32,5 miliardi di euro/anno in media sul periodo, ciò che equivale a più del terzo dell’aiuto pubblico allo sviluppo accordato ogni anno, ma le riserve di uranio sarebbero esaurite fin da 2030!
LA MAGGIOR PARTE DELLE EMISSIONI DI GAS AD EFFETTO SERRA DEL PIANETA PROVENGONO DA SETTORI CHE IL NUCLEARE NON PUÒ RIFORNIRE
Il nucleare serve a fare dell’elettricità: rappresenta solamente il 2,5% della consumazione finale di energia nel mondo.
I bisogni in elettricità coperti dal nucleare non riguardano la maggior parte dei settori che emettono CO2, particolarmente gli usi del petrolio (trasporti, industrie, ecc.) o delle pratiche come la deforestazione. Al CO2, bisogna aggiungere gli altri gas ad effetto serra (N2O, CH4, fluori) di cui i rigetti provengono di settori di attività per i quali il nucleare non è adeguato (agricoltura, componenti elettronici, catena del freddo, ecc.). Al totale, si tratta del 75% delle emissioni mondiali di gas ad effetto serra per le quale il nucleare è e resterà fuori argomento.
LE EMISSIONI DI CO2 DELLA TRAFILA NUCLEARE NON SONO TRASCURABILI
Il nucleare contrariamente al carbone o di CO2 non emette al gas all’epoca del funzionamento della centrale. Ma richiede dei supplementi di produzione responsabile di rigetti di CO2, centrali termica classici all’epoca dei picchi di domanda di elettricità e degli arresti di reattori.
Peraltro, la trafila nucleare presa nel suo insieme induce delle emissioni notevoli di gas ad effetto serra legato al ciclo di vita della centrale, dalla sua costruzione fino al suo smantellamento, ed al ciclo di vita del combustibile, importato in Francia dal Niger o del Canada.
Al finale, il bilancio carbonio della trafila nucleare, se è difficile a codificare, non è tutto trascurabile
IL NUCLEARE È INCOMPATIBILE CON L’ESIGENZA DI SOBRIETÀ E DI EFFICACIA ENERGETICA CHE CI IMPONE LA SFIDA CLIMATICA
Il nucleare è pregiudizievole alle economie di energia poiché incita allo spreco( necessità di fare girare le centrali giorno e nuoce, mito dell’abbondanza, freno alle alternative, ecc.).
Tuttavia, la constatazione è unanime: la sobrietà e l’efficacia energetica così come le energie rinnovabili sono delle misure prioritarie per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra.
All’orizzonte 2030 e 2050, nascondono un potenziale largamente superiore in CO2 evitato, sono più redditizi, ed i loro effetti sono più istantanei di quelli del nucleare. In Cina per esempio, gli scaldaacqua solari forniscono già l’equivalente in energia finale dei due terzi del nucleare del paese!
QUALUNQUE COSA SUCCEDE, IL NUCLEARE È FUORI PROROGA DI FRONTE ALL’EMERGENZA CLIMATICA
Per lottare contro l’irregolarità climatica e stabilizzare il clima, bisogna dividere per due le emissioni mondiali di gas ad effetto serra di qui al 2050. È fin da oggi dunque che bisogna trasformare i modelli energetici dei paesi industrializzati (ridurre del 3% per anno i nostri rigetti di GES) ed aiutare i paesi in sviluppo a condurre una politica efficace di padronanza dell’energia. Fra 20 o 30 anni, sarà troppo tardi per agire e stabilizzare il nostro clima . Da allora, è vano puntare su degli ipotetici sbocchi come il nucleare di 4 generazione che non sarebbe operativo prima del 2040, o la fusione nucleare che sarebbe disponibile solamente dopo il 2050!
IL NUCLEARE DISPONE DI RISORSE LIMITATE IN COMBUSTIBILE
Le risorse in combustibili nucleari sono limitate nel tempo. Così, le riserve di uranio che alimentano i reattori, sono stimate a 60 anni al ritmo dell’attuale consumazione e dunque nettamente meno se il nucleare dovesse svilupparsi. Una tale constatazione esclude un rilancio massiccio sulla base di reattori classici ad uranio arricchito. In quanto ai reattori detti di 4 generazione, utilizzerebbero del plutonio, un combustibile che moltiplica i rischi di proliferazione e di deviazione di materie fissili durante i trasporti.
IL NUCLEARE È VULNERABILE AI CAMBIAMENTI CLIMATICI
In estate, il rendimento di una centrale si degrada.
I reattori devono anche essere fermati se la temperatura diventa eccessiva Così, durante l’estate 2003, è stato necessario annaffiare il tetto della centrale di Fessenheim per mantenerla in funzionamento!
Col riscaldamento climatico, degli episodi come quello di Fessenheim potrebbe riprodursisi. Di più, l’alimentazione in acqua delle centrali si farebbe a scapito della biodiversità dei corsi di acqua, o al prezzo della creazione di circuiti chiusi complessi e costosi . Peraltro, una maggioranza di centrali essendo localizzata vicino a fiumi o al mare, i rischi di inondazioni legate alla piena (dilatazione termica degli oceani, fusione delle calotte glaciali, sono alti. 



















