
ROMA (10 marzo) – Il governo «darà parere negativo all’emendamento» che allunga la durata della cassa integrazione ordinaria da 52 a 78 settimane. Lo ha annunciato il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, rispondendo a una domanda sull’emendamento approvato ieri con un sì bipatisan dalla commissione Lavoro della Camera.
Sacconi ha affermato che è una «norma inutile», perché i nuovi strumenti già «proteggono bene» i lavoratori delle aziende in crisi. In particolare, Sacconi ha sottolineato che è stata semplificata la
procedura per la cassa straordinaria e che con la cassa in deroga si coprono «duttilmente e flessibilmente per un tempo anche indefinito tutti i lavoratori che hanno i requisiti».
«L’opposizione di Sacconi alla estensione della durata della cassa integrazione ordinaria è molto grave – ha detto Cesare Damiano, capogruppo Pd in commissione Lavoro della Camera -. Il ministro del Lavoro dimostra, così, di non comprendere la profondità della crisi e di non voler accogliere gli strumenti di tutela richiesti a gran voce e da tempo dalle parti sociali. Ci troviamo di fronte a un ministro autoreferenziale che ritiene inutile tutto quello che non decide lui. In questo caso arriva al punto di ripudiare una proposta unitaria della commissione Lavoro della Camera disprezzando con argomenti infondati il lungo e ben documentato lavoro per migliorare gli ammortizzatori sociali, smentendo in questo modo gli esponenti del suo stesso partito».
«Il ministro del non lavoro, Maurizio Sacconi, conferma la sua missione di odio contro i lavoratori italiani: dovrebbe vergognarsi – hanno affermato in una nota congiunta il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, e il responsabile welfare e lavoro, Maurizio Zipponi -. Infatti – hanno aggiunto – il ministro del non lavoro sa bene che la cig straordinaria presuppone processi di ristrutturazione con gravi conseguenze occupazionali, mentre quella ordinaria permette al lavoratore di mantenere il normale rapporto di lavoro e alle aziende di non perdere importanti professionalità e competenze frutto di anni di collaborazione e investimenti formativi. L’Italia dei Valori – hanno concluso Di Pietro e Zipponi – si augura che il Parlamento sappia farsi rispettare di fronte a chi per mestiere dovrebbe rappresentare gli interessi dei lavoratori ed invece continua a minarne i diritti fondamentali. Noi continueremo a batterci duramente in Parlamento e in piazza per difendere precari, disoccupati, pensionati e tutte le altre fasce deboli».
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