Facebook | INFORMARE CONTROINFORMANDO: BEPPE GRILLO LA SPUNTA, ARCHIVIATA QUERELA DELLE PARLAMENTARI.
(AGI) – Genova, 19 feb. – “Sei persone hanno deciso i nomi di chi doveva diventare deputato e senatore. Hanno scelto 993 amici, avvocati e, scusate il termine, qualche zoccola, e li hanno eletti”. Per questa frase, pronunciata di fronte ai membri della commissione Affari costituzionali del Senato, il popolare comico genovese Beppe Grillo (difeso dagli avvocati Enrico Grillo del Foro di Genova e Francesco Vecchione del Foro di Napoli) era stato querelato per diffamazione da diciotto deputate e senatrici, tra cui l’avvocato Giulia Bongiorno (che aveva messo a punto l’atto), Alessandra Mussolini, Manuela Di Centa. La querela risale al giugno scorso, pochi giorni dopo l’audizione di Grillo, risalente al 10 di quel mese. Lunedi’ il gip del tribunale di Roma Maddalena Cipriani ha depositato l’archiviazione del caso decidendo cosi’ che Grillo non offese ne’ la Bongiorno ne’ alcuna delle altre parlamentari.
Dell’archiviazione da’ notizia stamani il quotidiano genovese “Corriere Mercantile”. Il pm che aveva iscritto Beppe Grillo sul registro degli indagati Silvia Santucci per diffamazione personale e a corpo politico, ne aveva chiesto l’archiviazione in quanto “esaminando il contesto stenografico della seduta unitamente alla registrazione fonografica e visiva della stessa… le espressioni utilizzate dal Grillo Giuseppe rientravano nel generale diritto di critica politica…”.
Giulia Bongiorno e le altre firmatarie della querela si erano opposte. Ora il gip ha archiviato. “Invero – osserva il giudice – la frase proferita dall’indagato, sebbene volutamente volgare ed inappropriata, inidonea a ledere l’onore e/o la reputazione proprio per la sua genericita’ ed assoluta indeterminatezza, non essendo identificato ne’ assolutamente identificabile la persona e/o le persone, cui il dichiarante ha inteso riferirsi”. In quanto alla diffamazione a corpo di Stato, dice il giudice: “Nel caso di specie le querele sono state presentate dai singoli senatori e/o deputati; dalla lettura delle stesse emerge che costoro non hanno inteso esternare tale diritto in nome e per conto dell’organi di appartenenza, (potere cui peraltro non potevano ritenersi abilitati), ma l’hanno esercitato uti singuli”. (AGI) Cli/Ge




























