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gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

La recente fuga di uranio al Tricastin ricorda a ciascuno che il nucleare è un’industria pericolosa ed inquinante.
Tuttavia, da alcuni mesi, è di buono tono di pretendere che, in compenso di questi rischi, il nucleare “assicura la nostra indipendenza energetica.” Ora, basta aprire gli occhi per constatare che, malgrado 58 reattori, la Francia è colpita con forza dalla salita del prezzo dell’energia. Ma dove è dunque passato il “miracolo nucleare” ?

È con il pretesto di ridurre la fattura energetica del paese, lottando contro il riscaldamento climatico che Sarkozy intende fare costruire in Francia un secondo reattore nucleare di tipo EPR. Ora, basta aprire gli occhi per constatare che il nucleare sia una risposta perfettamente inefficace ai gravi problemi del clima e dell’energia: malgrado 58 reattori che producono l’ 80% della sua elettricità, la Francia è colpita come i suoi vicini dall’esplosione del prezzo dell’energia. I pescatori, gli automobilisti e tante altre categorie sono là per manifestarlo.

I documenti annuali (*) del Ministero dell’economia sono del resto limpidi: per il 2006, “La fattura pagata per un approvvigionamento energetico di origine straniera è il doppio di quella del 2003. Senzadi lei, il commercio esterno della Francia sarebbe stato eccedentario di 15 miliardi di euro. Con lei, è deficitario di 30 miliardi.” Per il 2007: “Fuori energia, la bilancia commerciale sarebbe eccedentaria di 5,6 miliardi di euro; con l’energia, è deficitaria di 39,2 miliardi.”

I pronucleari sono ridotti a suggerire che “senza il nucleare, sarebbe peggio.” Questo è allo stesso tempo derisorio – sarebbe dunque questo il “miracolo nucleare” ? – e falso: è col nucleare che è peggio perché abbiamo ad assolvere la fattura petrolio-gas e la fattura nucleare.

Perché, certe dichiarazioni lo lasciano credere abusivamente, il nucleare non è “gratuito”, al contrario :

- l’investimento di partenza è faraonico: la Francia , del resto,deve ancora finire di pagare i reattori in servizio attualmente. Se il denaro pubblico investito nell’atomo da 50 anni raffigurava sulle fatture EDF, i cittadini si accorgerebbero che l’elettricità nucleare è estremamente cara. È così vero che, negli USA, è unicamente perché lo stato federale offre sostanziali aiuti pubblici alle compagnie private che certe considerano la costruzione di alcuni nuovi reattori.

- la fattura nucleare ” a valle”, (smantellamento delle installazioni, rifiuti radioattivi), si annuncia anche lei incommensurabile: EDF crede essere rassicurante pretendendo avere messo da parte alcune decine di miliardi di euro, ma la Gran Bretagna ha fissato a 103 miliardi il costo dello smantellamento delle sue proprie installazioni, tuttavia molto meno numerose delle nostre. È evidente che, presto o tardi, mancheranno parecchie centinaia di miliardi di euro… ed ancora di più se saranno costruiti nuovi reattori . I nostri bambini apprezzeranno.

Per dirla tutta, ricordiamo che il nucleare copre solamente il 2,5% della consumazione mondiale di energia: una parte così debole che ha un’influenza quasi nulla sul clima e sul prezzo dell’energia. E, contrariamente a ciò che si può leggere qui o là, questa parte andrà a diminuire ancora: dei nuovi reattori saranno costruiti qui o là, ma saranno meno numerosi di quelli che chiuderanno negli anni futuri: la metà dei 435 reattori in servizio sulla Terra si stanno avvicinando alla fine della loro vita.

Conviene anche guardare ciò che accade in Cina, presentata come il nuovo “eldorado” dell’atomo. Se i cinesi costruiscono i 40 nuovi reattori annunciati, il nucleare coprirà regalmente… il 4% della loro elettricità, questo vale a dire il 0,7% della consumazione cinese di energia. I dati sono quasi gli stessi per l’India. Negli USA, l’atomo rappresenta il 20% dell’elettricità, o il 4% della consumazione totale di energia. E la maggioranza dei 103 reattori americani chiuderà tra 20 anni. L’atomo resterà in ogni caso un’energia marginale, stesso nei paesi i più nuclearizzati .

Il nucleare è incapace “di assicurare l’indipendenza energetica” di un paese , anche quando copre l’ 80% dell’elettricità come in Francia. E questo tanto men che l’uranio, il combustibile dei reattori, è importato al 100%. Il suo prezzo è già stato moltiplicato per dieci in qualchei anni ed è solamente un inizio: i differenti paesi nuclearizzati, Cina in testa, hanno cominciato a battersi per accedere facilmente alle ultime riserve estrattibile.

Peraltro, non bisogna dimenticare le tare molto conosciute del nucleare, che non sviluppiamo qui :

- rischi di catastrofi: si è sfiorato il peggio durante l’estate 2006 a Forsmark in Svezia e l’estate 2007 all’epoca del sisma di Kashiwasaki in Giappone ;

- rifiuti radioattivi: malgrado le belle dichiarazioni, da 50 anni, nessuna soluzione accettabile esiste, ed una vera catastrofe si sta di producendo in Germania dove i rifiuti sono stati stoccati in una miniera di sale che doveva assicurare tuttavia un confinamento “perfetto.” In Francia, lo stato ricerca attualmente un sito per nascondere i rifiuti radioattivi : 3115 sindaci sono stati interpellati… ma nessuno, a ragione, vuole di questo regalo avvelenato ;

- rigetti nell’ambiente naturale: un grande studio scientifico ha appena mostrato in Germania un eccesso di cancri fino a 50 km intorno alle centrali ;

- contaminazione dell’ambiente naturale per le arie di uranio: la Francia nucleare contamina così il Niger, è una vera “delocalizzazione dell’inquinamento” ;

- proliferazione a fini militari: la Francia nucleare fa un sporco business con dittatori come Kadhafi.

Ma c’ è un’altra verità da conoscere, molto più rallegrante: sulla Terra, le energie rinnovabili producono molto del nucleare. La sola idroelettricità produce del resto, più dell’atomo: 3000 Twh/an contro2600. Di che fare vacillare le idee false purtroppo così diffuse in Francia, l’unico paese al mondo dove si crede che il nucleare è indispensabile e le energie rinnovabili trascurabili.

Le prospettive di crescita dell’energia eolica sono esponenziali dovunque sul pianeta , con delle produzioni fin da ora così massicce, che svaniscono le obiezioni retrograde sull’intermittenza di questa produzione. Il solare, termico e fotovoltaico, è anche lui in pieno volo, in particolare negli Stati come la California che hanno capito che il futuro era nei rinnovabili.

Combinando le economie di energia e le energie rinnovabili, è possibile assicurare protezione dell’ambiente naturale ed indipendenza energetica: ci sarà sempre del sole, del vento, dei boschi, ecc. Quando succederanno, forse più rapidamente di quanto non si pensi, delle gravi rotture di approvvigionamento in petrolio, gas o uranio, i grandi perdenti saranno quelli che avranno sciupato il loro denaro nelle vie di rimessa come il nucleare, a cominciare da questo povero reattore EPR di cui i due cantieri in corso, in Finlandia ed a Flamanville (Francia), conoscono dei gravi disappunti.

Infine, bisogna ricordare che, contrariamente a ciò che è preteso dai suoi promotori, l’EPR non è concepito per resistere ad un crash di aereo di linea: per avere reso pubblico un documento confidenziale difesa, generato di EDF che riconosce questa vulnerabilità, l’autore del presente articolo è stato fermato a due riprese dalla DST e rischia 5 anni di prigione: il nucleare nuoce tanto alla democrazia quanto all’ambiente naturale

Stéphane Lhomme
Porta voce della rete du Réseau “Sortir du nucléaire”

(*) http://www.industrie.gouv.fr/energie/statisti/bilans-factures.htm

fonte:http://www.sortirdunucleaire.org/actualites/edito/affiche.php?aff=59

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Una risposta a L’EPR contro il petrolio caro: l’errore nucleare (RNA)

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