In Puglia Berlusconi chiede un nome nuovo. Ma Poli Bortone dice no – Italia – Panorama.it.
E allora interviene direttamente lui, il Cavaliere. Di fronte all’ennesimo cambio di campo di Pier Ferdinando Casini (che, in 48 ore, ha prima detto di voler ballare da solo, presentando Adriana Poli Bortone come candidata del “terzo forno” pugliese e ha poi chiesto che su quel nome convergesse anche il Pdl), Silvio Berlusconi entra in gioco e spariglia le carte.
Mercoledì è stata la giornata in cui la Puglia, da partita locale, è diventata un “caso nazionale” e Nichi Vendola, da governatore regionale, assurto al rango di un (nuovo e temuto) leader della sinistra italiana.
È così che dal premier nasce il duplice appello: al candidato del Pdl Rocco Palese e alla candidata dei centristi Adriana Poli Bortone chiede “un passo indietro“. Il premier vuole il ritiro delle “loro rispettive candidature, entrambe degne di considerazione, per consentire la comune pronta individuazione di un terzo candidato che permetta di unire tutte le forze alternative alla sinistra estrema di Vendola”.
Rocco Palese immediatamente offre a Berlusconi “piena e totale disponibilità, in ogni momento e per qualsiasi soluzione, qualora ciò dovesse servire a rendere quanto più ampia possibile la coalizione di centrodestra e a portarla alle elezioni regionali con un unico candidato condiviso da tutti”. La Poli Bortone, invece, non ci sta: “Vado avanti. Non si può fare politica in questo modo. Sono a capo di un movimento Io Sud che crede nei valori del Mezzogiorno. Immaginavo che anche il Pdl volesse fare un accordo con l’Udc e con noi. Sono la candidata più forte per battere Vendola. A meno che non sia il ministro Fitto che voglia candidarsi…”.
Al mattino, Berlusconi incontra Cesa e con lui batte solo su un tasto: “Non possiamo perdere la Puglia. Volete far vincere Vendola?”. Si ragiona sulla possibilità di mettere in pista una rosa di nomi. Poi il premier chiama il ministro Raffaele Fitto, che voleva a tutti i costi Palese insieme a grossa parte del Pdl locale. “Ne dobbiamo uscire….”, gli spiega, arrivando con lui alla conclusione che l’appello pubblico al ritiro della candidatura partirà dal Cavaliere. I nomi che iniziano a circolare sono quelli di Francesco Divella, del presidente di Confindustria Puglia Nicola De Bartolomeo, del direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe De Tomaso e del magistrato Stefano Dambruoso.
Nei prossimi giorni, se si dovesse dimostrare che un terzo nome non sarebbe comunque sufficientemente competitivo e tale da ottenere la vittoria su Vendola, potrebbe ritornare in pista la candidatura Poli Bortone. Un’ipotesi, questa, “inaccettabile” per Raffaele Fitto. Ma alla quale starebbe di fatto ancora lavorando l’Udc. “Finché resta in campo la Poli Bortone” ragionano i centristi “nessun altro candidato può accettare la sfida contro Vendola”.
“Il Pdl aspetterà una risposta della Poli Bortone fino a giovedì, perchè non possiamo aspettare all’infinito”, dice il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa.
Intanto, il premier ha chiamato come d’accordo il presidente della Camera, per informarlo sugli esiti del vertice a Palazzo Grazioli e sulla partita delle regionali. Contatti telefonici ci sono stati anche con Pier Ferdinando Casini, che a Mattino 5, intervistato da Maurizio Belpietro, si era speso per una convergenza con la ex sindaco di Lecce: “Davanti a Vendola, che con il suo populismo è forte, la Poli Bortone è l’unica che può vincere. Il Pdl dovrebbe riflettere, in questo caso credo che non ci sia un candidato più forte. Invito tutti a una riflessione pacata, vediamo se si può realizzare una convergenza sulla Poli Bortone. Io sarei disponibile, ben venga“.
Ancora servirà qualche ora per sciogliere il rebus. Ma il leader della Lega Umberto Bossi, da sempre ostile alla alleanza Pdl-Udc, boccia l’intesa: “Noi abbiamo già deciso di non trattare con l’Udc perchè anche se vinci con i suoi voti dopo non puoi utilizzarli perchè non combini niente, questo è un consiglio che do anche al Pdl…”.




























