Facebook | BERLUSCONI chi è?: No allo stato d’emergenza per i penitenziari.
di Benedetta Guerriero
L’associazione Antigone lancia l’allarme contro il piano carceri presentato dal ministro della Giustizia
Come già annunciato nei giorni scorsi, il governo ha proclamato lo stato d’emergenza per far fronte alla difficile situazione carceraria. I detenuti hanno superato le sessantamila unità e la popolazione carceraria cresce mensilmente di oltre settecento unità. Vista la gravità della situazione, l’esecutivo ha finalmente preso coscienza del dramma dei penitenziari e ha presentato un piano carceri per risolvere il problema del sovraffollamento. Non più tollerabile. Nonostante il ministro della Giustizia Angelino Alfano abbia illustrato il piano carceri come una sorta di panacea in grado di risolvere tutti i mali dei detenuti, non sono mancate le critiche.
“Lo stato d’emergenza – sostiene Susanna Marietti, responsabile della comunicazione dell’associazione Antigone, da diversi anni impegnata nei penitenziari italiani per denunciare gli abusi e tutelare i diritti dei detenuti – serve a secretare le procedure di concessione degli appalti per la costruzione dei nuovi penitenziari. Non ci sarà una gara d’appalto condotta alla luce del sole e questo ci inquieta. Non ci dimentichiamo che uno scandalo sulle carceri d’oro era già uscito nei primi anni Novanta e noi temiamo che ancora una volta si vada ad agire in terreni poco chiari”. Certamente è la dichiarazione dell’emergenza l’aspetto che maggiormente inquieta Antigone, ma sono molti gli aspetti del nuovo piano carceri che non convincono. “Alfano – ha detto sempre la Marietti – dà i numeri a caso. Il governo sostiene di aver stanziato seicento milioni per l’edilizia carceraria, ma il Dap, dipartimento di amministrazione penitenziaria, ha detto che per costruire un carcere da circa duecento posti servono venti milioni. Quindi con queste cifre com’è possibile in un solo anno portare a 81mila i posti nelle carceri, come, invece, predica il Guardasigilli? I conti non tornano. I detenuti crescono a ritmo di oltre 700 unità al mese e questi padiglioni non serviranno mai a sanare il problema del sovraffollamento. E poi dove vogliono costruirli? Toglieranno altri spazi ai detenuti che vedranno sparire quei pochi luoghi ricreativi che esistono in alcune strutture penitenziarie. La storia insegna che più carceri si costruiscono, maggiore sarà il desiderio di riempirle. E’ proprio questa filosofia che noi non condividiamo. Bisogna chiedersi il perché di questo sovraffollamento e agire su quelle leggi che hanno riempito i penitenziari, come ad esempio quella sulle droghe e la ex Cirielli”.
Le dure critiche espresse dalle associazioni pongono molti dubbi e gettano un’ombra di scetticismo sulle trionfali ed esageratamente ottimistiche previsioni del ministro Alfano. “Siamo lieti presidente – ha afferma sorridente il ministro della Giustizia Angelino Alfano nel corso della conferenza stampa congiunta col premier Silvio Berlusconi – di dare avvio a una missione che non ha precedenti nella storia della Repubblica: risolvere il problema del sovraffollamento e dare dignità ai detenuti senza fare ricorso ai provvedimenti di indulto o amnistia”.
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