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tutti i giorni 4 nuove pagine di articoli presi dai media e dalla rete, opinioni di redazione e approfondimenti





 

gli articoli con la foto accanto al titolo sono completamente originali dei nostri collaboratori

Archvi dell'anno: 2010

Fotos de Il popolo viola – Fotos del muro.

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Alfabeto di fine anno – dazebaonews.it

Proponiamo ai lettori il nostro alfabeto, un augurio per il prossimo anno, un catalogo di cose, di spiegazioni e di speranze per uomini razionali e fiduciosi nel futuro. Buon 2011

A come Asfittico: è sinonimo di “economia italiana” dopo dieci anni di cura Tremonti.

B come Berlusconi: premier del governo italiano. Lui non sa bene come si fa ma lo fa. Noi sappiamo bene che lo fa e vorremmo che non lo facesse. Se nel 2011 si dimette e perde le elezioni siamo disposti a farci a nuoto tutto l’Oceano Atlantico, sbarcare a New Island e morire finalmente felici.

C come Carfagna: bella ministra, che forse si sposa. Aveva detto che si dimetteva perché non si ritrova più nell’attuale partito berlusconiano. Non era vero.

D come Disperso: è il ministro (così lo chiamano) per l’attuazione del Programma di governo Gianfranco Rotondi. Lo tengono nascosto perché, visti i risultati, non sia mai qualcuno gli chieda conto di qualcosa… Continua a leggere

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Nel 2011 aumenti a raffica, tutti superiori al 3-4%. Poi diranno che l’inflazione è all’1%.

ROMA – Dal primo gennaio i pedaggi autostradali aumenteranno in media del 3,3%, con la rete di Autostrade per l’Italia in rialzo dell’1,9% e la Val d’Aosta che registra il picco di un +14%. I consumatori insorgono e quantificano l’aggravio in 20-25 euro, ma l’Aiscat risponde che i rincari tengono conto degli investimenti fatti dalle concessionarie. A firmare i decreti con gli aumenti, in base all’istruttoria condotta dall’Anas, sono stati i ministri delle Infrastutture e dei Trasporti e dell’Economia. Se l’aumento medio ponderato per l’intera rete è del 3,3%, molto diversificati sono i rialzi per le diverse concessionarie.

Si va dal +14,15% di Rav Spa, il Raccordo autostradale della Val d’Aosta, al -6,56% delle Autostrade Meridionali, passando per il +1,92% di Autostrade per l’Italia (Aspi), la rete più grande che ha circa 2.800 chilometri in concessione. Sempre con decorrenza dal primo gennaio, inoltre, la misura dell’integrazione del canone annuo di concessione corrisposta direttamente all’Anas, è integrata di un importo pari a 2 millesimi di euro a chilometro per le classi di pedaggio A e B e a 6 millesimi di euro a chilometro per le classi di pedaggio 3,4 e 5. Se l’aumento per la rete Aspi è grosso modo in linea con le previsioni, alcuni degli altri rincari preoccupano e scandalizzano i consumatori. Continua a leggere

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Gli idioti terroristi del copyright » Piovono rane – Blog – L’espresso.

fotografia scelta dal web a cura redazione NR

Quando ero alle medie, la professoressa Gallinoni aveva la cattiva abitudine di arrabbiarsi con gli allievi presenti se in classe c’erano troppi assenti.

Era un non-senso assoluto: noi che c’eravamo dovevamo prenderci le urla al posto di quelli che non c’erano, perché non c’erano.

Quando oggi ho messo su il dvd regolarmente acquistato e mi sono beccato un quarto d’ora di strilli e minacce contro quelli che si comprano i film tarocchi, inevitabilmente il mio pensiero è corso alla professoressa Gallinoni.

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fonte: articolo 21.info

Cofferati: "30 euro lordi al mese, per giustificare un accordo negativo, che viola i diritti, è un brutto segno dei tempi"

Già Segretario  generale della CGIL dal 1994 al 2002, ora eurodeputato del PD, tra i promotori dell’Associazione Libertà e lavoro, Cofferati critica duramente l’accordo sindacale a Mirafiori e Pomigliano. La “cura Marchionne”, sostiene, fa ripiombare l’azienda e il mondo del lavoro ai tempi di Valletta, ledendo i diritti fondamentali di rappresentanza e di libera circolazione delle idee, senza neppure apportare vantaggi salariali. Si impone quindi uno sciopero generale contro la crisi e l’attacco alle regole della democrazia.

Perché dire no agli accordi FIAT a Mirafiori e Pomigliano?
“Perché sono due brutti accordi. Quello di Mirafiori è peggiore addirittura di quello di Pomigliano. In quanto entrambi ledono i diritti individuali e collettivi dei lavoratori interessati. Non c’è soltanto un aumento dei carichi di lavoro c’è soprattutto una violazione dei diritti sanciti dai contratti nazionali di lavoro. Contratti che, per inciso, non verranno più applicati né a Pomigliano né a Mirafiori. La novità che peggiora ulteriormente Mirafiori è l’esclusione dall’utilizzo dei diritti contrattuali dell’organizzazione che non ha firmato l’accordo.
E’ un inedito, che altera profondamente il sistema della rappresentanza in azienda , riducendo drasticamente la democrazia nei luoghi di lavoro.” Continua a leggere

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Napolitano: “Decisione incomprensibile” – Corriere della Sera

.ROMA – La reazione ufficiale del governo italiano alla decisione del presidente Lula di non concedere l’estradizione per Cesare Battisti non è tardata ad arrivare. «Amarezza e contrarietà» ha espresso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «La decisione del presidente Lula ha suscitato in me profonda delusione». Una decisione «incomprensibile» e basata su «motivazioni infondate», ha commentato Napolitano ricordando di avere scritto a Lula «nel gennaio 2009, illustrandogli ampiamente le circostanze di fatto, e gli argomenti giuridici e politici, che chiaramente militavano per la concessione dell’estradizione di Cesare Battisti. Gli riproposi tutti i termini della questione incontrandolo a L’Aquila in occasione del G8. E ricavai da quell’incontro motivi di fiducia nella comprensione, da parte brasiliana, delle ragioni dell’Italia». A maggior ragione, dice Napolitano, «mi appare incomprensibile la decisione, le cui motivazioni appaiono tanto infondate quanto insensibili alle garanzie dell’ordinamento giuridico e alla tradizione democratica del nostro Paese. Non mi resta – conclude il presidente – che confidare in una seria considerazione, nelle competenti sedi brasiliane, delle nuove istanze che saranno prodotte dalle autorità italiane; e rivolgere un pensiero addolorato alle vittime dei crimini di Battisti come di tutte le vittime del terrorismo». Continua a leggere

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“YouTube è come una tv” Agcom vara i nuovi obblighi – Repubblica.it.

Due delibere appena pubblicate impongono regole ai siti di video generati dagli utenti. Destinate a far discutere le norme sulla responsabilità editoriale, l’obbligo di rettifica e le fasce protette di ALESSANDRO LONGO

IL 2010 si conclude con un “regalo” sgradito per YouTube, DailyMotion e altri popolarissimi siti che ospitano video generati dagli utenti. Due delibere appena pubblicate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) li equiparano a servizi radiotelevisivi, con tutte le conseguenze del caso. L’Italia è probabilmente il primo Paese occidentale a fare questo salto interpretativo, da cui derivano obblighi inediti per i siti internet. Neanche il contestatissimo decreto Romani 1 si era spinto a ipotizzare per i siti “ugc”, fatti cioè di contenuti generati dagli utenti, incombenze come quelle disposte dall’Agcom.

LEGGI LE DELIBERE: 1 2 / 2 3

Le due delibere sono quelle su web tv e web radio, approvate il mese scorso 4. Ma solo adesso che sono state pubblicate vi si può leggere conferma di un risvolto prima d’ora non chiaro: le nuove norme riguardano anche alcuni siti con video forniti dagli utenti. Come appunto YouTube, Dailymotion, Vimeo e molti altri ancora. “Se leggiamo le delibere, è evidente che si riferiscono anche quei siti”, conferma Guido Scorza, avvocato esperto di diritto su interne. Continua a leggere

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Lettera dal carcere di Rebibbia | Radio Onda Rossa.

Cari compagni/e di Radio Onda Rossa,

vi scriviamo dal “tepore” natalizio delle nostre celle. Rendendo grazie all’amministrazione penitenziaria ed a tutti quei benpensanti cristiani, anche questo Natale ci è stato fatto dono del loro alberello e dell’immancabile presepe, ricordandoci che la “grazia” del buon Dio e la gloria della nascita di Cristo coinvolge tutti, persino noi carcerati. Ovviamente solo se da buoni cristiani ci si incammina sulla via del “PENTIMENTO” e della “redenzione”. Il messaggio “sotto-traccia” è sempre quello: cercare di convincerci della bontà dell’Istituzione, la millenaria trinità: LAVORO-FAMIGLIA-CONSUMO/ISMO, i quali, ragionandoci bene sono proprio le “necessità” che, per poter colmare, ci hanno indirizzato verso la strada dell’illegalità (il capitalismo ossessivo necessita di una dose sempre maggiore di fondi al fine di rimpinzare il cosiddetto benessere familiare, di sempre nuove ed inutili “necessità”). Ci troviamo ad osservare quel presepe e quell’albero scintillanti di luci, simulacri di un benessere di plastica, ma voltandoci verso la cruda realtà delle cose, quotidianamente ci vengono negati perfino i diritti fondamentali dell’uomo e dato che “alla sorte non manca ironia” sono proprio quelle luci che scintillano nella grotta del presepe ad essere invece negate a noi detenuti, insieme “ovviamente” ai rudimenti dell’igiene, l’acqua calda e lo spazio vitale (siamo in SEI in un buco di cella… tipo mucche da macello, no?); senza poi tener conto di privazioni ben più gravi: l’assistenza medica, psicologica e culturale insufficienti, ma che dovrebbero essere, almeno sulla carta, basilari al fine del reinserimento sociale così tanto decantato dalle leggi “svuota-carceri”, utili esclusivamente all’imbonimento dell’opinione pubblica…
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Battisti: sara’ immigrante non rifugiato – Top News – ANSA.it.

Potra’ essere scarcerato e andare all’estero quando vorra’

31 dicembre, 16:43 – ANSA

ANSA) – BRASILIA, 31 DIC – Cesare Battisti restera’ in Brasile come immigrante, non come rifugiato o esiliato politico. E al Supremo Tribunale Federale (Stf) non spetta piu’ prendere decisioni, puo’ solo scarcerarlo. Una decisione che il presidente dell’Stf puo’ prendere da solo in qualsiasi momento, o in plenaria, e allora slitterebbe a febbraio. Avendo Lula deciso per la sua permanenza nel paese, Battisti avra’ automaticamente il visto, potra’ chiedere documenti, permesso di lavoro e andare all’estero quando vuole.

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Articolo di DirittodiCritica.com

Nel 2011 con i festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia torneranno alla ribalta tutti i grandi personaggi storici e politici che permisero l’unificazione del nostro paese. Tra di loro vi fu certamente Camillo Benso Conte di Cavour: patriota, fine politico, imprenditore, capostipite della destra storica e nonché primo presidente del Consiglio del Regno d’Italia nel 1861. Oltre ai grandi successi politici, nella sua vita (morì a 51 anni) il Cavour ebbe anche svariati problemi, come le inimicizie con Garibaldi e Mazzini e le diatribe con lo Stato vaticano. C’è però un fatto che invece ci ricollega ai tempi nostri e che Maurizio Blondet di EffediEffe ha raccontato analizzando il libro di Angela PelliciariL’altro Risorgimento” :

«(Cavour) era il maggiore azionista della «Società Anonima Molini Anglo-Americani» (sic) di Collegno, il più grande ente privato granario della penisola. Nel 1853, col raccolto scarso e la fame che infuria fra gli strati popolari, mentre i principati «reazionari» vietano l’esportazione dei grani per nutrire le loro popolazioni, il Piemonte la consente, così che i produttori locali realizzano forti profitti dalle esportazioni del prodotto rincarato. Per questo avvengono disordini davanti all’abitazione di Cavour, stroncati dalla polizia e dalla truppa a fucilate».

Tutte dicerie dei giornali popolari dell’epoca per lo storico Rosario  Romeo. Lorenzo Del Boca invece nel suo libro “Indietro Savoia” irrobustiva questo racconto scrivendo anche dei «giornali come L’imparziale e La voce della libertà (tra i principali accusatori della manovra del governo sul grano) criticati per aver istigato il popolo a rivoltarsi e che furono trascinati in tribunale ma gli imputati furono assolti». Angelo Brofferio, deputato della sinistra e “nemico” politico di Cavour attacco duramente il collega:

«Sotto il governo del conte di Cavour ingrassano illecitamente i monopolisti, i magazzinieri, i borsaiuoli, gli speculatori, mentre geme e soffre l’universalità dei cittadini sotto il peso delle tasse e delle imposte» facendo in oltre notare il conflitto d’interesse: «Il conte di Cavour è magazziniere di grano e di farina…». 

Modificando alcuni termini, i suoi protagonisti e le date di questa storia sembra realmente cronaca dei giorni nostri: i giornali che scriverebbero solo dicerie per rovinare il politico di turno, il conflitto di interessi e le leggi ad personam. Questo aneddoto su Camillo Benso serve a ricordare forse a noi italiani che la nostra penisola non è mai cambiata: già prima dell’unificazione aveva gli stessi deprecabili usi e costumi che, via a via peggiorando, si sono trascinati in questo ultimo secolo e mezzo. Lo stesso Totò nel video tratto dal film “Gli Onorevoli” datato 1953 ci mostrava una “specie di politica” non è molto diversa da quella attuale. Gattopardismo alla sua essenza primordiale: cambiare tutto affinchè non cambi niente, che si parli di oggi, 50 o 150 anni fa.

Totò Elettorale

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Il Riformista.

di sonia Oranges

La Gelmini. Il ruolo del professore aggregato, la concessione delle borse di studio e i contratti per gli insegnanti: su questi punti il Quirinale si rivolge al governo perché sia fatta chiarezza. E perché ci sia «confronto con tutte le parti interessate». Un’ulteriore apertura alle richieste degli studenti: proprio ai giovani sarà dedicata attenzione nel tradizionale messaggio di fine anno.

La riforma dell’università del ministro Mariastella Gelmini, è legge. Ma una legge da migliorare, perché «restano talune criticità», come ha scritto il Capo dello Stato Giorgio Napolitano in una lettera inviata a Silvio Berlusconi, contestuale alla promulgazione del testo. Continua a leggere

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LASTAMPA.it.

I primi dieci anni del 2000

Il bilancio dei primi dieci anni del terzo millennio fra crisi e speranze

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coordinamento:

Ken Sharo-Luna Rossa



Redazionali e Collaborazioni
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quotidiani 17 maggio 2012
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quotidiani esteri del 16 maggio 2012

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